Lavorare per vivere o per morire ?

Basta ipocrisie.

Dietro alle morti sul lavoro, ci sono interessi economici, sfruttamento dei lavoratori, ignoranza, sottovalutazione.

Basta col pensare che “tanto capita agli altri”.

Sicurezza implica formazione, investire denaro; significa effettuare controlli aumentando pene e controllori. Non è possibile tergiversare, temporeggiare.

Le aziende hanno gravi colpe perché spesso sono mosse solo da interessi economici ma anche il sindacato deve darsi una smossa, anche privilegiando la salute  al mantenimento del posto di lavoro.

A fine 2006 gli ispettori del lavoro erano 5.518. Pochi, troppo pochi, con le aziende irregolari in tremenda crescita.

Mancata sicurezza significa mancate dotazioni ma anche contratti precari, lavoro sommerso, subappalti.

L’Eurispes stima che dal 2003 al 2006, nel nostro Paese i morti sul lavoro sono stati 5.252, circa 1.300 nel 2007 e 330-340 dall’inizio del 2008, senza contare i 3000 infortuni INAIL del 2008 (dunque denunciati).

(pubblicato su QV n°2)

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