Niente elemosina, ma soldi

Dopo diversi mesi di trattativa sulla piattaforma di II livello, il 16 luglio 2008 l’azienda Wind è uscita allo scoperto, con proposte irricevibili.

I salari non reggono all’alto costo della vita che sta mettendo in crisi lavoratori e famiglie; le diseguaglianze sociali e salariali aumentano, a vantaggio di liberi professionisti (non è un’accusa) e manager, con lavori sempre più precari e con la progressiva scomparsa del “ceto medio”.

La nuova riforma del contratto lavorativo nazionale (QV n°2) intende distribuire gli aumenti salariali non più legati al rinnovo del contratto nazionale o della parte economica, ma tramite la contrattazione di II livello ed il premio di risultato. Ne consegue, che è proprio da questa piattaforma che debbono giungere soldi e welfare.

Wind ha vissuto due anni di ottimi risultati economici grazie al NOSTRO lavoro, a sofferte e controverse riorganizzazioni, oltre ad un’intesa politica d’incentivazione volontaria all’esodo. La risposta aziendale è stata barattare pochi soldi con norme e welfare con riorganizzazioni.

La proposta di piattaforma  basata su istanze dei lavoratori, pur lacunosa, ha elementi innovativi, di benessere collettivo, di equa rivendicazione salariale.

Nessun aumento dei pasti in trasferta (chiesto + 30%); aumento dei ticket solo a 6,2 (7); solo 50 assunzioni d’interinali in 4 anni; solo 130 (su 480) passaggi a V livello nelle Field (tutti gli aventi i requisiti); nessuna commissione per valutare passaggi nelle altre mansioni; niente ore viaggio per VI e VII; solo 10% aumento reperibilità (+30%).

Assurdo il proposto aumento annuo del 2% del premio di risultato (chiesto +7,5%), meno dell’inflazione  e pari a 42  per un V livello.

Il nostro lavoro, la nostra dignità, i nostri salari, meritano rispetto ed è per questi che ci batteremo.

(pubblicao su QV n°3)

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