35 anni dopo la Bolivia come il Cile?

Da www.indymedia.org, riporto questo articolo.

11 settembre, tornano alla mente le immagini dell’attentato al World Trade Center, pochi si ricordano che 35 anni fa, nello stesso giorno, il governo di Salvador Allende veniva rovesciato dal colpo di Stato di Pinochet.
Ironia della sorte un giorno prima dell’anniversario la NSA leva il segreto di stato da
alcuni documenti che provano, come se non fosse già chiaro, la complicità della CIA nel golpe.

Una cosa molto simile è successa questa settimana, settembre 2008, in Bolivia, in 5 province orientali dello stato andino sono scoppiati disordini contro il governo centrale di Evo Morales.

Protagonisti dei disordini il gruppo di destra Union Juvenil Crucenista appoggiato dai latifondisti e dalla borghesia non contente di perdere numerosi privilegi se la nuova costituzione Boliviana passasse anche il referendum. Negli scontri anche qualche nostalgico militare italiano ha attaccato armato alcuni uffici pubblici a Santa Cruz.

La risposta della società civile, composta da contadini e indios, con manifestazioni e appoggio al governo è stata massacrata: 15 morti durante una manifestazione a Pando uccisi da sicari.
Il
governo boliviano ha espulso l’ambasciatore USA, Goldberg, per presunto appoggio ai governatori “ribelli”, comunicati ed azioni di solidarietà sono arrivati da Venezuela, Brasile ed Honduras.

Dopo una settimana di scontri e disordini Evo Morales, è riuscito a confrontarsi con l’intento di negoziare un accordo con l’oligarchia bianca boliviana nella città di Cochabamba, mossa che non piace alla COB che avrebbe preferito una soluzione del conflitto ben più drastica.

(pubblicato su Quattro Venti n°5 pag.4)

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