Ancora sul riscatto di laurea /2

Come già accennato in un precedente articolo e forti anche di alcune informazioni tratte liberamente dalla rivista “Soldi e Dritti” di Altro Consumo, ritorno sull’argomento dando ulteriori precisazioni ed informazioni (almeno spero 🙂 )

Provo ad essere schematico, stilisticamente deplorevole, ma spero più chiaro.

  • Gli anni di laurea riscattati concorrono al raggiungimento dei 40 anni di lavoro necessari per andare in pensione.
  • Anche i neolaureati ch non abbiano cominciato a versare contributi, possono chiedere il riscatto.
  • Dal 1997, è possibile riscattare anche le lauree triennali ed i corsi di specializzazione post-laurea, nonchè il riscatto di più corsi di laurea.
  • La domanda può essere fatta in qualsiasi momento e non decade.
  • La somma da pagare varia a seconda della lunghezza del corso di laurea e del sistema pensionistico a cui si è sottoposto (vedi fine articolo)
  • I calcoli nel sistema retributivo sono complicati, ma a frandi linee la somma cresce in base all’età (più si è vecchi e più si paga), allo stipendio (più si guadagna più si paga) ed al sesso (le donne pagano di più). Esistono anche altri fattori Nel sistema retributivo, riscattare la laurea costa di più ma rende economicamente di più.
  • Il riscatto col sistema contributivo costa meno e la somma dovuta è calcolata in % sullo stipendio degli ultimi 12 mesi (attualmente è al 33%). Il contributo risultante deve essere rapportato alla durata del periodo da riscattare (esempio 4 anni da riscattare con uno stipendio lordo da 30000 euro, il riscatto costa 39.600 euro (il 33% di 30000 euro  * 4 anni)
  • Per il calcolo del sistema misto … è una via di mezzo tra i precedenti due.
  • Per i neolaureati che non hanno versato alcun contributo la retribuzione di riferimento è quella dei commercianti ovvero per il 2008 è  pari a 13819 euro). Una lauera di 5 anni costerebbe 22801 euro.

Il sistema pensionistico

Sono attualmente tre. Quello retributivo (vale solo per i lavoratori che nel 1995 avevano 18 anni di contributi versati e valuta gli ultimi 10 anni di lavoro); quello contributivo (calcola i contributi effettivamente versati e si applica dal 1996; in questo caso non esiste pensione di anzianità ma solo quella di vecchiaia (65 per uomini e 60 per le donne) a meno che non si siano versati 40 anni di contributi); quello misto (per i lavoratori che nel 1996 non avevano raggiunto i 18 anni di contributi)

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