Indignamoci, diamo un segno di vita

Sono ormai anni che viviamo in un torpore, in una specie d’incanto, di vuoto esistenziale.

Non c’indigniamo più, subiamo passivamente, senza interrogarci su ciò che ci dicono, su ciò che avviene attorno a noi (e spesso contro di noi).

Demandiamo alla sola TV la possibilità d’informarci e spesso ascoltiamo senza nemmeno soffermarci un secondo, senza nemmeno riflettere. Se un pensiero dura più di 15 secondi lo accantoniamo.

Basta che qualche scellerato vada in TV o anche alla radio e ripeta sempre le stesse cose, con insistenza e magari pure con la faccia tosta e, poco dopo, siamo pronti a sposare quella tesi.

Non voglio essere tacciato di fare demagogia (quante volte ce lo ripetono) o di qualunquismo (anche questo termine è spesso utilizzato per sminuire le tesi altrue), però le parole hanno un valore, hanno un significato, sono macigni.

Ci raccontano che siamo in democrazia ma non possiamo scegliere i parlamentari.

Ci raccontano che i condoni (edilizi o fiscali) servono per “sanare le situazioni“, per incamerare soldi ed invece alimentano speculazione, rappresentano il trionfo dell’illegalità penalizzando chi rispetta le norme, non fa incassare soldi…. però qualcuno ci guadagna.

Ci dicono che le quattro cariche più alte dello Stato invece di dare il buon esempio, si ergono al di fuori della legge, della Costituzione.


Ci dicono che la politica deve sottostare all’economia, che non ci sono soldi per lo stato sociale, ma per i televisori, per i decoder o per le banche si può fare.

Prova a non pagare una rata o una spesa ….. ti perseguiteranno all’infinito, ma se hai tantissimi debiti con le banche oppure hai le giuste amicizie, o diventi Presidente del Consiglio oppure ti danno sovvenzioni.

Ci dicono che con la mafia bisogna convivere e poi se azzardi a protestare oppure ad esternare il tuo libero pensiero ti mandano una caterva di manganellate.

Ci dicono che “il lavoro” può prescindere dall’ambiente e dalla sicurezza sul luogo del lavoro (ma se respiro veleni o posso infortunarmi/morire, a che mi serve mantenere il lavoro ?)

 

Quanti altri esempi potremmo fare se solo mettessimo in moto la nostra intelligenza, il nostro cervello, ponendoci in maniera critica, non pretestuosamente, ma con lo spirito di voler conoscere, di voler sapere ?

Riporta, come commento, gli episodi controversi, contraddittori che subiamo, ai quali ci siamo assuefatti, abituati.

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