Eutelia, al via il tavolo sulla crisi

Da Rassegna.it sintetizzo un articolo sulla società Eutelia e soprattutto su 2000 posti di lavoro a rischio licenziamento, nonostante sia il 4° operatore TLC, frutto di scelte che d’imprenditoriale non hanno nulla, ma solo fare profitto a basso costo, sulla pelle dei lavoratori.

Si è tenuta il 27 aprile, presso il ministero dello Sviluppo economico a Roma, la prima riunione del “tavolo di crisi ristretto” sulla vertenza Eutelia, cui prendono parte anche la presidenza del Consiglio dei ministri e i rappresentanti di alcune delle Regioni dove l’azienda è presente con le proprie sedi operative.

“Ciò – ricorda il sindacato – rappresenta sicuramente un passo avanti, nella direzione di un coinvolgimento ampio delle istituzioni nazionali e locali, per evitare in ogni modo l’attuazione di un piano industriale scellerato di dismissione del settore Information Technology, che porterebbe all’apertura delle procedure di licenziamento collettivo per circa 2.000 lavoratori“.

Si realizzerebbe così, a giudizio del sindacato, “la dispersione di un patrimonio di professionalità in informatica e telecomunicazioni, acquisito rilevando per una manciata di spiccioli aziende come Getronics Bull ed Eunics, scaricando come sempre sui lavoratori i costi della malagestione praticata in questi anni dalla proprietà aziendale“.

E’ utile ricordare, infatti, che Eutelia è il quarto operatore italiano di Tlc e che detiene molte commesse riferite alla Pubblica Amministrazione  (Camera e Senato, Inail, Inpdap, Ministeri, Regioni, Province, Comuni, ASL, Poste, Enel, Arma dei Carabinieri…) ed altre riferite a grandi gruppi bancari (Banca d’Italia, BNL, Intesa, San Paolo IMI, Gruppo MPS, Unicredit…), ai trasporti (Aeroporti di Roma, Alitalia, Autostrade, Tele Sistemi Ferroviari…), all’industria (Fiat, Pininfarina, Shell Italia, Ferrero…) e alla grande distribuzione (Coop, Esselunga, Conad…).

Il sindacato ha da tempo avanzato una sua proposta: “o la proprietà ricapitalizza e si incomincia ad investire e ad operare al meglio per cercare di realizzare il progetto industriale”, avverte, oppure “cede ad un nuovo soggetto tutte le attività ed i lavoratori attraverso una procedura di legge che elimini i rischi di contenzioso e garantisca la prosecuzione delle attività”.

Il nuovo soggetto potrebbe essere mutuato da alcune esperienze già presenti nel settore e nella stessa Eutelia; si formi un consorzio o una nuova realtà societaria tra le finanziarie regionali (o le aziende di servizi informatici degli enti locali interessati) e le realtà industriali interessate alla rilevazione delle attività di Eutelia.

A questo nuovo soggetto, secondo le organizzazioni dei lavoratori, “si girino tutte le attività detenute ed i lavoratori ma anche tutte gli assets ereditati nelle acquisizioni (mobili e immobili) ed i crediti vantati per costituire un valore dal quale partire con processi di riorganizzazione che in questo caso sarebbero finalizzati ad un recupero di efficienza, produttività e qualità ma soprattutto del maggior numero di lavoratori”.

Desta inoltre ulteriore preoccupazione il fatto che cinque componenti della famiglia Landi, proprietaria dell’azienda, siano stati in questi giorni destinatari di comunicazione da parte della Procura della Repubblica di Arezzo, che ha chiuso un indagine iniziata più di un anno fa: le accuse contestate vanno dalla associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale al falso in bilancio e il PM – a quanto si è appreso – si prepara a chiedere il rinvio a giudizio degli accusati.
“Non vorremmo trovarci di fronte all’ennesimo caso di acquisizioni facili e finalizzate non già a realizzare una prospettiva industriale – spiega -, ma unicamente a spremere quante più risorse economiche possibili dall’operazione”.

“Naturalmente la giustizia farà il suo corso, tuttavia – conclude la Slc -, ancora con maggiore convizione, riteniamo che tutte le istituzioni abbiano il dovere di intervenire in questa vicenda per evitare che venga sancita la fine di una esperienza importante e che quasi 2.000 lavoratori e le loro famiglie finiscano in mezzo alla strada”.

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