Sequestrati rifiuti radioattivi nella discarica di Chiaiano

NAPOLI (9 agosto) – Un carico di rifiuti radioattivi è stato sequestrato la notte fra il 7 e l’8 agosto nella discarica di Chiaiano, a Napoli. Il fatto è stato reso noto dal capogruppo Prc al Consiglio Provinciale, Tommaso Sodano. Il responsabile nazionale Ambiente di Rifondazione ha presentato nei mesi scorsi un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli, per ottenere la chiusura della discarica cittadina, ritenuta un sito poco sicuro per la salute pubblica, e oggi ribadisce i suoi timori. «In questi caso – dice Sodano – il carico radioattivo è stato bloccato, il che naturalmente è un dato positivo. Occorrerebbe però migliorare i controlli a monte, per evitare che nei compattatori in cui dovrebbero trovarsi soltanto rifiuti solidi urbani, si trovino invece anche materiali come quelli rilevati nel carico sequestrato».

Il carico sequestrato è stato isolato e affidato ai tecnici per i rilievi del caso. Secondo quanto fonti militari, strumenti di rilevazione in dotazione dell’esercito avrebbero rintracciato la presenza di una sostanza verosimilmente identificabile nello Iodio 131. Successivamente l’autocompattatore bloccato è stato affidato, secondo le procedure, per ulteriori rilievi, ai vigili del fuoco e ai tecnici dell’Arpa.

Non è la prima volta che in Campania un carico di rifiuti presenta tracce radioattive rilevate dai controlli, ma non era ancora accaduto nella discarica partenopea. Secondo i tecnici, le tracce riscontrate sono compatibili con quelle presenti anche in medicine e sostanze che si espellono con l’urina – che potrebbero dunque essere finite fra i rifiuti ordinari di qualche paziente sottoposto a terapia – la cui radioattività è destinata a decadere in 72 ore. (Il Mattino)

Senza controlli a monte, senza un controllo su tutto il ciclo dei rifiuti (quelli speciali non li possono produrre tutti), senza garanzie per la salute pubblica dei cittadini, siamo ancora certi che “i pazzi” erano e sono coloro che si oppongono a questa discarica a cielo aperto in piena città e nel parco verde di Chiaiano ?
E non dimentichiamo che ad Acerra l’inceneritori (inaugurato da Berlusconi ma non collaudato e dunque non attivo prima di dicembre 2009) le prove hanno già fatto superare di gran lunga i limiti consentiti dalle pur blande leggi attuali.
Purtroppo i limiti di questo perverso piano di riciclo rifiuti stanno emergendo e saremo sempre noi a pagare il prezzo, quello più alto ovvero la nostra salute.

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