Allarme ora legale: spostare le lancette provoca più infortuni a chi lavora

4 settembre 2009. Secondo uno studio dell’Università del Michigan ogni anno, in primavera, il numero di incidenti incorsi il lunedì successivo al week-end del cambio si moltiplica di ben 3,6 volte: variazione che non si verifica nel caso contrario

ROMA – L’ora legale, benché utile e piacevole perchè ci regala più ore di luce, ha anche il rovescio della medaglia: quando spostiamo in avanti le lancette aumentano gli infortuni al lavoro che risultano più che triplicati il lunedì seguente al cambio dell’ora che ci ruba 60 minuti di sonno. E’ quanto emerso da uno studio americano pubblicato sul Journal of Applied Psychology, che ha esaminato gli incidenti sul lavoro in un arco di tempo di 24 anni per particolari categorie di lavoratori e il numero di giornate di lavoro perse in seguito agli infortuni. Lo studio è stato diretto da Christopher Barnes della Michigan State University.

Gli esperti hanno rilevato che ogni anno il numero di infortuni incorsi il lunedì successivo al week-end del cambio dell’ora primaverile si moltiplica di ben 3,6 volte. Il numero di giornate di lavoro perse in seguito a questi infortuni è, invece, il 68% maggiore del normale. L’ora solare, al contrario, non dà problemi di questo tipo: infatti – concludono gli esperti – al cambio dell’ora autunnale che ci fa guadagnare 60 minuti di sonno, non si registrano oscillazioni nel numero medio di infortuni sul luogo di lavoro.

L’indagine ha analizzato, così, il numero di infortuni segnalati dalla Mine Safety and Health Administration dal 1983 al 2006, insieme al numero di giornate lavorative perse a causa di ferite riportate dai dipendenti. In 24 anni sono stati segnalati 576.292 infortuni sul posto di lavoro. In media, ci sono state 3,6 lesioni in più il lunedì successivo al passaggio all’ora legale rispetto agli altri giorni. Sono stati persi più di 2.649 giorni di lavoro a causa di queste lesioni. I ricercatori hanno riscontrato un aumento di circa il 68% a causa di infortuni associati all’ora legale, confermando inoltre che le persone dormono meno nei giorni successivi al passaggio all’ora legale.

“Un’ora di sonno perso può non sembrare molto”, ha spiegato Christoopher Barnes, responsabile dello studio, “ma i nostri risultati suggeriscono che potrebbe avere un impatto sulle capacità delle persone di stare all’erta sul lavoro e di prevenire lesioni gravi”. Le aziende, a suo giudizio, possono utilizzare i risultati dello studio. “Si può pianificare il lavoro particolarmente pericoloso in altri giorni, forse alla fine della settimana, dopo che i dipendenti hanno avuto il tempo di adeguare i loro programmi al sonno”, conclude Barnes.

Fonte: INAIL

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *