La crisi rischia di far sparire l’ultimo pezzo di Olivetti

Siete più forti di loro, siamo più forti di loro.

(da Libero News)
Ai 2mila addetti di Agile che corrono il rischio di perdere il posto di lavoro salire sul tetto, per ora, non è servito. L’incontro fra sindacati e vertici aziendali, previsto per ieri a Roma nella sede del ministero per lo Sviluppo economico, è saltato. Così la protesta prosegue. Il responsabile del dicastero di via Veneto, Claudio Scajola, ha fissato una nuova data (22 settembre) e poi ha stigmatizzato l’assenza dei dirigenti di Agile.

Alla fine da Scajola sono andati solo i rappresentanti dei lavoratori che da oltre due mesi non ricevono lo stipendio. In bilico c’è il futuro di «una delle più importanti realtà di servizi tecnologici e informatici del nostro Paese», spiega un documento sindacale pubblicato ieri su rassegna.it.

Una vicenda in parte figlia della crisi finanziaria internazionale che adesso potrebbe far sparire l’ultimo pezzo della storica Olivetti. La faccenda è assai complicata e figlia di una sfilza di passaggi societari.
Il primo nel 2000, quando il colosso mondiale Getronics International rileva rami d’azienda e imprese dal gruppo di Ivrea, all’epoca in mano a Carlo De Benedetti.
Nel 2006, quelle attività tornano in mani italiane. Grazie alla svendita che ha consentito a Eutelia – azienda italiana operante nel settore delle telecomunicazioni – di concludere l’operazione al prezzo simbolico di 1 euro. Nel 2007 entra in ballo anche il Monte dei paschi di Siena che fa il suo ingresso nel capitale di Eutelia con una quota di poco superiore al 2% e successivamete ridotta.
Poi la cronaca di questi ultimi mesi con tutte le difficoltà cagionate dalla bufera finanziaria. Eutelia ha cominciato ad avere seri problemi sin dai primi mesi di quest’anno. A marzo la società di revisione, PriceWaterhouseCoopers non ha certificato il bilancio 2008 della società guidata da Angelo e Samuele Landi, esprimendo, così, dubbi sulla continuità aziendale.
Poi a giugno Eutelia decide di liberarsi di quelle attività che finiscono così sotto un nuovo cappello societario e cioè Agile srl. E subito nascono i problemi e i contrasti sul piano industriale. Non a caso, i sindacati ci hanno messo un attimo a far scattare l’allarme rosso. Preannunciando 2mila licenziamenti e cassa integrazione a tappeto a partire dallo scorso luglio.

L’ultima puntata ieri. Con le prime linee di Agile che hanno disertato il faccia a faccia alla presenza del ministro Scajola. Secondo il segretario generale della Uilm, Antonino Regazzi , si tratta di «un atteggiamento inaccettabile che offende istituzioni e lavoratori». Allo sciopero di ieri, c’è da scommetterlo, seguiranno nuove proteste. Ma lo stipendio, probabilmente, non arriverà nemmeno alla fine di settembre.

Da Repubblica – ed. Roma
I lavoratori ex Eutelia hanno sfilato in corteo piazza della Repubblica verso il dicastero del ministero dello Sviluppo economico. In cinquecento, da tutta Italia, si sono radunati in piazza della Repubblica e hanno dato vita alla manifestazione autorizzata.

La polizia e i carabinieri hanno chiudo al traffico via del Tritone, via Veneto e via di San Basilio, con pesanti ripercussioni sul traffico cittadino. I manifestanti alla fine del corteo, si sono raccolti in piazza Barberini, in attesa dell’esito dell’incontro tra ministero dello Sviluppo economico e sindacati.

Dal mese di giugno oltre 2.000 dipendenti di Agile, società che ha acquisito il ramo d’impresa IT ex Eutelia, non percepiscono lo stipendio.

Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, al termine dell’incontro con le organizzazioni sindacali per l’esame della grave situazione della società Agile (ex Eutelia), ha stigmatizzato l’assenza della direzione aziendale, il cui comportamento non trova alcuna giustificazione ed ha precisato che nessuna interlocuzione nè diretta, nè indiretta è fin qui avvenuta diversamente da quanto asserito.

Per questo, informa una nota, il ministro “ha richiamato il management aziendale a confrontarsi seriamente con le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali e centrali”.

Inoltre Scajola ha garantito l’impegno del proprio dicastero per dare soluzione ai gravissimi problemi ancora aperti: in particolare l’impegno “a sollecitare la immediata soluzione del problema di tutte le spettanze arretrate entro la data del 22 settembre prossimo in cui si terrà l’incontro presso il Ministero; ad intervenire sui principali clienti/fornitori al fine di evitare il blocco delle attività, a verificare le prospettive produttive delle aziende controllate dal Gruppo Omega, a verificare la possibilità di destinare le risorse provenienti dai clienti dell’azienda al pagamento prioritario e diretto degli stipendi dei lavoratori; a coinvolgere la società Eutelia, quale soggetto cedente le proprie attività ad Agile nei prossimi incontri”. Infine, conclude il comunicato, sarà valutato con gli organismi competenti l’esigibilità dei rimborsi Irpef non ancora erogati.

A tutte le lavoratrici ed ai lavoratori di Agile/Eutelia/Olivetti o come diavolo li vogliamo chiamre vi dico NON MOLLARE …. vi stanno colpendo per indebolirvi, ma l’inefficienza, la prepotenza della parte datoriale non deve spaventarvi anche se è complicato andare avanti, senza soldi, con mutui e spese da onorare.
Siete più forti di loro, siamo più forti di loro.

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