Eutelia-Agile, "Un caso di imprenditoria italiana"

Gli ex dipendenti Olivetti e Bull scrivono un dossier sulla vertenza: nel comparto IT sono senza stipendi da luglio, non hanno certezze su piano industriale e posti di lavoro. E i vertici aziendali disertano l’incontro al ministero dello Sviluppo

“La situazione attuale è ai limiti della sostenibilità per i dipendenti Agile Srl, a causa del totale immobilismo dei vertici aziendali, che non rispettano i vincoli contrattuali con i dipendenti, ancora in attesa di percepire gli stipendi di luglio”. E’ quanto si legge in un documento che gli ex lavoratori Olivetti e Bull hanno caricato sulla community di rassegna.it. Gli addetti sono impegnati nella lunga vertenza con i vertici di Agile Srl, che ha acquistato il comparto IT da Eutelia lo scorso giugno.

Sono circa 2.500, da due mesi non ricevono la busta paga e adesso hanno redatto un dossier per spiegare la situazione: nessuna certezza su piano industriale e mantenimento dei livelli occupazionali, sottolineano, la nuova proprietà sembra avere come la dismissione come obiettivo principale. Il testo si chiama “Un altro caso di imprenditoria all’italiana” e ricostruisce le fasi della trattativa: a partire dal 13 maggio, quando Eutelia convocò i sindacati per comunicare la cessione del ramo d’azienda, fino ad oggi (17 settembre) con le sigle di categoria che saranno ricevute al ministero dello Sviluppo economico per tentare di sbloccare la vertenza. Il pericolo è alto, spiegano i lavoratori: “La più grande azienda di IT italiana rischia di sparire”.
la protesta dei lavoratori Eutelia a Roma. foto di Antonietta Parente (immagini di Antonietta Parente)
Agile non si presenta all’incontro
All’incontro di oggi i vertici di Agile non si sono presentati. E’ quanto si apprende da fonti sindacali. “L’azienda in questione – riporta il segretario generale della Uilm, Antonino Regazzi – che doveva essere presente al tavolo aperto al ministero dello Sviluppo economico, ha annunciato all’ultimo momento che diserterà l’incontro. Si tratta di un atteggiamento inaccettabile che offende istituzioni e lavoratori”. Nel frattempo, sempre oggi è sciopero di 8 ore per tutti i lavoratori, con manifestazione e corteo a Roma. Già martedì scorso gli addetti hanno manifestato nella capitale sotto la sede Rai di viale Mazzini (il video).

“Gli stipendi non vengono pagati ormai da mesi mettendo in gravissima difficoltà i lavoratori e colpendoli nella loro dignità personale e professionale”. Così i sindacati dei metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e quelli delle telecomunicazioni, Fistel Cisl, Slc Cgil, Uilcom Uil, hanno riassunto in una nota i motivi della protesta. “Nessuna iniziativa atta a far ripartire l’azienda è stata prodotta dall’attuale proprietà – denunciano -, a conferma dell’insussistenza di qualsiasi ragione industriale alla base dell’acquisizione; è urgente salvare quelle attività che ancora ci sono e che, stante la situazione attuale, andrebbero perse costituendo così la definitiva distruzione di valore e di possibilità di rilancio”. E ancora: “I lavoratori e le lavoratrici sono costretti a scendere nuovamente in piazza per evitare che si realizzi sulle loro spalle e nell’indifferenza generale, quella che sembra solo una grande operazione di speculazione finanziaria”.

Da Rassegna.it (17-09-2009)

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