Rai: Slc Cgil, rischia seriamente il declino

“L’assalto alla Rai è ormai diventato lo sport quotidiano di questo paese. La sensazione è che lo si stia conducendo con tre obiettivi: impoverirla, normalizzarla, dequalificarla”. Lo afferma in una nota il segretario generale della Slc Cgil, Emilio Miceli.

“La Rai – prosegue – riesce a chiudere i suoi bilanci solo attraverso vecchi trucchi contabili, a cominciare dagli ammortamenti.  Siamo in una fase di crisi acuta, com’è noto, ed è difficile incontrare un manager che rinuncia a ricavi per nulla inconsistenti come quelli legati al contratto Sky”. “Il contratto dei dipendenti è scaduto da 22 mesi. Praticamente siamo alla vigilia del nuovo contratto senza aver rinnovato il precedente: un ulteriore brutto segno. Il direttore generale sta dunque creando incertezze sia sulla politica di bilancio sia rispetto alle condizioni dei lavoratori oltre ai noti pasticci sui palinsesti”.

“Ovviamente la campagna contro gli abbonamenti – a suo avviso -, che trae linfa dai giudizi e dai comportamenti di rappresentanti del governo e della maggioranza, non è solo stupida: è pericolosa. La Rai incassa metà ricavi dal canone e, dunque, metà per pubblicità. Le due proposte, provenienti dalla maggioranza, di tagliare il canone e la pubblicità in obbedienza al servizio pubblico mirano all’esistenza stessa dell’azienda, ormai sostanzialmente e formalmente subalterna, così come La 7, al gruppo Mediaset; ed il direttore generale fin qui  ha mostrato di assecondare questo progetto. In questo quadro – conclude – è sicuramente insufficiente l’atteggiamento dell’Authority, che in questi anni, in altri settori, è intervenuta con ben altro peso e autorevolezza”.

Da Rassegna.it

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