Epifani: pronti per lo sciopero generale

Da Rassegna.it
“Cisl e Uil hanno fatto sapere che se il governo non farà la riduzione fiscale sui redditi da lavoro, sono pronte allo sciopero generale. Noi chiediamo a Cisl e Uil come giudicano le misure del governo nella finanziaria. E dopo questo, noi ribadiamo che la Cgil è pronta e sarà in prima fila per uno sciopero generale sul fisco”. Questo uno dei passaggi dell’intervento del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha cominciato a parlare alle 17, a Roma, davanti a una Piazza del Popolo ormai strapiena per la manifestazione del 14 novembre. Il segretario ha ribadito tutte le critiche della Cgil all’azione del governo “che – unico nel panorama europeo – non sta facendo nulla contro una delle crisi economiche più gravi dal 1929”.

Il leader del sindacato ha ringraziato “la straordinaria piazza, che ci consentirà di essere visti, le ragioni, perché nessuno possa far finta di nulla. In un momento in cui la Cgil è sottoposta a innumerevoli attacchi. Quello di oggi è un sabato del lavoro e per il lavoro, una protesta, un grido, che chiede a tutti. Vedere per intero la faccia di questa crisi, anche se può dar fastidio. “C’è una parte del paese che sta sempre peggio e che prova rabbia quando sente dire che il peggio è passato. Ma per chi è passato? Chi investe nella Borsa, aumenta del 100%, se la cavano le banche, (tanti risparmi, pochi impieghi), stanno sempre meglio gli speculatori, che hanno originato la crisi e hanno fatto pagare i suoi costi ai più deboli”.

Ma certo la crisi non è passata per i lavoratori, i precari, i pensionati. E’ in arrivo la parte peggiore. E’ una valanga. In un anno 570 mila posti, 300 mila impiegati precari che sono stati. La valanga sta ancora arrivando. Non solo cassa integrazione, ma mobilità, licenziamenti, precari che vanno a casa senza coperture.
“Stiamo esagerando?”, si è chiesto retoricamente Epifani durante il suo intervento. “La Confindustria ammette che la crisi è più difficile. Piccole e piccolissime imprese che chiudono. Poi c’è la Bce: preoccupatevi di lavoro e occupazione. La crisi la vediamo nel territorio. Il Pil crolla. .Siamo tornati al 2003. Al primo trimestre, sei anni fa. Siamo tornati indietro e molto. Per risalire ci vorrano sei o sette anni. C’è anche un segno nuovo che non va sottovalutato: troppi imprenditori stanno facendo i furbi. Licenziano. Non va bene. Per questo abbiamo bisogno che l’informazione torni a parlare della crisi”.

Rivolto ai giornalisti, il segretario ha detto: “Occupatevi della crisi. Soprattutto di quello che succede nel Mezzogiorno. Quanto è importante anche per il lavoro una informazione autonoma. Nell’interesse della verità e del cittadino, non piegata a quel gruppo piuttosto che ad un altro. Tutti i lavoratori dicono: meno male che c’è la Cgil. Ci chiedono: non isolateci nei nostri luoghi di lavoro. Fateci stare insieme, perché solo così c’è la forza. Per questo abbiamo voluto questa manifestazione. Il mondo del lavoro non ha paura e non è sfiduciato”.
La storia di Agile (ex Eutelia) è la dimostrazione della drammaticità della crisi. Questa forma di pressione sui lavoratori appartiene a quello che c’era una volta in Sudamerica. Non si rispettano i diritti e la dignità dei lavoratori. Il compagno che viene dal Marocco che lavora nei campi. Persone sfruttate dai caporali, condizioni di vita indegne. Mi indignano due cose:nessuno quasi ne parla. Un governo fortissimo con i più deboli, ma assente quando si tratta di colpire coloro che hanno di più.

“Abbiamo interesse a risolvere le vertenze. Che cosa non va nell’azione del governo? Il governo di fronte a una crisi di queste dimensioni non fa nulla, quasi nulla e quello che ha fatto è invisibile. Solo Cig in deroga con i soldi delle Regioni. Nessun altro intervento. Soprattutto nei confronti degli altri paesi”.

Sulla finanziaria il giudizio è radicalmente negativo. “Avevamo chiesto un po’ più di ammortizzatori sociali., Niente. Carico fiscale sui lavoratori dipendenti e pensioni. Niente. Facciamo qualcosa per i precari. Sì: 80 mila precari nella ricerca e università se l’è rimangiata. Niente per i contratti del pubblico impiego. Niente per investimenti. Né patto di stabilità enti locali. La finanziaria è troppo al di sotto della crisi. Emendamenti della maggioranza: aiutiamo la raccolta dei tartufi, pesca a Lampedusa. Si affronta così la crisi? Non si danno risposte”.

Condoni, scudo fiscale. E dove vanno questi soldi? In alcune regioni del paese stanno facendo rientrare i capitali. Scommettiamo che tra questi non ci sono lavoratori, insegnanti, ingegneri, ci sono altre figure sociali. E quei soldi vanno proprio a quelle categorie che sono infedeli al fisco. Perché solo noi paghiamo? Rivolto agli altri sindacati, Epifani ha detto. I segretari di Cisl e Uil hanno detto che se il governo non affronta il problema della riduzione fiscale, sono pronti. Ora è il momento di chiedere che giudizi danno dei provvedimenti. La Cgil è in prima fila ed è pronta. Se invece ripetiamo le nostre richieste al governo

Infine il riassunto le proposte della Cgil sull’emergenza: indennità di disoccupazione da raddoppiare: massimali da aumentare, perché non si vive con 700; raddoppiare la durata della Cig; rIntervenire sui precari, visto che il governo ha tradito le promesse fatte. Solo 900 persone hanno avuto. E’ solo una presa in giro; riduzione fiscale sui redditi da lavoro e sulle pensioni; tavolo sugli anziani e redditi da pensione; ci vuole qualche idea seria sul Mezzogiorno. Non si risolve con la Banca del sud e Ponte, quando c’è mezzo sud che frana.

“C’è bisogno di una vera politica industriale. Non esiste da anni. Le aziende decidono a prescindere. Le aziende più deboli chiedono aiuti. Ma quando si danno aiuti, non si possono poi chiudere gli stabilimenti. C’era un investimento strategico sulla banda larga. 800 milioni di euro, investimento cancellato,. 50 mila posti di lavoro cancellati. 20 megabite. In Germania sono a 50 megabite. Loro guardano al futuro, noi restiamo. Noi lanciamo il nostro guanto di sfida. Investimenti in innovazione e ricerca. Ma su tutto questo il governo continua a non far nulla. Anche sulla cantieristica, lo stesso discorso”.

Rivolto alla Confindustria, Epifani ha detto: “Se va bene la finanziaria, allora ti tieni questa finanziaria. Ditelo il giorno prima, magari con noi. Noi abbiamo ragione, le nostre proposte non sono richieste impossibili. Noi andremo avanti e non ci fermeremo. I giornali si occupano della giustizia. Ma non accetteremo la cancellazione di processi su grandi tragedie come la Thyssen, non ci può essere giustizia senza questi processi.
iope la scelta della Confindustria con l’accordo separato. Anche sulla democrazia, è al pari delle altre”.

“Non faremo passare l’idea che chi rappresenta di meno, decide di più. Non si possono prendere in giro. La promessa che la Cgil continuerà. Un anno fa lo sciopero generale. Ce ne dissero di tutti i colori. I fatti ci danno ragione. Il 28 sarà in piazza nelle regioni del Mezzogiorno. A metà dicembre lo sciopero della scuola, poi il pubblico impiego. Non abbiamo paura delle nostre scelte. Ma abbiamo paura di coloro che vogliono portare indietro il paese. Noi terremo alte le nostre bandiere. Non consegneremo ai nostri figli un paese peggiore”.

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