"Guerra alla terra" di PeaceReporter

Tratto da Emergency, riporto la critica a questo interessante libro.

<<Quando avete abbattuto l’ultimo albero, quando avete pescato l’ultimo pesce, quando avete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro>>, Ta-Tanka I-Yotank (Toro Seduto).
L’acqua nei territori palestinesi. Il petrolio nel Delta del Niger. Il litio del Salar Uyuni in Bolivia. Il territorio strategicamente fondamentale dell’Afganistan. Per appropriarsi di ognuna di queste risorse naturali è stato scatenato un conflitto, anche a costo di devastare gli ecosistemi, affamare (e assetare) una popolazione o minare il territorio di un’intera nazione.

La fame di ricchezza può passare sopra a tutto, anche alle conseguenze che queste azioni di rapina comportano. Le risorse del pianeta sono un bene limitato di cui tutti noi dovremmo disporre, ma della disinvoltura con cui vengono danneggiate e sprecate difficilmente ci rendiamo conto. Soprattutto quando il prezzo per la loro disponibilità vien pagato in un “altrove” che non è sotto i nostri occhi.

I giornalisti di PeaceReporter raccontano storie di guerra che hanno un movente comune: la contesa per le risorse naturali. Le materie prime servono a produrre beni e servizi utili alla società, am non sono infinite e nemmeno equamente distribuite. In molti casi le risorse che garantiscono gli elevati standard di vita alla parte ricca e pacifica del mondo si trovano in quella povera e devastata dalle guerre.
Ciononostante, nessuno sembra disposto a pagare il giusto prezzo o a smettere di utilizzarle.
Guerra alla Terra è un viaggio in zone del mondo dove, nell’indifferenza generale, si manifesta il volto peggiore dell’economia globale.

Il libro costa 14 euro ed una parte delle royalties sarà devoluta al Centro chirurgico per le vittime di guerra a Lashkar-gar, in Afghanistan

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