La busta paga: perchè controllarla

Spesso discuto con colleghe/i sull’incomprensione della busta paga nonché sugli errori. Le nostre ultime vicende con la Antex sono l’emblema che ha fatto scaturire un certo interesse da parte delle lavoratrici e dei lavoratori sull’argomento (forse è una delle poche buone notizie ).
E’ vero che talvolta bisogna avere tante informazioni e nozioni che vanno ben oltre le nostre “abituali” conoscenze, ma chiedere, informarsi, controllare è un nostro diritto/dovere.
Dunque colgo l’occasione per raccogliere vostri dubbi sul significato delle voci presenti sulla busta paga affinchè si possa colmare la nostra ignoranza sull’argomento.

Per ora vi do alcune informazioni generiche, non specifiche della nostra busta paga, tratte da un opuscolo del CAAF-CGIL.

La possibilità di rivendicare il riconoscimento di diritti negati p la correzioni di errori ha regole e tempi molto precisi, pena la prescrizione.
Per le aziende con 16 o più dipendenti, la prescrizione decorre nel corso del rapporto di lavoro. Ad esempio l’errato inquadramento o il mancato pagamento di qualche voce contrattuale può essere rivendicato solo per gli ultimi 5 anni.
Per le aziende fino a 15 dipendenti la prescrizione decorre dalla data di cessazione del rapporto di lavoro e per i dieci anni consecutivi.

E’ ricorrente il caso in cui le aziende in crisi non liquidano ferie, permessi non goduti, tfr, ratei mensili a danno dunque dei lavoratori.
In relazione alla tipologia ed alla dimensione delle imprese, queste possono essere soggette alle procedura fallimentari. In tal caso è importante rivolgersi agli uffici vertenze e legali della CGIL che daranno indicazioni per attivare le azioni di recupero del credito finalizzate, in caso negativo, alla possibilità anche di accedere al fondo di garanzia dell’INPS.

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