Sawiris fuori dall'alleanza russa

Da ILSole24ore
MILANO – I russi sbattono la porta in faccia a Naguib Sawiris. Il miliardario del Cairo che da mesi tratta per celebrare il matrimonio tra Wind e il suo impero di tlc (l’egiziana Orascom, l’algerina Djezzy) con Vimpelcom, non entrerà nel board della futura “VimpelWind”.
Da Mosca rimbalzano indiscrezioni che il nuovo piano, dopo il semi-naufragio del matrimonio prima di Natale per l’ostruzionismo dell’azionista Telenor, non prevederebbe alcuna rappresentanza degli egiziani al tavolo del cda del big delle tlc che nascerebbe dalla fusione.

Uno schiaffo in piena regola per il vulcanico magnate del Cairo: a prima vista l’esclusione è l’ennesimo segnale che il tormentato matrimonio è su un binario morto. Perché mai Sawiris dovrebbe conferire il suo impero (non tutto in realtà, ma comunque la parte più ricca) per avere solo una quota azionaria di minoranza e limitarsi a fare lo “sleeping partner” senza contare nulla? Un’offerta che sembra fatta apposta per essere rifiutata.
In realtà, dietro le quinte si lavora per andare avanti col matrimonio. Entrambi i fidanzati vogliono sposarsi: il nodo non è né Sawiris né Vimpelcom o la composizione del consiglio di amministrazione. Piuttosto superare le ostilità della norvegese Telenor, socio di minoranza (ma di peso col 40%) che si è messa di traverso. Nel comitato di sorveglianza di Vimpelcom, prima di Natale, i tre consiglieri espressione di Telenor hanno votato contro la fusione anche se l’ok al deal è passato lo stesso grazie a sei pareri favorevoli (tre del socio di maggioranza Alfa Group, conglomerata finanziaria di Mosca; e tre dei consiglieri indipendenti). Ma il problema è solo rimandato perché a ogni modo la fusione dovrà passare per l’assemblea degli azionisti e quel 40% di Telenor è sufficiente a bocciare l’operazione.

Non a caso il previsto cda di Vimpelcom, che avrebbe dovuto dire l’ultima parola, previsto per il 22 dicembre, non si è tenuto e la soluzione intermedia è stata quella di studiare una proposta alternativa. A giudicare dalle prime indiscrezioni, che peraltro ieri né Vimpelcom né Weather hanno smentito o voluto commentare, le condizioni appaiono nettamente sfavorevoli a Sawiris. Ma queste sarebbero solo delle schermaglie per capire cosa gli egiziani sono disposti a cedere per ottenere da Telenor l’ok alla fusione. Una risposta sul nuovo piano di fusione è attesa a breve dal Cairo.

Da quasi sei mesi ormai, tra accelerazioni e passi indietro, la maxi-fusione, che creerebbe il quinto operatore al mondo nel mobile, tiene col fiato sospeso il mercato sul destino di Weather, la holding che custodisce la galassia tlc della famiglia egiziana.
Il primo grosso scoglio su cui l’operazione si è incagliata è l’Algeria. Nel paese magrebino Orascom possiede l’operatore locale Djezzy che, accanto all’italiana Wind, è il gioiello dell’impero. Sfortunatamente Djezzy è finita nel mirino delle autorità, vittima della recrudescenza nei rapporti tra Egitto e Algeria: il Governo è intenzionato a nazionalizzare Djezzy, e peraltro a prezzi nemmeno vantaggiosi per Orascom.
Subito dopo l’estate l’impero di Sawiris traballava vistosamente e la fusione con Vimpelcom appariva come l’unica scialuppa: ora il magnate, che nel frattempo ha perso pezzi del suo impero, non ha però più il fiato sul collo e quindi nemmeno necessità di trovare un socio a tutti i costi. Più volte è stato dunque tentato dall’idea di mandare tutto all’aria e di rimanere indipendente.

E pure con l’Algeria, rimasta fuori dalla fusione proprio per i problemi sorti, ora Sawiris tenta di smarcarsi. Ieri si è appreso che Orascom sta tentando la carta dell’accordo: il magnate vuole andare a un arbitrato internazionale (la forma giuridica per risolvere pacificamente consensualmente le contese). Dal Cairo non si aspettano che la mossa possa sbloccare l’empasse: Khaled Bichara, il braccio destro di Sawiris al Cairo, ha spiegato che «non ci sono sviluppi positivi o segnali di soluzioni per le difficoltà che stiamo affrontando, tuttavia preferiamo trovare una soluzione amichevole». Insomma una mano tesa: anche perché un accordo per evitare di perdere Djezzy (e quindi un jolly da giocare coi russi) o, nella peggiore dell ipotesi, un risarcimento a un prezzo congruo, sarebbero comunque un buon risultato per Sawiris.

PROVE DI FUSIONELa vicenda
La nuova offerta dei russi di Vimpelcom a Weather (che controlla Wind, Orascom e Djezzy) per la fusione dei due gruppi non garantirebbe al magnate egiziano delle tlc Naguib Sawiris i due posti su undici nel consiglio di supervisione inizialmente concordati. La nuova proposta è arrivata dopo che gli azionisti norvegesi Telenor di Vimpelcom si sono opposti all’accordo iniziale tra i russi e Sawiris. La fusione tuttavia non sembra destinata a naugragare e dietro le quinte si continua a lavorare per il buon fine del deal. Il nodo ora è superare l’opposizione Telenor, che controlla il 40% di Wimpelcom. Le ultime schermaglie infatti sembrano servire a capire cosa gli egiziani siano disposti a cedere per ottenere dai norvegesi il via libera alla fusione

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