La purga

di Angelo Ferrillo

Una piccola, ma piccolissima contraddizione italiana: la Politica.

Il debito pubblico dell’Italia è il terzo del mondo, però il nostro paese non produce nemmeno “un decimo” di quanto producano i paesi quali USA e GIAPPONE, rispettivamente al primo e al secondo posto nella classifica mondiale del debito. Per questo i nostri Titoli di Stato sono oggetto di speculazioni. Rispetto al resto del mercato europeo le azioni delle maggiori aziende nazionali sono in caduta libera. Unicredit, una delle più grandi Banche italiane negli ultimi 4 mesi ha perso oltre il 30% del suo valore di borsa, a Marzo il suo prezzo per azione era di 1,815 €, oggi ne vale circa 1,23 €!

Dopo Grecia e Portogallo in Italia i salari della classe media risultano essere i più bassi d’Europa. Da almeno 10 anni il potere d’acquisto delle famiglie italiane non cresce rispetto alla media europea, anzi è diminuito notevolmente a causa di una crescita dell’inflazione (costo della vita).

Molte aziende italiane di rilievo internazionale hanno da tempo lasciato il paese per produrre altrove, esportando di fatto capitali, richezza e competenze. L’ultima in ordine di tempo, la FIAT, una delle più grandi aziende produttive del paese che con un’operazione di acquisizione ha di fatto già esportato tutti i suoi capitali negli USA non solo per ragioni produttive ma principalmente per mettersi al riparo da un eventuale crack economico dell’Italia.

Nonostante tutto l’unica cosa che tiene è la politica, la polita è il business legale più redditizio.

Dichiarazioni dei redditi alla mano, i politici italiani risultano essere tra i più pagati non solo d’Europa ma dell’intero pianeta!!

Per fare un esempio basti pensare che il presidente della Provincia di Bolzano guadagna più del Presidente degli Stati Uniti d’America (cit. E. Luttwak)

L’elenco continua ma è meglio fermarsi qua…

–> E allora, dove sono finiti tutti i nostri soldi???

Questo discorso essendo basato su considerazioni di natura prettamente economica non può essere frutto di qualunquismo o populismo, ma scaturisce da valutazioni che sono al di la di qualsiasi ideologia e idealismo, ovvero è la pura, inconfutabile e amara realtà.

E dire che c’è ancora gente che crede nei partiti nonostante abbiano letteralmente distrutto la nazione e lo stato sociale.

Io, piuttosto, preferisco e voglio credere a Babbo Natale!

Angelo Ferrillo* – www.laterradeifuochi.it

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