Turni mamma: croce o delizia ?

Lo ammetto,  essendo un maschietto, toccare quest’argomento significa farsi del male; nella migliore delle occasioni, ti becchi dell’incompetente, o peggio etichettato come colui che non capisce.

Tra le mie profonde convinzioni c’è sempre stata la tutela del più debole, chiunque esso fosse ….  Non credo sia spirito da crocerossina, ma semplicemente attenzione a chi si trova in momenti di difficoltà o particolarmente importanti per se, la propria famiglia o per la società.
Ed una donna in attesa e poi mamma è una persona da aiutare, supportare, agevolare, finanche ringraziare sia per la sua condizione ma soprattutto perche dare serenità e tranquillità al nascituro/a.
Quindi chiunque mettesse in discussione tale concetto ai miei occhi appariva ed appare come un eretico, un millantatore, forse anche un egoista, si certamente un egoista che pensa solo a se stesso e non agli altri.

E quando di trattò di inserire il beneficio dei turni mamma in Wind, ovvero per tutelare meglio il bimbo/a si consentiva alla mamma di avere turni agevolati, di mattina (fascia 8-18) per far vivere questo momento tra mamma e figlio/a con più regolarità ed intensità ne fui letteralmente entusiasta.

Abbagliato da questa che tuttora ritengo una bella conquista di dignità, di tutela della prole, mi rendo conto che va estesa anche a coloro che lavorano su turni anche non appartenenti al call center e che debba poi poter essere utilizzata anche dai papà.

Spinto però dalla voglia di approfondire e magari estendere questa bellissima iniziativa, incomincio a notare alcuni aspetti contraddittori.

Per garantire giustamente i turni mattutini alle neo-mamme, ci dovrà essere qualcun altro/a che si sacrificherà. E’ la regola del buon senso, della solidarietà, dell’aiutarsi reciprocamente e chi non lo comprende è un egoista.
Però poi ti rendi conto che sono sempre gli stessi a farsi le sere in turno, tipicamente maschietti, ragazze “non-madri” o peggio altre mamme ma i cui figli hanno un’età che li esclude dai turni mamma (superiore a 2 anni).
I maschietti, pur reclamando la pariteticità, si adeguino e, come avrebbe dovuto fare il sottoscritto, stiano zitti perché se si arrabbiano le donne sono dolori 🙂

Le ragazze non madri conviene non lamentarsi anche perché quando toccherà a loro, si toglieranno i sassolini dalle scarpe …… ma se decidesse di non avere figli o magari non ne possono avere ?  Dovremmo dunque spingerle ad avere figli ? Proprio io che sono un cultore del libero arbitrio, della responsabilità e libertà altrui ?

Non mi resta che soffermarmi sulle mamme i cui bimbi hanno un’età superiore ai due anni …… è vero che per ogni genitore i figli sono sempre piccoli e soprattutto da accudire e difendere, ma anche un bimbo/a di 4-5-6 eppure di 10 anni ha bisogno di un genitore, della mamma che gli sta accanto.
Certo, un neonato ha necessità di più cure ed attenzione di un bimbo di 9 anni, ma le attenzioni della mamma e del papà sono pur sempre importanti per un bimbo che comunque vedrà ritirare a casa il proprio genitore di sera, perchè ha dovuto fare il turno pomeridiano/serale per lasciare i turno mattutino all’altra collega.

E può esserci il caso, per chi abita lontano, che tra scuola e rientro a lavoro serale che non si è potuto vedere o parlare o abbracciare il proprio figlio

Ed allora mi interrogo e mi pongo domande. La tutela della maternità, della natalità resta un valore fondamentale, pregnante di una società seria, rispettosa, civile però la stessa tutela della maternità e della natalità deve valere anche per gli altri bambini/e che si trovano in condizioni anch’esse delicate, importanti, di prima formazione.
Così come non credo nemmeno sia corretto che i maschietti debbano subire una matrice che diventa pesante tanto quanto per le ragazze non madri.

Con molta attenzione, non perdendo di vista gli alti e bei valori della tutela della maternità e della natalità, bisognerebbe rivedere la prassi e soprattutto agire con più equilibrio e meno egoismo, nell’interesse dei più piccoli e deboli, tutti quanti, indistintamente.

Cosa propongo ? Al necessario maggior senso di responsabilità individuale, si accompagni un incremento del numero delle lavoratrici/tori, perché il carico di tutto questo lavoro non può ricadere sulle spalle dei lavoratori e né possiamo accettare che altro lavoro vada fuori dai perimetri aziendali.
 

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