Conferenza stampa INCA e CGIL su legge 122/2010

Dal sito di ADN KRONOS – Roma, 21 feb. (Adnkronos/Labitalia) – La legge 122 del 2010 del precedente governo, che ha eliminato la possibilita’ di trasferire gratuitamente all’Inps la contribuzione versata nei fondi esclusivi e sostitutivi, rendendo onerosa la ricongiunzione verso l’Istituto della contribuzione versata dalle lavoratrici e dai lavoratori in fondi diversi, ha “creato una situazione drammatica, con lavoratori che hanno avuto una carriera in aziende private e pubbliche diverse, e che oggi per avere la loro pensione devono pagare ulteriori oneri, oltre i contributi versati”.
Per Cgil e Inca, che oggi a Roma hanno tenuto una conferenza stampa, questa e’ una situazione che va sanata, e “non si tratta di privilegi, come ha detto il ministro Fornero”. “Sappiamo -ha detto Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil che insieme a Cisl e Uil ha scritto al ministro Fornero per chiedere interventi – che la norma e’ stata fatta per impedire alle lavoratrici iscritte all’Inpdap di passare all’Inps. Ma la congiunzione dei contributi era gratuita perche’ le lavoratrici avevano un trattamento pensionistico inferiore all’Inps. E cosi’ adesso si colpisce indistintamente, abbiamo lavoratori e lavoratrici che si sono viste chiedere per la ricongiunzione cifre improponibili, fino a 200-300mila euro, con la ‘comoda’ possibilita’ di ‘rateizzare’ a 1.600 euro al mese”.
E’ una situazione insostenibile, secondo Morena Piccinini, presidente dell’Inca: “Si dice alle persone che per avere la pensione se la devono ‘ripagare’ dando di nuovo i contributi che hanno dato negli anni. Le persone che si trovano in questa condizione sono tante e saranno sempre di piu’. E non possiamo permettere che si parli privilegi, come ha detto il ministro Fornero in un’intervista, questa affermazione e’ destituita di ogni fondamento. E -aggiunge- non si puo’ dire che costa troppo, perche’ qui non si parla di costi ma di rimediare a delle speculazioni sulla testa della gente”.
Sindacati e patronato chiedono un confronto al ministro Fornero: “Non ci ha mai voluto incontrare su questo -ha detto Lamonica- ha parlato solo con i giornali e in commissione, vorremmo che si rendesse conto della realta’ che crea la legge”.
Il sindacato lascia aperta la strada per delle cause individuali contro la norma: “Purtroppo la class action, per la visione restrittiva in cui e’ stata impostata in Italia, non e’ praticabile in questo caso, ed e’ un peccato per il peso che la causa collettiva avrebbe potuto avere”. E il sindacato, se non avra’ le risposte giuste dal ministro Fornero: “Lavoreremo per una mobilitazione che vogliamo unitaria -spiega Lamonica- con Cisl e Uil”.

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