Incontro al MiSe il 25-7-2012 e riflessioni

Nel comunicarvi che non solo il 18 luglio si riunirà la Commissione Rete per proseguire il lavoro sull’ottimizzazione e l’efficientamento del settore Network (cosa che sta avvenendo anche in altri settori quali Customer e Commerciale ma solo da parte aziendale),ma che  il 25 luglio 2012 ci sarà l’incontro al MI.SE (Ministero Sviluppo Economico).

Sono trascorsi i 6 mesi dal cosiddetto “Lodo Ministeriale” col quale il Ministero garantiva 6 mesi di confronto tra le parti (azienda Wind e Organizzazioni Sindacali) che solo ultimamente, a seguito di alcuni cambiamenti organizzativi aziendali, sta portando ad un confronto fattivo, concreto (e non per demerito dei membri di commissione, ma lasciamo stare visto che mi riferisco a persone  che non sono più in azienda).

Seguono alcune note di Gianni Rago, RSU SLC-CGILWind nonchè membro della Commissione Rete

Ciao a tutti,
vi comunico che il 18 luglio è stata convocata una nuova sessione di commissione sulla rete.

Questa sessione rappresenta la nuova fase del confronto sulle alternative tecniche ed il recupero delle efficienze e dell’efficacia negli ambiti del network che coinvolgono le Regions e gli O&M di Milano e Roma.

Il mandato che il coordinamento e le segreterie nazionali (CGIL-CISL e UIL, i Cobas si guardano bene dallo sporcarsi le mani..) hanno dato alla commissione è di elevare il grado di confronto sulle specificità delle nuove proposte organizzative e provare a serrare alcuni punti cardine in modo da poterne poi conoscere e valutare gli aspetti non solo tecnici che essi comportano , ma di poterne discernere i risvolti negoziali che ne deriverebbero focalizzando sull’assetto strategico che l’azienda punta a definire.

E’ del tutto evidente che in questa fase dobbiamo incrementare un rapporto di continuo feedback con i lavoratori rispetto ai dettagli operativi che chiederemo di fornire in modo peculiare e preciso ; il ruolo delle RSU è il fondamentale anello di congiunzione diretto tra commissione e lavoratori ,saremo in una sorta di coordinamento virtuale permanente sotto la supervisione della Segreteria Nazionale,sarà necessario parlare continuamente con i colleghi , raccoglierne le indicazioni e fornire alla commissione un quadro continuo di sintesi rispetto alle valutazioni raccolte.
Questo ci permetterà di verificare rispetto alle proposte aziendali, le implicazioni organizzative,la sostenibilità e l’applicabilità in ogni singolo ambito territoriale o di reparto e di essere puntuali sulle osservazioni e sulle controproposte.

L’organizzazione è un complesso in continuo adattamento, che riflette gli accadimenti dell’ambiente esterno e che deve essere utilizzata come mezzo per raggiungere l’obiettivo finale.
L’adattamento della struttura alla strategia deve essere perseguito tenendo conto di tutte le componenti: struttura,strumenti operativi,sistemi,procedure ,prassi e cardini negoziali.

Capire qual è lo stato dell’arte, vale a dire la situazione attuale del flusso di attività e qual è la vision, ossia l’immagine che si desidera raggiungere in un periodo medio lungo, a livello di singolo processo, non e` affatto semplice e richiede ai soggetti coinvolti ,azienda e sindacato,nel progetto di riorganizzazione un enorme sforzo di astrazione dall’ottica funzionale e di immedesimazione nelle logiche di processo.
Tuttavia, proprio la capacità di rispondere in modo idoneo a tali quesiti è condizione necessaria, anche se non sufficiente, per il successo dell’obiettivo che questa commissione si è dato.
La componente sindacale in commissione ha dunque estrema necessità di confrontarsi in modo dinamico e veloce con i lavoratori per poter avanzare delle condivisioni laddove emergano e di proporre delle alternative laddove siano necessarie.
Non potremo fare assemblee su ogni singolo avanzamento,non possiamo scadere dalla democrazia al democraticismo come qualcuno vorrebe , non possiamo imbrigliare questa opportunità in un percorso burocratico..

Il ripensamento di fondo e il ridisegno radicale dei processi aziendali in ambito Network finalizzato a realizzare straordinari miglioramenti nei parametri critici delle prestazioni, come i costi, la qualità, il servizio e la rapidità,passano attraverso una riprogettazione dei processi di business che richiede, quindi, determinazione e volontà.
Determinazione per scendere fino alla radice dei problemi e ripartire da zero, in una logica di discontinuità e rottura rispetto alle prassi ed alle procedure adottate in passato; inventare nuovi modi di lavorare per ridisegnare i flussi di attività, con l’obiettivo di conseguire salti prestazionali elevati, incrementando drasticamente il valore aggiunto per il cliente, esterno o interno che sia.
Naturalmente, a ciascun obiettivo formulato deve essere sempre associato un indicatore di natura quantitativa con il relativo target che si intende raggiungere, al fine di esprimere l’entità del cambiamento desiderato.
La determinazione degli obiettivi di processo si rivela, così, uno strumento utile non solo per stimare a priori lo sforzo complessivamente richiesto dall’intervento e le risorse necessarie ma anche per verificare a il reale grado di efficacia del progetto di riorganizzazione.

Gli ambiti su cui agire sono tanti , voglio solo darvi un accenno di riflessione su che cosa avverrebbe se l’Aziende comprendesse le nostre indicazioni sulla disintermediazione degli appalti del network,sull’ottimizzazione dei processi interfunzionali tra i reparti,sull’impiego ed il controllo dei fornitori, sulla reinternalizzazione di attività pregiate ad oggi comprate sul mercato.. etc..etc..

Indubbiamente la ricerca di soluzioni alternative sottende di norma anche parametri di tipo economico e negoziali che nel corso dell’analisi contiamo di poter comprenderne il senso compiuto e definito in modo da avere un quadro d’insieme.
Quanto sta accadendo è senza ombra di dubbio un’opportunità per entrambi,azienda e sindacato, che in qualche modo interseca l’esigenza di mantenere ed incrementare un servizio di valore alla clientela con la necessità del sindacato di cercare di agire in maniera preventiva sui processi di riorganizzazione contribuendo alla ricerca di soluzioni alternative a monte e non gestendo solamente le ricadute di scelte unilaterali a valle..
Questo percorso presuppone una grande responsabilità da entrambi le parti che dovranno assumersi l’onere di sostenere per provare a trovare ,almeno per l’area del network, quella parte di soluzione alternativa che unita al resto possa determinare il mantenimento in azienda dell’intero perimetro network nervo importante dell’intero sistema Wind,per un bel po’ di tempo ancora
….

Vi terremo costantemente aggiornati su questo canale attendendo le vostre osservazioni…

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