INAIL – Sintesi dati 2011

L’analisi dei dati gestionali del 2011 evidenzia un aumento del portafoglio aziende, con 3.343.812 unità – pari al +1,03% – pur a fronte del perdurare della crisi economica.
Aumentano anche, in misura minore(+ 0,58%), le posizioni assicurative (Pat), che ammontano a 3.818.842.
 Sul piano finanziario, si rileva un incremento del 2,41 % delle entrate in conto cassa per premi assicurativi segnando una inversione di tendenza sul risultato del 2010
L’INAIL nel 2011 ha esteso le proprie tutele a circa 16 milioni di lavoratori. In diminuzione del 2,77 % le rendite in gestione (828.803) rispetto al 2010, come conseguenza da un lato del miglioramento dell’andamento infortunistico
Le rendite costituite sono state 16.442, in diminuzione dello 0,33% rispetto al 2010.
Tale calo è determinato esclusivamente da una riduzione delle rendite costituite a seguito di infortunio (-1,33%) e del riconoscimento della silicosi o asbestosi (- 5,78%), mentre quelle costituite a seguito del riconoscimento delle altre malattie professionali sono in aumento (+2,81%).
La sostanziale tenuta dei livelli produttivi è stata realizzata malgrado un preoccupante calo del 4,42% del personale in forza, attestato su 9.269 addetti (si ricorda che cinque anni fa erano oltre 12 mila)

Statistiche su Infortuni e Malattie Professionali

Nel 2011 prosegue e si conferma ulteriormente l’andamento decrescente degli infortuni sul lavoro che è in atto nel nostro Paese dalla fine degli anni sessanta.
Sul calo degli infortuni sul lavoro più recente ha certamente influito, in una certa misura, la crisi economica che ha colpito il Paese dal 2009 in poi con pesanti riflessi sul piano produttivo e occupazionale.
Nel 2011, però, a differenza dei due anni precedenti in cui l’Istat aveva rilevato un calo nel numero degli occupati rispettivamente dell’1,6% nel 2009 e dello 0,7% nel 2010, si registra un lieve aumento dell’occupazione (+0,4%) e una sostanziale stabilità (+0,1%) del dato delle unità di lavoro anno diminuite anch’esse rispettivamente del 2,9% e dello 0,9% nel 2009 e nel 2010.

Una lettura più attenta e approfondita dei dati svela, però, come l’aumento dello 0,4% degli occupati registrato nel complesso nel 2011 sia influenzato esclusivamente dalla componente femminile (+1,2%, pari ad oltre 110mila occupate in più), mentre quella maschile, com’è noto occupata in lavorazioni più pericolose e a rischio di infortunio, segna un valore negativo dello 0,1% (15mila unità in meno)
È il caso, per esempio, dell’Agricoltura che ha registrato nel 2011 rispetto al 2010 una contrazione dell’1,9% (oltre 16mila lavoratori in meno) e soprattutto delle Costruzioni con un calo complessivo del 5,3 (-6,3% se riferito alla sola componente maschile con 116mila occupati in meno), dove peraltro l’Istat ha rilevato un incremento del ricorso alla Cig (Cassa integrazione guadagni).
Anche il ramo dei Servizi, se nel complesso registra un incremento degli occupati pari all’1%, vede viceversa, al suo interno, ad esempio il Commercio segnare un -1,5% (52mila occupati in meno) e i Servizi alle imprese -0,3% (pari a 7.500 addetti in meno).

La diminuzione degli infortuni del 6,6% registrata tra il 2011 e il 2010 è una media del calo che ha riguardato entrambe le modalità di evento, con un decremento più sensibile per gli infortuni in itinere (-7,1%), passati da 88.129 casi del 2010 a 81.861 nel 2011.
Per gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, che rappresentano circa il 90% del complesso delle denunce, il decremento è stato invece pari a -6,5%.

Da segnalare tra gli infortuni in occasione di lavoro quelli occorsi ai lavoratori che operano sulla strada (autotrasportatori merci e persone, rappresentanti di commercio, addetti alla manutenzione stradale, ecc.), che segnano nel 2011 una flessione dell’ 8,4% (da 54.601 a 50.028 casi denunciati).

Forte, invece, la differenza tra le due modalità di evento per i casi mortali: il calo del 5,4%
è influenzato esclusivamente dagli infortuni in occasione di lavoro (-8,6%), che scendono da 744 a 680 casi.

Gli infortuni mortali in itinere, viceversa, hanno conosciuto un sensibile aumento del decessi in termini percentuali (+4,8%) corrispondente a 11 morti in più rispetto al 2010

Il calo registrato a livello nazionale (-6,6% tra il 2010 e il 2011) ha interessato tutte le aree del Paese, in maniera crescente dal Nord al Sud. La diminuzione del 5,4% delle morti sul lavoro è sintesi del forte calo nel Mezzogiorno (-14,9%, 48 vittime in meno), nel Nord-Ovest (-2,2%) e nel Centro (-0,5%), mentre il NordEst è praticamente stazionario (226 morti)

Il calo registrato nel 2011 non fa che confermare un tendenziale andamento decrescente delle denunce di infortunio. In particolare
• tra il 2002 e il 2011 le denunce sono scese da 992.665 a 725.174;
• la contrazione complessiva è stata del 26,9% (circa 268.000 infortuni in meno)

Malattie Professionali
Nel 2011 aumentano ancora le denunce di malattie professionali: 46.558 casi. Dopo i significativi ridimensionamenti del fenomeno osservati negli anni dal 1994 al 2003 (con l’eccezione del 2001), la crescita delle segnalazioni di tecnopatia pervenute all’INAIL è stata ininterrotta a partire appunto dal 2004
Le denunce passano dalle 42.465 del 2010 a 46.558, 4 mila in più in un anno (+9,6%), oltre 17 mila in più rispetto al 2007
Le malattie Professionali al Link http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_1688_allegato.pdf
(informazioni tratte dal sito INAIL)

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