Interferenze Lte-Tv, in Italia pagheranno le telco

E vabbuò ancora a carico delle aziende che ovviamente non attendono altro che riversare sui lavoratori questi oneri, queste spese. Capisco che sono onde  create dagli stessi ripetitori, però poi questo si aggiunge ai costi di terminazione, ai canoni per ultimo miglio, all’acquisto delle frequenze, insomma mi interessa la salvaguardia dei lavoratori e del lavoro, però così diventa complicatuccio resistere alle lamentele delle aziende.

***** Aggiornamento del 11-9-2012 da websim ******
Le nuove antenne intelligenti con tecnologia LTE in via di dislocazione sul territorio italiano interferiscono con le frequenze TV.

Secondo quanto si apprende da Repubblica ed MF, il problema si presenta per tutte le frequenze acquistate a settembre 2011 dalle compagnie telefoniche: si sapeva in origine che le frequenze comprate da Wind avrebbero provocato interferenze, infatti sono state vendute ad un prezzo più basso.
EFFETTO
Nel decreto Sviluppo c’è una norma che obbliga tutti gli operatori, e non solo Wind, a farsi carico della soluzione del problema. Secondo MF la spesa a carico delle compagnie è circa 100 milioni di euro, secondo Repubblica è molto più bassa.
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Articolo su Corriere delle Telecomunicazioni
Interferenze Lte-Tv, in Italia pagheranno le telco
Saranno a carico di Tim, Wind e Vodafone, assegnatari della banda a 800 Mhz, gli interventi per eliminare eventuali disturbi del 4G mobile agli apparati di ricezione del segnale del digitale terrestre. E’ quanto prevede la bozza del pacchetto Crescita
Saranno gli operatori, in quanto assegnatari della banda a 800 Mhz, a doversi fare carico di eventuali problemi diinterferenza dell’Lte con il segnale degli impianti di ricezione domestica del digitale terrestre televisivo. Lo stabilisce l’articolo 34 della bozza del Decreto Sviluppo relativa alla “Diffusione delle tecnologie di rete a banda larga fissa e mobile” in possesso del Corriere delle Comunicazioni, in base al quale il Mise, sentita l’Agcom, ha deciso che “Gli interventi di mitigazione delle interferenze sono fatti a valere da un fondo costituito dagli operatori di Tlc assegnatari delle frequenze in banda a 800 Mhz (Tim, Vodafone e Wind ndr)”.
E ancora, “i parametri per la costituzione di detto fondo sono definiti nel regolamento considerando l’importo di aggiudicazione dei singoli blocchi, il numero delle stazioni radio base operanti nella suddetta banda, la distanza fra la frequenza operativa e il margine superiore della banda televisiva ed i risultati delle attività di sperimentazione effettuate”. Sarà compito del Ministero dello Sviluppo Economico determinare il contributo dovuto dagli operatori e rimodularlo ogni tre mesi sulla base dei costi di intervento effettivamente sostenuti e rendicontati.
L’accensione dei primi ripetitori Lte a gennaio 2013, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe produrre l’oscuramento di un televisore su quattro, con la necessità per i cittadini di chiamare un antennista per risintonizzare il segnale televisivo se disturbato dal 4G. Nel Regno Unito l’Ofcom ha chiesto agli operatori prima dell’asta Lte di mettere sul piatto 180 milioni di sterline (225 milioni di euro) per ovviare ai problemi di interferenza, lo stesso avverrà in Francia, mentre in Spagna il costo della risintonizzazione, stimato in 300 milioni di euro, sarà coperto dai cittadini.

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