Esternalizzazione Wind – Relazione assemblea

La mia relazione sulla situazione relativa all’esternalizzazione dei 1600 lavoratori Network di Wind, dopo l’incontro al Mi.s.e.del 24-9-2012

Per inciso, quest’assemblea, ha l’importante compito di dare il mandato a noi RSU di poter iniziare a trattare con l’azienda e dunque non è assolutamente questa l’assemblea dove si decide se accettare o meno quanto proposto dall’azienda.

Penso e ripenso a il tutto sia iniziato quasi un anno e mezzo fa.
Vi ricordate gli scioperi ? Vi ricordate i soldi persi durante la procedura di raffreddamento ? Vi ricordate le tensioni, le preoccupazioni perché pensavamo di essere un’azienda spezzatino ?

Come in quei mesi, non vi chiedo solidarietà per i 1600 che dovrebbero essere cacciati, ma di badare al vostro interesse, di pensare che se va via la Rete, allora il processo di smembramento di Wind è iniziato e nessuno potrà più fermarlo.

Le trattative sindacali di questi ultimi anni oramai sono solo cassa integrazione, mobilità, esternalizzazioni, esodi ed esuberi. Oggi abbiamo la possibilità di poter invertire la ruota, di essere artefici e protagonisti del nostro futuro, non solo col nostro lavoro quotidiano, ma anche nel dettare un nuovo modello, dove i lavoratori decidono di investire nel proprio lavoro, di dare credito alla propria azienda.
Grazie all’abnegazione di noi tutti, lavoratrici e lavoratori, unitamente al cambio del management aziendale, siamo riusciti ad ottenere l’importante dichiarazione di ritiro dell’esternalizzazione previo accordo tra azienda e sindacato.

——- SIGNIFICATO CONCRETO DELL’ESTERNALIZZAZIONE —-
Non voglio elencare alcuni difficili realtà che riguardano il nostro settore, ma probabilmente dobbiamo ben capire cosa significare essere esternalizzato, ovvero espulso dalla propria azienda come un reietto, spesso senza specifiche colpe, senza poter dire la propria, elemosinando il mantenimento di condizioni di miglior favore nel passaggio tra le aziende, come se fossimo dei pacchi e spesso nemmeno gli accordi sono rispettati (vedi i lavoratori della rete ex-Vodafone esternalizzati quasi un anno fa con la proposta di ENSI-Ericcson all’incentivo all’esodo, alla minaccia della cassa integrazione).

La stessa Ericcson (ENSI) che Il 18 luglio 2012 sfruttando la legge 223/91 ha chiesto la mobilità quindi il successivo e prossimo licenziamento di 374 lavoratori.
Per non citare le condizioni di lavoro che spesso in queste aziende sono pessime (ne parlavo in questi giorni con alcuni colleghi ex Sirti)

Nokia-Siemens-Network ha dichiarato 445 esuberi su 1110 persone
Alcatel Lucent – Dopo aver annunciato 490 esuberi, l’azienda ha deciso, grazie alle pressioni del sindacato, di ridurre il numero a 245 su un totale di 2.100 addetti.
Sirti1.000 esuberi dichiarati con ricorso alla cassaintegrazione
Telecom ha esternalizzato Call Center, IT e sfrutta gli esuberi in rete
Vodafone ha esternalizzato Rete e Call Center
Fastweb ha esternalizzato Rete e Call Center
H3G in pratica ha solo la parte commerciale, esternalizzando la Rete (760 lavoratori) in ENSI
Wind ha esternalizzato un Call Center, ha delocalizzato in Italia ed all’estero, ha svuotato IT
ENSI/Ericcson è l’emblema delle esternalizzazioni. Nel 2005 prende i lavoratori H3G, poi inizia a mandare in Romania il centro di supervisione.

Nel 2009 (dopo 4 anni) piano esuberi per 300 persone poi divenute 160.
Nel 2009 erano 6500 dipendenti, ora dopo 3 anni sono 5000.
E dopo aver acquisito i 335 lavoratori rete ex-Vodafone, ecco i 374 posti in mobilità.
In ambito Customer vogliamo ricordare la ancora più triste vicenda dei colleghi Wind ceduti in Omnia Network ?

Oppure i 133 colleghi Vodafone esternalizzzati in Comdata dei quali 33 di essi hanno vinto una causa di reintegro in azienda e che per ripicca l’azienda stessa ha messo in mobilità 33 dipendenti per “esubero strutturale”

Per rispondere alla diminuzione dei costi e fare fronte al mercato, la risposta delle aziende è stata esternalizzare. I lavoratori ci hanno perso in stabilità lavorativa, economicamente ed in migliori condizioni di lavoro.

Possiamo invertire la rotta, possiamo essere artefici e protagonisti del nostro futuro, possiamo creare un nuovo modo per rispondere alla crisi economica , perché un lavoratore senza lavoro si chiama DISOCCUPATO.
Ora con un costo certamente significativo e doloroso ma sicuramente non sarà quello esposto dall’azienda, possiamo concretizzare quello che da marzo 2011 cioè un anno e mezzo fa ci dicevamo : NO ALL’ESTERNALIZZAZIONE, tutti dentro Wind perché se cade un pezzo, cade tutto il castello. O vogliamo buttare al vento i sacrifici fatti ?

Certo nessuno poteva immaginare che con un mercato TLC che esternalizza, una società italiana in crisi che quindi non spende, potevamo far ritirare l’esternalizzazione senza colpo ferire.
Un accordo che ci sarà solo perché sarà votato dai lavoratori, che ci consentirà di continuare a lavorare serenamente in questi anni di crisi sociale, che ci consentirà nel periodo culmine della crisi ovvero 2012-2014 di poter mantenere il posto di lavoro, di poter assicurare alle nostre famiglie un futuro dignitoso a differenza di tante altre lavoratrici e lavoratori che sono a cassa integrazione (876 euro al mese), che hanno perso il lavoro (zero euro), che sono in mobilità o che lavorano senza tutele e diritti, a nero, quasi schiavizzati.

———————————- SUL  CONTO ECONOMICO WIND ————————-

Citazione Vittorio Raiola sul bilancio Wind che “non avevo capito un cazzo”

I costi di terminazione sono costi “invisibili” che sebbene abbiano comportato dei risparmi al cittadino-utente, il loro introito costituiva una discreta fonte di ricavi per gli operatori mobili. Sono il pedaggio che un operatore deve pagare all’altro per far “terminare” le chiamate sulla rete dei concorrenti. Wind ha dichiarato una incidenza del 5% sul totale dei ricavi 2011 cioè circa 300 milioni di euro

Sapete dei costi spesi per LTE che rappresenta un investimento per il futuro, per non scomparire tra qualche anno dal mercato ?

Sapete dei costi da sostenere per evitare le interferenze tra LTE e TV a carico Wind ?

L’azienda è in una situazione economica stabile, positiva, ma nonostante la crescita dei clienti, i ricavi iniziano a diminuire e con la crisi italiana che continua a non fermarsi, tra il 2013 ed il 2014 è previsto un impatto negativo.

L’indebitamento finanziario netto 2011 è pari a 9 miliardi 346 milioni, in crescita rispetto al 2010 cioè +11%. Il totale dei ricavi è stabile, ma il risultato di esercizio finale scende del 39%.

E’ come una famiglia che riesce a pagare il mutuo, il vitto ed il minimo previsto ma non può andare oltre. Vimpelcom non interviene e quindi mancano i soldi per poter investire in tecnologia, formazione, riorganizzazioni.

“Il cammello deve passare nella cruna dell’ago” …. È stata questa la citazione del Segretario Azzola per definire le difficoltà e l’esosità delle richieste aziendali ma che devono condurci ad una trattiva vera affinché possiamo garantirci un futuro più sereno, per la Rete, per i Customer, per le Aree di staff, per il Commerciale, per l’intera azienda.

Le richieste aziendali sono fin troppo esose, troppo sbilanciate, non progressive, pagano tutti indistintamente a prescindere dal loro inquadramento, dalle loro retribuzioni e questo non va bene, mettendo sullo stesso piano un operatore telefonico del call center ed un dirigente o un quadro. Però questo ci induce ad insistere a fare una trattativa seria, complicata ma con l’obiettivo di non buttare al macero tutto il lavoro, i sacrifici e le aspirazioni messe in opera in questi 15 mesi.

Possiamo costruire una piattaforma migliore, con la credibilità e la responsabilità di non vendere fumo, consapevoli che alcune proposte aziendali sono complicate da smontare e che proveremo a mitigare, mentre proporremo altre alternative nel metodo e di merito.

IL PDR così come formulato non può essere ricevibile e non può ritenersi azzerato in un contesto aziendale di questo tipo. Però sul PdR sottolineo solo come spunto di riflessione che a prescindere dall’esito dell’esternalizzazione, non è detto che l’azienda debba rinnovarlo ovvero potrebbe anche non fare alcun accordo con il sindacato per il rinnovo. Lo troverei stupido, poco incentivante e quindi poco produttivo, ma questa è un’ipotesi da non sottovalutare.

Abbiamo il paradosso che in Telecontact (cc di Telecom) a fronte di accordi sul PdR firmati e dunque validi, l’azienda si è rifiutata di pagarlo per motivi economici.

————————————— Proposte azienda —————————————

ORGANIZZAZIONE NETWORK

Organizzazione network operations

O&M

–              Superamento della distinzione “per tecnologia”  tra Roma e Milano (senza spostamento di risorse)

–              Ridefinizione dei ruoli e  aggregazione delle attività secondo le macro aree; Attività di Sorveglianza, Attività di Network Creation; Attività specialistiche di supporto tecnico; Attività di supporto

–              Allargamento dell’orario di servizio per i supporti tecnici

–              Revisione dei processi operativi.

REGIONI: Field Operation

–              Tecnico Multiskill soprattutto per la componente di rete di accesso

–              Distribuzione Ottimale dei tecnici e impianti con area di competenza principale assegnata

–              Inizio attività presso gli impianti

–              Allargamento dell’orario di servizio

–              Nuove funzionalità di WFM

REGIONI: Altre attività

–              Centralizzazione delle attività di indirizzo e pianificazione

REVISIONE ISTITUTI CONTRATTUALI

Ferie

Omogeneizzazione spettanze (eliminazione trattamenti migliorativi rispetto al CCNL);

Priorità nel godimento rispetto ai ROL (modalità da definire).

ROL

Omogeneizzazione  spettanze (eliminazione trattamenti migliorativi rispetto al CCNL)

Eliminazione clausola accordi 21.12.2001 per richiesta pagamento residui dei due anni precedenti

Definizione di una modalità che assicuri la fruizione completa delle spettanze entro l’anno successivo a quello di maturazione (eventuali residui verranno persi e quindi non saranno pagati)

Fase di prima applicazione

Godimento residui 2010 entro giugno 2013: eventuali residui verranno persi e quindi non saranno pagati

Godimento residui 2011 entro dicembre 2013: eventuali residui verranno persi e quindi non saranno pagati

Godimento residui 2012 entro dicembre 2014: eventuali residui verranno persi e quindi non saranno pagati

Permessi retribuiti

Concessione dei permessi retribuiti, definiti dalla contrattazione aziendale, solo a valle del completo godimento di ferie e ROL

FSW

Riduzione contributi azienda e lavoratore per 5 anni a fronte dell’utilizzo dell’avanzo di bilancio attualmente nella disponibilità del Fondo SENZA RIDUZIONE DELLE ATTUALI PRESTAZIONI.

4 Novembre + festività domenicale                      (EFFETTO DAL 2012)

Smonetizzazione,per il periodo 2012-2017, del 4 novembre e delle festività coincidenti con la domenica (nonché delle festività coincidenti con il giorno di riposo per i turnisti) e fruizione obbligatoria del permesso sostitutivo. In caso di mancato godimento non si darà luogo a pagamento

Reperibilità

INDENNITA’: Riduzione nelle misure sotto indicate

5° livello

Lunedì – Venerdì:           11 €                       Sabato:                                22 €                                       Domenica:          27 €

Superiore al 5° livello

Lunedì – Venerdì:           12 €                       Sabato:                                27 €                                       Domenica:          34 €

INTERVENTO:

Nessuna variazione per 5° livello

Interventi da remoto per 6^/7^/Q: non retribuiti;

Ridefinizione durata interventi per 6^/7^/Q:2 fasce:  < 4 ore e > 4 ore

Compenso per intervento < 4 ore:nuovo valore: € 30 (nessuna variazione per interventi >4 ore)

Interventi multipli: somma dei tempi e pagamento con il limite massimo dell’intervento > 4 ore

Riposo per interventi multipli (anche da remoto): massimo 8 ore, solo per gli interventi effettuati negli orari definiti dagli accordi vigenti

RIPOSI COMPENSATIVI

Riposi compensativi pari alla durata dell’intervento (comunque non superiore a 8 ore)

Lavoro Programmato Notturno

Eliminazione istituto

Premio di Risultato                       (EFFETTO DAL 2012)

Nessuna nuova negoziazione per il periodo considerato

Aumento contrattuale

Assorbimento parziale

WIND RETAIL

La revisione di alcuni istituti contrattuali (Ferie e ROL) riguarderà WIND Retail, mentre i contributi FSW rimarranno al livello attuale, sia per l’azienda sia per i lavoratori.

Le modalità potranno essere diverse da quelle illustrate per WIND.

 

————— Proposte da valutare e sottoporre all’azienda —————

A fronte anche delle proposte già emerse in altri territori evidenziamo e proponiamo:

Linea guida è che ogni sforzo economico richiesto ai lavoratori debba seguire il concetto di progressività, direttamente proporzionale al crescere del livello inquadramentale.

APPALTI – FORNITORI – CONSULENZE

  • Ridurre la filiera degli appalti esterni (fornitori) con l’obiettivo di ricorrere sempre meno al fornitore
  • Ridurre la filiera degli acquisti con troppi passaggi di mano.
  • Migrazione tra settori interni per favorire l’opportuno dimensionamento dei gruppi, far crescere professionalmente i lavoratori che hanno titoli e meriti
  • Ridurre il numero dei consulenti per insourcing delle attività.

PRODUTTIVITA’

  • Incentivare, mediante accordi, la maggiore produttività senza ricorrere allo straordinario, ma prevedendo riconoscimenti economici nei diversi settori
  • Prevedere ridistribuzione dei soldi eventualmente risparmiati in più rispetto agli obiettivi. Per fare ciò è necessario un maggiore coinvolgimento delle strutture sindacali mediante le Commissioni  nel conoscere e non solo ricevere la situazione economica aziendale nonché sulla riorganizzazione della rete
  • PdR suddiviso mensilmente
  • PdR: o premio o MBO
  • PdR: progressivamente riportarlo ai valori attuali quindi che la eventuale decurtazione sia scalabile ogni anno (a fronte del raggiungimento di specifici obiettivi)

 RETRIBUZIONE

  • Dirigenti: -5% sui contratti oppure riducendo loro gli accessori alla retribuzione o il superminimo
  • NO alla riduzione dei gettoni di disponibilità per la reperibilità nella misura del 60%.
  • NO al mancato riconoscimento dell’intervento da remoto a chi si sveglia nel cuore della notte per contattare enti, Enel, centri di supervione, ecc.
  • NO al recupero  solo le ore d’intervento su sito senza comprendere gli spostamenti per raggiungere i siti
  • NO a lavorare la notte per attività programmate senza soldi
  • NO agli aumenti salariali vengano assorbiti.
  • impegno formale da parte del Consiglio di Amministrazione ad evitare che gli utili di Wind siano utilizzati per sanare le pesanti situazioni debitorie di altre aziende in seno al gruppo

CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA

  • nel caso di mancato rispetto unilaterale dell’accordo da parte dell’azienda, immediatamente sono ripristinate le condizioni economiche precedenti all’eventuale ipotetico accordo
  • al termine della validità dell’accordo, si ritorna alle condizioni economiche prima dell’accordo.
  • Il perimetro occupazionale aziendale debba essere mantenuto in toto

VARIE

  • riduzione delle spese accessorie ritenute superflue (convention, benefit aziendali, etc.)
  • Limitare l’uso delle stampe cartacee, tanto dal Voice UP quanto ai documenti aziendali, privilegiando l’archiviazione e la lettura elettronica.
  • Preferire Carburante iperself
  • Indennità di mensa di 14 euro per tutti i lavoratori ed entro la Regione

NETWORK

Sull’organizzazione del Network credo necessario un grado di dettaglio che abbisogna di un rimando ad accordi specifici, in special modo sul nuovo sistema WFM con geolocalizzazione. Sul resto della riorganizzazione, al netto di alcuni principi ,sarebbe utile spostare in modo da poter verificare in un percorso di Trial come convenuto in commissione ,il modello e di conseguenza valutarne lo schema di applicazione ed i relativi accordi che ne regolino l’attuazione.

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2 pensieri su “Esternalizzazione Wind – Relazione assemblea

  1. giulio

    ATTENZIONE !!!
    Il documento che è stato fatto girare venerdì dei sindacati è velenoso.
    Prendiamo subito l’introduzione qui potrebbe esserci il primo inghippo (conoscendo bene le persone che ci sono oggi in HR e il modo malizioso con cui hanno gestito il personale…)
    Si parla di tenuta del perimetro occupazionale di Wind nel prossimo quinquennio solo nel caso di esternalizzazioni e socializzazione e pertanto lasciano le porte aperte a riduzioni di personale per motivi tecnico-organizzativi oppure per motivi di diminuzione di redditività dell’azienda.In sostanza fra un paio di anni, quando scompariranno il capo di HR e il nostro AD, saranno possibili riduzioni di personale salvaguardando però le esternalizzazioni….del tipo qui nessuno è fesso..
    Poi la parola maliziosa messa lì nel contesto dell’assorbimento del superminimo quel “l’azienda potrà” che sembra quasi una spintarella del duo azienda-sindacati per convincere i tonti a votare SI all’accordo…”potrà” oppure si negozierà il giorno dell’incotro AL MISE il premio di risultato….ma per chi ci hanno presi…Sembra il tentativo di darci il contentino all’assemblea del 8 ottobre e poi preso da noi il nulla-osta, azienda e sindacati quel potrà diventerà un ” si farà!!!”
    Per questo è meglio dire NO !!! E mandare liscia l’azienda. Se hanno le palle che facessero da soli le esternalizzazioni, oppure se hanno problemi di esuberi che li denuncino agli enti competenti e dichiarino lo stato di crisi… oppure non lo fanno perchè il nostro AD ci tiene all’immagine di Wind e cerca di mettere il coperchio sopra la pentola ?

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  2. Anonimo

    Sono molto soddisfatto che tutto sia andato per il meglio.
    Adesso rimbocchiamoci le maniche e dimostriamo come Tecnici Wind che il nostro TOP Management ha riposto bene la fiducia.
    Wind ha scelto in modo differente di servire il paese Italia, la qualità della rete e dei servizi si puo’ fare con Tecnici con il cappello WIND fieri di esserlo dal lontano 1998. Solo così possiamo superare i nostri Competitor dimostrando che la loro scelta di esternalizzare è stata un errore e la scelta coraggiosa di Wind è e sarà quella vincente.
    Usiamo la nostra efficienza per sanare i debiti della società ed evitiamo di essere la cassaforte di Manager stranieri che vengono solo a spremere la produttività del sistema Italia (Vodafone IT è la gallina dalle uova d’oro… ed è stata trattata a pesci in faccia!!!)
    Chi ha votato NO e avrebbe voluto consegnarci all’esterno si faccia avanti. Se servono comunque 600/700 lavoratori che non sono interessati alla bandiera Wind si possono accomodare pure fuori.
    Supportiamo colleghi e Manager a cambiare il destino di Wind.
    Io sono fiero di essere Wind e non mi sento ne un ingenuo ne un servo dei padroni.
    Un saluto

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