Mancata erogazione del PdR: Telecom decide uno strappo grave e ingiustificato

Con la retribuzione di novembre i dipendenti Telecom hanno avuto la sorpresa di non vedere erogato l’importo del Premio di Risultato che da anni accompagnava la retribuzione di novembre e rappresentava la seconda tranche del premio.

Questo grave strappo segue quello consumatosi in giugno in cui l’azienda ha deciso di non applicare l’accordo sul premio scaduto, negando l’ultrattività dello stesso, barricandosi dietro cavilli formali per non rinnovare l’accordo stesso per poi convenire, dopo la minaccia di aprire le procedure di sciopero, di erogare una “Una Tantum” di 850 euro per tutti i lavoratori a copertura del periodo 1 gennaio – 30 giugno 2012.

L’azienda, con tali decisioni, ottiene di tagliare il valore del Premio di oltre il 60% rispetto l’anno precedente giustificandosi con la difficile situazione presente sul mercato delle telecomunicazioni.

E’ evidente che nessun dato economico relativo all’anno in corso, comunque letto, giustifica una così drastica riduzione dell’importo economico percepito dai lavoratori.

Tanto più che a fronte di una reale contrazione del fatturato si è registrata una sostanziale tenuta della marginalità, dato che esalta il contributo fornito dai lavoratori.

Appaiono, quindi, del tutto evidenti le ragioni strumentali adottate dall’azienda che mentre risparmia i soldi del mancato rinnovo del contratto nazionale di 1° livello (mancato rinnovo determinato anche dalle rigidità manifestate da Telecom) e risparmia i soldi del Premio di Risultato decide di proseguire la politica delle gratifiche unilaterali che, dietro nomi altisonanti (meritocratiche, canvass, mbo), celano unicamente un sistema che non premia la meritocrazia ma la fedeltà dei dipendenti.

La cosa grave è che i Responsabili aziendali fanno passare il messaggio tra i lavoratori che è il Sindacato a non voler trattare il P.D.R. mentre c’è un’azienda pronta ad erogare il premio.

 

Tutto questo mentre continuano le voci, gli articoli di stampa inerenti allo scorporo della rete, la riorganizzazione o societarizzazione del settore customer (Telecom Italia Caring), l’individuazione di migliaia di esuberi e la necessità di un utilizzo massiccio degli ammortizzatori sociali anche per il settore IT appena costituito e la riallocazione di centinaia di unità in settori confino come il CSA.

Voci, annunci, dichiarazioni che mai hanno trovato conferma e che non hanno mai portato all’apertura di un confronto con il sindacato.

E mentre le voci destabilizzano e inducono un clima di paura, la vita aziendale continua nel solito tran-tran: consulenze eccessive che tolgono attività ai dipendenti, spese legali enormi per contenziosi da lavoro che l’azienda non vuol gestire, inefficienze legate alla incapacità di coinvolgere il proprio personale limitandosi a definirlo inadeguato.

E’ evidente che tale gestione aziendale è del tutto inaccettabile e non condivisibile.

Il risultato che questi vertici stanno ottenendo è quello di allontanare i dipendenti dall’azienda, di demotivarli e mortificarli, di comprimere la loro voglia di contribuire ai successi aziendali.

E ogni buon dirigente dovrebbe chiedersi se un’azienda che vende servizi può immaginare di avere successo senza il contributo fondamentale del maggiore capitale di cui dispone: il proprio personale che è quello che “mette” la faccia nei confronti dei clienti.

Il vulnus aperto con la mancata erogazione del premio di risultato a novembre dovrà essere prontamente sanato.

E’ evidente che prima di avviare qualsiasi confronto sulla riorganizzazione dell’azienda sarà necessario riparare al torto compiuto con l’individuazione di un’erogazione economica a copertura del secondo semestre dell’anno in corso.

Invitiamo Telecom a rivedere questo suo atteggiamento ed a convocare il Sindacato per ricercare una soluzione per arrivare all’erogazione di una “Una Tantum” ai lavoratori per il mese di Dicembre. Nel frattempo vanno avviate tutte le iniziative di sensibilizzazione sui territori preavvertendo che, nel caso l’azienda non decida di trovare una soluzione, si procederà ad avviare una forte mobilitazione di tutti i lavoratori con l’indizione di uno sciopero nazionale.

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