L'importanza delle agibilità sindacali

In questo periodo di forte crisi economica ma anche sociale, anche il sindacato è sotto mira, talvolta  pretestuosamente ma anche per “quanto non ha fatto e non fa”, per qualche connivenza inutile ed anche per le agevolazioni di cui dispone, tra cui i permessi sindacali (Agibilità Sindacali).

Continuo a pensare che per difendersi ed opporsi al potere delle aziende, il singolo lavoratore ha ben poche speranze di vincere o finanche di migliorare la propria condizione. Il sindacato nasce come associazione di lavoratori per promuovere il lavoro e difendere i lavoratori ed anche le agibilità sindacali servono per realizzare tutto ciò.

Ecco comunicato della SLC-CGIL e delle RSU SLC-CGIL di Almaviva (una grande azienda call center italiana con circa 14.800 dipendenti in Italia, cioè più del doppio di Wind) dove la stessa azienda ha sospeso le agibilità sindacali per le RSU SLC-CGIL. Un chiaro atto discriminatorio ed intimidatorio. Senza voler dimenticare la ben più nota vicenda FIAT dove l’intera sigla FIOM-CGIL è stata estromessa, bandita, dall’azienda.

Non è il caso di Wind ovviamente perché qui il sindacato è forte e lo è perché ha un alto numero di iscritti, perché le lavoratrici ed i lavoratori non solo compiono il proprio dovere ma sanno mostrare “il pugno duro” quando i loro diritti ed i loro interessi sono stati minacciati. Ecco perché sottolineo l’importanza del tesserarsi,  oltre a poter indirizzare il lavoro del sindacato verso le esigenze reali e concrete dei lavoratori.

Spesso sento la lamentela che le agibilità sindacali, cioè i permessi sindacali, siano un privilegio. Non sono di questo avviso perché chi si adopera per fare sindacato tutti i giorni, parlare con i colleghi, fare incontri, prepararsi, ascoltare, informare, discutere con la controparte aziendale, richiede tempo. Spesso si rimane in ufficio oltre il proprio orario di lavoro.

Chi eventualmente abusa di questi permessi, questa è in fin dei conti  la critica che talvolta sento, certamente non fa gli interessi dei lavoratori ma di sicuro non bisogna fare “di un’erba un fascio”.

La legge prevede, per il settore privato, che ogni RSU (che rappresenta tutti i lavoratori, tesserati e non tesserati) abbia diritto a 96 ore annue (8 ore al mese).

A questi permessi, le Organizzazioni Sindacali e Wind hanno aggiunto altre 40.000 (quarantamila) ore di permesso sindacale su tutto il territorio italiano, che sono suddivise tra le varie regioni, secondo il numero di dipendenti nonché il numero di tesserati (ed a loro volta si suddividono a seconda del peso delle sigle sindacali).

Lo stesso accordo, tra l’altro, prevede anche il colloquio retribuito tra dipendente ed RSU, su richiesta del lavoratore.

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