Lavoro notturno e tumore del seno: i risultati di due studi

Negli ultimi mesi sono stati pubblicati due importanti studi, uno danese ed uno francese, che confermano la correlazione fra tumore del seno e lavoro notturno.

Nel 2010 sulla base dei lavori sperimentali ed epidemiologici, lo IARC ha classificato il lavoro che comportata alterazioni del ritmo circadiano come “probabile cancerogeno”.
Nello studio; finanziato dal Danish Cancer Society, e pubblicato il 28 maggio u.s.nella rivista Occupational and Environmental Medicine; . Johnni Hansen et Christina F. Lassen dell”Institute of Cancer Epidemiology sono presentati i risultati di una indagine che ha coinvolto 141 donne che lavoravano o che avevano lavorato nell’esercito danese colpite da tumore del seno.
Le donne che avevano lavorato di notte avevano un maggiore rischio del 40%.

Questo rischio era superiore del 50% per le donne che avevano lavorato di notte al meno 3 volte alla settimana per un periodo di 6 anni.

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno analizzato le risposte fornite, dalle 141 donne che lavoravano o avevano lavorato per l’esercito danese a cui era stato diagnostica un tumore del seno fra il 1990 ed il 2003 e che erano ancora viventi nel 2005, ad un questionario di indagine.

Il questionario di 28 pagine indagava il lavoro, gli stili di vita, l’utilizzo di contraccettivi, l’effettuazione di terapie ormonali ma anche le modalità e tempi di esposizione al sole

Le risposte di questo gruppo sono state confrontate con quelle fornite da 551 loro colleghe di pari età non affette da tumore de seno.

Una delle ipotesi formulate dai ricercatori concerne la mancanza di sole e di vitamina D con cui si confrontano i lavoratori che svolgono turni di notte. Ma tale tesi viene fortemente messa in discussione da questo studio in quanto gli Autori hanno registrato che le lavoratrici di notte passavano un tempo maggiore delle loro colleghe che lavoravano di giorno con esposizione ai raggi solari.

L’altra tesi si impernia sulla deregolazione dell’orologio biologico indotta dal lavoro di notte. Durante il sonno di notte, il nostro organismo sintetizza la melatonina (l’”ormone del sonno”), che proteggerebbe contro alcuni tumori rallentando lo sviluppo delle cellule tumorali. L’esposizione notturna alla luce artificiale bloccherebbe la sintesi della melatonina.

Lo studio francese condotto dai ricercatori dell’Inserm (Centro di ricerca in epidemiologia e salute delle popolazioni) è stato pubblicato in “International Journal of Cancer” Florence Menegaux, Thérèse Truong, Antoinette Anger, Emilie Cordina-Duverger, Farida Lamkarkach, Patrick Arveux, Pierre Kerbrat, Joëlle Févotte, Pascal Guénel1 “Night work and breast cancer: a population-based case-control study in France (the CECILE study”.

I risultati di questo studio confermano che il rischio di tumore del seno è aumentato nelle donne che hanno lavorato di notte, i ricercatori sono pervenuti a questo risultato confrontando i percorsi professionali di 1200 donne affette da tumore del seno nel periodo 2005- 2008 con quello di 1300 sane.

Il tumore del seno, prima causa di mortalità per neoplasia nelle donne, colpisce ogni anno nei paesi sviluppati 100 donne “ogni 100.000.

Ogni anno sono diagnosticati più di 1,3 milioni di nuovi casi (in Francia riportano i ricercatori nel loro studio cono 53.000 all’anno).

I fattori di rischio del tumore del seno sono molteplici ed includono:
1) mutazioni genetiche;
2) prima gravidanza in età adulta;
3) trattamenti ormonali
4) fattori legati allo stile di vita
5) cause ambientali
6) cause professionali
Gli ultimi tre fattori non sono, ad oggi, adeguatamente identificati.

Il ritmo circadiano controllando l’alternanza sonno-veglia, regola numerose funzioni biologiche ed esso risulta alterato nelle persone che lavorano di notte.

Numerosi ipotesi sono state avanzate per spiegare le associazioni osservate fra lavoro di notte e tumore del seno: l’esposizione alla luce durante la notte sopprime il picco notturno di melatonina ed i suoi effetti anti-cancerogeni, la modificazione del funzionamento dei geni dell’orologio biologico che controllano la proliferazione cellulare o anche, le alterazioni del sonno possono indebolire il sistema immunitario.
I ricercatori dell’Inserm hanno effettuato un vasto studio di popolazione, popolazione che per l’11% era rappresentato da lavoratrici che avevano lavorato di notte durante la loro storia lavorativa.

Il rischio di tumore del seno è risultato aumentato di circa il 30% nelle donne che avevano lavorato di notte rispetto alle altre lavoratrici.
Questo aumento del rischio era particolarmente significativo per le donne che avevano lavorato di notte per un periodo pari o superiore ai 4 anni o per quelle che hanno effettuato turni lavorativi che prevedevano almeno 3 notti alla settimana, comportante spostamenti di fase più frequenti fra ritmo di giorno e ritmo di notte.

Infine, questa associazione fra lavoro i notte e tumore del seno sembrerebbe più significativa fra le lavoratrici che hanno svolto lavoro di notte in epoca antecedente la prima gravidanza.
Questo risultato potrebbe essere dovuto alla maggiore vulnerabilità delle cellule mammarie incompletamente differenziate prima del primo parto.

Importanti appaiono le conclusioni di questo studio che riteniamo utile riportate stante anche alcuni lavori presentati al recente congresso SIMLII che confermano i risultati degli studi anteriori e pongono il problema della presa in carico del lavoro di notte in una ottica di sanità pubblica, ancor più ora che il numero delle donne che lavorano con orari atipici è in aumento”.
(Fonte: Newsletter n. 34 2012 – Inca Cgil Nazionale)

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