Infostrada chiude. Bluff o verità ?

Leggendo l’articolo pubblicato su http://www.tomshw.it/cont/news/infostrada-potrebbe-chiudere-per-colpa-di-telecom-italia/42037/1.html (riporto di seguito) che si rifa ad un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, un po’ mi sono spaventato.
Beninteso che questo argomento deve essere dibattuto immediatamente con l’azienda, non cado dalle nuvole leggendo questa notizia.
Non ultimo nella convention di qualche settimana fa, proprio Ibarra aveva disquisito sui costi che l’azienda ha nei riguardi di Telecom, con canoni esosi che unitamente alla forte concorrenza, alla mancanza di regole certe (colpa della politica) e soprattutto di trasparenza e di parità tra gli operatori (la Rete nelle mani di Telecom) rendono la fonia fissa un vero e proprio rischio.

Mi auguro che l’A.D. voglia forzare la mano affinchè ci sia effettiva trasparenza e concorrenza tra gli operatori, tentando di smuovere le acqua impantanate di un settore vitale per l’economia italiana ma con la lobby Telecom che troppo pesantemente incide sulle scelte politiche a danno degli altri operatori; però è inutile nascondere che simili dichiarazioni destano preoccupazioni in tanti lavoratori.

E’ compito del sindacato fare in modo che ai lavoratori, stante anche l’accordo di ottobre 2012, siano date tutte le garanzie possibili ma anche chiedere alla politica di fare scelte, di decidere nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori

L’articolo su Tom’s Hardware
La mancanza di concorrenza potrebbe far chiudere Infostrada, minaccia l’AD Wind Maximo Ibarra in un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera. Un’occasione che è servita anche a sostenere la proposta di una newco che raccolga gli asset delle varie telco, e si occupi di creare un’infrastruttura moderna e comune.

Si tratta di un progetto a lungo termine, medio nel migliore dei casi, ma ci sono problemi più pressanti di cui occuparsi nell’immediato. ”Senza un intervento deciso delle Authority potremmo essere costretti a valutare la chiusura di Infostrada, il più importante operatore alternativo a Telecom Italia sulla rete fissa con 2,5 milioni di clienti diretti”, ha infatti affermato il dirigente.

Le condotte di Telecom hanno compromesso la capacità competitiva di concorrenti efficienti”, continua Ibarra, riferendosi in particolar modo ai prezzi pagati da Telecom per l’unbundling. Infostrada vorrebbe quindi che l’antitrust fissasse un prezzo ai 9,26 euro al mese.
”C’è qualcosa che non va se la voce di costo più importante per l’azienda è quella che va a Telecom, più alta anche di quella del personale. Non è un problema di buoni o cattivi ma sarebbe un peccato per il Paese perdere la concorrenza vitale di Infostrada”.
In effetti su Telecom Italia grava un’indagine per abuso di posizione dominante – nata proprio su segnalazione di Infostrada e Wind – che si concluderà nei prossimi mesi. Si attende il giudizio dell’Antitrust, ma forse Ibarra non dovrebbe riporre troppe speranze in una vittoria delle sue ragioni.

Per l’AGCOM infatti Telecom Italia agisce nel rispetto delle regole, e l’Autorità Garante ha anche ricordato che il prezzo praticato dall’ex monopolista è in linea con quelli di grandi paesi europei, e inferiore ad altri. Il Corriere delle Comunicazioni ricorda (http://www.corrierecomunicazioni.it/tlc/18921_ibarra-ok-a-newco-delle-reti-ma-serve-parita-di-accesso.htm)inoltre che la Commissione Europa punta a stabilire un prezzo dell’unbundling tra gli otto e i dieci euro in tutta l’Unione.

Insomma, se Infostrada è destinata a chiudere se le cose non cambiano, meglio per Ibarra tenere le valige pronte. Francamente però dubitiamo che la minaccia sarà messa in pratica. Quanto al progetto di una società super partes che gestisca la nuova infrastruttura, l’idea è certamente di quelle buone, ma vale la pena ricordare che il suo primo sostenitore Franco Bassanini è sia presidente della Cassa Depositi (che finanzierebbe il progetto) sia presidente di Metroweb. Una doppia posizione che non suscita veri e propri sospetti, ma qualche perplessità sì.

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