Congedo Obbligatorio e Facoltativo per Nascita figlio/a

Pubblico un documento giratomi da Antonella Pagliara (SLC-CGIL Napoli)

Firmato il decreto contenente le modalità per la fruizione del congedo obbligatorio di un giorno e di quello facoltativo, di due giorni, da parte del padre, anche in caso di adozione o affido.

La “Legge Fornero”, introduce, in via sperimentale per gli anni 2013-2015, il congedo obbligatorio e il congedo facoltativo del padre, oltre a forme di contributi economici alla madre, per favorirne il rientro nel mondo del lavoro al termine dei congedo obbligatorio. Il congedo obbligatorio e quello facoltativo del padre, fruibili entro il quinto mese di vita del figlio, vengono introdotti per le nascite avvenute dal 1° gennaio 2013.
La modalità per la fruizione del congedo obbligatorio di un giorno e di quello facoltativo, di due giorni, da parte del padre, è subordinata alla presentazione di una richiesta dei giorni prescelti per astenersi dal lavoro in forma scritta al datore di lavoro, almeno quindici giorni prima dei medesimi.
Il congedo obbligatorio è fruibile anche durante il congedo di maternità della madre lavoratrice, in aggiunta ad esso.

Diversamente, la fruizione, da parte del padre, del congedo facoltativo di uno o due giorni, anche continuativi, è condizionata alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di altrettanti giorni del proprio congedo di maternità, con conseguente anticipazione del termine finale del congedo post partum della madre per un numero di giorni pari al numero di giorni fruiti dal padre. In tal caso, il padre lavoratore deve allegare alla richiesta una dichiarazione della madre di non fruizione del congedo dì maternità a lei spettante per un numero di giorni equivalente a quello fruito dal padre, con conseguente riduzione del congedo medesimo e la predetta documentazione dovrà essere trasmessa anche ai datore di lavoro della madre.

A carico dell’Inps è posto il pagamento dell’indennità pari al 100% della retribuzione spettante:
– per il periodo di due giorni goduto in sostituzione della madre è riconosciuta un’indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100 per cento della retribuzione;
– per il restante giorno in aggiunta all’obbligo di astensione della madre è riconosciuta un’indennità pari al 100 per cento della retribuzione.

Inoltre, vengono dettate le regole per la fruizione, da parte della madre, di contributi economici per l’acquisto di servizi di baby-sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, in luogo del congedo parentale.
Si precisa, in tal senso, che la richiesta possa essere presentata anche dalla lavoratrice che abbia già usufruito in parte del congedo parentale e il contributo, in entrambi i casi, avrà un importo pari ad euro 300 mensili, per un massimo di sei mesi.
Nel caso in cui la madre opti per il servizio di baby sitting si è scelto di utilizzare il sistema, già collaudato, dei buoni lavoro o voucher, mentre nel caso dei servizi pubblici per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, il contributo verrà erogato dall’lNPS direttamente, alla struttura interessata, ovviamente fino a concorrenza dei 300 mensili.
In merito alle modalità di ammissione, si dispone che la lavoratrice che voglia accedere a uno dei due,presenti domanda tramite i canali telematici dell’lNPS, secondo le modalità che verranno stabilite dall’istituto stesso, indicando nella domanda a quale dei due benefici intende accedere e per quante mensilità.
Sono escluse dai detti benefici:
– le madri totalmente esentate dal pagamento della rete pubblica del servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati;
– le madri che usufruiscono del benefici di cui al Fondo per le politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità.
Usufruiscono, invece, dei benefici in misura ridotta (proporzionata in base alla ridotta entità della prestazione lavorativa) le lavoratrici con contratto di lavoro part-time. Coerentemente, poi, al ridotto diritto al congedo parentale, le lavoratrici iscritte alla gestione separata possono usufruire dei benefici al massimo per tre mesi.
Infine, viene chiarito che la scelta, da parte della madre, di usufruire dei citati servizi, comporta una riduzione di un mese del periodo di congedo parentale a lei spettante per ogni quota mensile richiesta

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