Licenziamenti Vodafone e "ricatto" Autogrill

Che le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori stiano peggiorando o comunque, nel migliore dei casi, sotto attacco (tendendo al peggioramento) è oramai visibilissimo e purtroppo riscontrabile tra i nostri familiari, i nostri amici.
Ci sono imprenditori e manager che ricercano il confronto e soluzioni più adeguate con le parti sociali, ma in tanti aiutati da scelte politiche scellerate invece di investire in tecnologia, migliorie industriali, maggiori servizi, pensano di risparmiare semplicemente abbassando i nostri salari e le nostre tutele.


La colpa è della politica che ha ceduto lo scettro della gestione degli interessi pubblici ai privati, ai singoli, all’economia; la colpa è anche di un certo sindacato che si è legato ai partiti in maniera quasi indissolubile, che interloquisce solo con le aziende, dimenticando i lavoratori; la colpa è anche dei lavoratori/cittadini sempre più individualisti, meno interessati alle sorti della collettività (lavorativa o sociale).
Il tema del lavoro, della creazione di posti di lavoro deve ritornare al centro dei nostri dialoghi, dei nostri voleri.

I colleghi Vodafone, che hanno già subito esternalizzazioni sia al Customer che in Rete (e si vocifera di altre “cessioni”) protesteranno domani 4 febbraio 2013 per i licenziamenti  effettuati ricorrendo alla legge Fornero che ha riformato l’art.18 (licenziamento per giusta causa).
Non entro nel merito se i colleghi impattati meritino o meno il licenziamento. Farei il gioco del padrone. Tutti, lavoratori e datori, sottostiamo alle leggi ed al CCNL che prevede regole e sanzioni anche pesanti.

Resta il problema che un’azienda certamente ricca, in un settore TLC che ha meno ricavi rispetto a prima ma ancora vivo, licenzia 3 persone (2 a Pozzuoli) per motivi economici e noi non possiamo essere indifferenti a tutto questo. Ora con questi 3 licenziamenti, la situazione economica di Vodafone migliorerà ? ahahahahahah

Perché se la politica, i partiti, gli interessi di imprenditori senza scrupoli, hanno generato il mostro “Fornero” con l’assenza di un diffuso movimento di protesta dei lavoratori/cittadini, perché se il sindacato e le aziende non hanno saputo trovare soluzioni adeguate, il peso di questa riforma dell’art.18 andrà tutto sulle nostre spalle. Saremo eternamente ricattati, che siamo bravi o cattivi lavoratori.
Basterà un calo produttivo, qualche conto in rosso (il falso in bilancio in Italia è stato depenalizzato) e siamo tutti ricattabili. Ne basta licenziare due, per tenere sotto scacco 1000 lavoratori.

Ed in quanto a ricatti, ecco la società Autogrill, del gruppo Benetton.
In pratica l’azienda ritenta a licenziare personale, non certo a migliorare i propri servizi. Ora ci riprova, proponendo al singolo lavoratore: o te ne vai oppure ti dimezzo orario di lavoro (50%) e ti devi trasferire a lavorare entro 50km da dov’eri. E per 140 persone (su 9500) inizia il delirio, il ricatto, interrogarsi se subire una decurtazione netta di stipendio (non di soldi accessori) oltre a maggiori spese da sostenere …. Ma per molti, questo lavoro  è l’unico sostentamento.
Vero che la crisi ha ridotti molto i ricavi aziendali stante il minor traffico auto veicolare, ma perché la crisi dobbiamo pagarla sempre e solo noi ?
(il link  all’articolo su “L’Espresso”))

La CGIL ha proposto un piano per il lavoro, per creare lavoro investendo ma necessitiamo di una classe politica nuova, che comprenda che gli investimenti economici sono necessari e soprattutto utili alla collettività sia in termini di migliori e maggiori servizi ma anche per creare posti di lavoro, ma abbiamo bisogno di un interlocutore serio cioè di una politica seria, lungimirante e soprattutto credibile.

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