Esuberante Telecom

C’è chi licenzia usando la Fornero, chi licenzia e basta, chi risparmia riducendo premi, indennità, trasferte, pagamento rol ma restando “tutti dentro” e chi fa esuberi come Telecom.
Non c’è una via d’uscita univoca  da questa crisi economica che è divenuta anche sociale, ma prima di tutto umana.

Sembra che Telecom, alle prese con un bilancio troppo in rosso, punti all’ennesima riorganizzazione.
In un piano presentato ai sindacato l’azienda vuole internalizzare attività e recuperare efficienze nelle varie strutture.

Leggendo sul web, per il biennio 2013-2014, l’azienda “vorrebbe proseguire nella difficile gestione dell’occupazione con il sindacato, in continuità con l’accordo del 4 agosto 2010”. Accordo che ha portato, nel triennio 2010-2012 a 3608 mobilità volontarie e a un numero quasi eguale (3.500 persone) di riqualificazioni e reimpieghi professionali.
Secondo l’azienda, nel prossimo biennio le eccedenze sono pari a 2.750 unità l’anno (5.500 nel totale) e l’idea sarebbe quella di gestirle, “visto che la riforma Fornero, con l’innalzamento dell’età pensionabile, ha in sostanza annullato la base esodabile” attraverso più strumenti: la mobilità volontaria per i circa 250 lavoratori che potrebbero avere i requisiti per il raggiungimento della pensione, o volontari che aderiscono anche in assenza degli stessi; un accordo per l’uscita obbligatoria degli aventi diritto a pensione; contratti di solidarietà”.

Uno dei nodi della futura trattativa è quello dei Caring services cioè i call center che Telecom vorrebbe farne una società a parte, per riorganizzarla e recuperare efficienza. L’altro nodo è quello dell’Open Access, i tecnici che lavorano sul campo, oggi al 50 per cento dipendenti diretti e per l’altro 50 per cento dipendenti di aziende che lavorano per Telecom. In questo settore, l’azienda pensa invece a portare all’interno tutto il servizio, per saturare i circa 1.000 esuberi stimati in ambito Open Access

I sindacati affermano che è necessario, in un contesto di criticità occupazionale, un accordo quadro di tutela del lavoro e del perimetro di gruppo che contenga anche certezza su quali attività e con che tempi si procederà a reinternalizzare lavoro per garantire tutti i dipendenti del gruppo Telecom. E’ necessario aprire un confronto serio insieme al coordinamento delle Rsu, senza pregiudiziali della parte aziendale ad ascoltare le soluzioni proposte dal sindacato che possono raggiungere gli stessi obiettivi, con il consenso dei lavoratori” …… e questa parte mi sembra molto simile a quella che abbiamo vissuto e stiamo vivendo, con tutte le difficoltà, in Wind.

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