Pensione "per i quindicenni"

Dal sito http://job.fanpage.it/in-pensione-di-vecchiaia-chi-ha-15-anni-di-contributi-versati-entro-il-1992/ leggo e riporto, sintetizzando

I lavoratori “quindicenni”, ossia coloro che hanno 15 anni di contributi versati all’Inps prima del 31 dicembre 1992, possono accedere alla pensione di vecchiaia pur non avendo 20 anni di contribuzione previsti dalla riforma pensioni del Governo Monti.
Qui la circolare INPS
l Ministero del lavoro Elsa Fornero ha dato il via libera all’emissione da parte dell’Inps di una circolare contenente una deroga a quanto previsto dalla riforma pensioni per la nuova pensione di vecchiaia, ossia l’estensione a tutti dei 20 anni di contributi minimi per l’accesso.

“Saranno 65 mila i cittadini italiani cui spetteranno i cosiddetti contributi silenti, ovvero i contributi versati per 15 anni che rischiavano di non essere più recuperati”, secondo il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua.

Il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali ha ordinato all’Inps di emettere una circolare in merito per chiarire il quadro circa il mantenimento del diritto di queste decine di migliaia di lavoratori ad accedere alla pensione di vecchiaia con i requisiti contributivi di 15 anni della Riforma Amato del 1992. E puntualmente, l’Inps ha emesso la circolare n. 16 del 1 febbraio 2013, a chiarimento di tutto.

La riforma delle pensioni attuata nel dicembre del 2011 oltre alla cancellazione della pensione di anzianità e della pensione anticipata,  ha apportato importanti modifiche alla pensione di vecchiaia. Una delle novità è stata l’introduzione del requisito minimo di 20 anni di contributi versati all’Inps nella vita lavorativa, ma per tutti. Compreso i quindicenni del 1992.

Il requisito anagrafico di età per l’accesso alla pensione di vecchiaia è stato modificato ed adeguato alla speranza di vita. Si è passati dai 65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne come requisiti per le pensioni entro il 31 dicembre 2011, ai seguenti requisiti di età che vanno dai 66 anni per gli uomini, e le donne del pubblico impiego, ai 62 anni per le donne del settore privato, ai 63 anni e 6 mesi delle lavoratrici autonome, per l’anno 2012. Nel 2013 il requisito sale di 3 mesi per tutti e fino al 2015. Dal 2016 nuovo adeguamento alla speranza di vita.
L’età anagrafica è quella prevista per la nuova pensione di vecchiaia. Tali requisiti anagrafici, per i cui dettagli consigliamo l’approfondimento pensione di vecchiaia, restano in vigore anche per coloro che hanno i vecchi requisiti della riforma Amato ora ripristinata. Quindi pur avendo l’ok al possesso di 15 anni di contributi entro il 1992, per l’accesso alla pensione di vecchiaia devono raggiungere l’età anagrafica prevista per la nuova pensione di vecchiaia.

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