Archivio della categoria: Ambiente

Traditori !!!!

di Padre Maurizio  Patriciello

La neve ci sorride dai monti stamattina. Ma noi abbiamo il viso lungo e il cuore a lutto dopo le notizie di questi giorni. Sapevamo tutto, certo, ma coltivavamo l’illusione di essere smentiti. O, almeno, che la cosa fosse ridimensionata. Invece. Al boss dei casalesi, Francesco Bidognetti, il famigerato Cic

ciotto ‘e Mezzanotte, è stata notificata in carcere una custodia cautelare per le accuse di disastro doloso e avvelenamento della falda acquifera a Giugliano, nel Napoletano. Complici l’avvocato Cipriano Chianese e il sub commissario Giulio Facchi. Gente così diversa tra loro, eppure divorata dallo stesso demone.
Il peggio, però, dicono i tecnici della Procura, arriverà tra una cinquantina d’anni. Quando le tonnellate di percolato che si sprigiona dalle tonnellate di fetida monnezza tossica di ogni tipo, sepolta in quelle terre, raggiungerà il picco di contaminazione della falda acquifera.
Capisco le lacrime e la rabbia senza fine della povera gente. Traditi da tutti. Dai camorristi da cui, da sempre, subiscono soprusi di ogni genere e da professionisti con la cravatta che sembravano essere persone perbene. Traditi addirittura da squallidi, indegni servitori dello Stato dei quali si fidavano ciecamente. Ed eccola qui la Campania felix. Vanto e rimpianto nostro. Ecco un fotogramma che la gente ha sempre avuto chiaro, per intuizione o esperienza diretta. Quanta sofferenza in questi anni. Quante volte ci siamo sentiti come dei pazzi fuori dal mondo. Trattati dalle istituzioni come dei visionari. Accusati di fare inutili allarmismi.
Lo sapevamo bene che la Giustizia, lenta come una tartaruga, sarebbe arrivata tardi. E adesso eccoci qui a leccarci le ferite più amare dello stesso percolato. Mio Dio, come sanguinano! E come bruciano!
Eccoci qua, ad abbassare lo sguardo per non incrociare quello dei figlioli. A trovare il coraggio per chiedere loro di poteri perdonare. All’astuzia dei criminali, purtroppo, non ha fatto riscontro l’intelligenza e la volontà dei buoni. I figli delle tenebre sono stati più scaltri di quelli della luce. E noi? dove stavamo noi? noi brava gente… professionisti e operai… medici e giornalisti… genitori e figli… politici ed elettori. Dove stavamo? Dove ci eravamo cacciati? Dove troveremo un anfratto per nasconderci ai nostri stessi occhi? Francesco Bidognetti, di professione camorrista; Cipriano Chianese, di professione avvocato; Giulio Facchi, sub commissario all’emergenza rifiuti, e tanti altri, hanno fatto comunella condannando a morte noi e, peggio, coloro che da noi nasceranno.
Certo, anche questa brutta pagina di storia ha avuto i suoi eroi. Ma a noi gli eroi solitari, le voci nel deserto non sono mai piaciuti. Non eroi, ma lo Stato volevamo. In tutte le sue forme. Con tutta la sua autorità.
Non della voce limpida di pochi, coraggiosi, generosi volontari necessitava la nostra terra , ma di quelle dei tanti deputati, senatori, consiglieri comunali, provinciali, regionali, eletti dal popolo sovrano. Vennero scelti per servire. Furono lautamente retribuiti perché non permettessero ai criminali di distruggere il creato e chi lo abita.
La camorra, scaltra e criminale, ha saputo inventare “ il sistema”: una malefica macchina che funziona alla perfezione per affrontare le difficoltà di ogni giorno. Per venire incontro alle famiglie degli affiliati uccisi o in carcere.
Noi non siamo stati capaci di pensare qualcosa di analogo per respingere e annientare il mostro feroce che ci stava distruggendo tutto. Compreso la vita e il futuro delle nuove generazioni.
Agronomi, geologi, gente di buona volontà, professori universitari scendete in campo. Il frastuono assordante di tanti silenzi ci addolora.
Medici, radiologi, biologi, alzate la voce e gridate a chi lo nega in che misura è aumentato il cancro in questa nostra “terra dei fumi e dei veleni”. Non limitatevi a sussurrare i dati in vostro possesso in privato e a mezza voce. Ricchi, smettetela di renderci più poveri, nascondendo i vostri beni all’estero e lasciatevi invadere da un nobile sussulto di residuata dignità. Politici abbiate il coraggio di chiedere scusa a un popolo umiliato e stanco e alla terra che vi vide nascere e cominciate sul serio a porre rimedio a uno scempio che passerà alla storia. Tentiamo tutti di fare il possibile perché l’ipoteca che abbiamo acceso sul futuro dei nostri figli faccia meno danni possibile.

Chi porta a spasso i cagnolini

Chi porta a spasso i cagnolini

per favore,può raccogliere i bisognini?

Non aiutando l’ ambiente

e non facendo niente,

creeremo solo difficoltà

e non più felicità.

L’ambiente è una cosa speciale

e non dobbiamo fargli del male.

Ricordate che è una cosa importante

così il mondo sarà sempre più elegante,

con gli alberi fioriti

e ben coloriti.

Così la Terra sorriderà

e darà

un bacio all’ umanità.

          Balzamo Flavia 3D

Guardando "Inside Job"

E’ un film che parla della crisi economica che si protrae da qualche anno, col fallimento di alcune banche ma soprattutto del sistema di “deregulation” cioè senza regole, per creare finta ricchezza e che invece ha creato :

  • Speculazione
  • disoccupazione
  • danni all’ambiente
  • impoverimento economico
  • rafforzamento del potere economico su quello politico
  • lo svilimento del pubblico, grazie a politici compiacenti e “pagati” da lobby e potere economico, a favore del privato.
  • aumento del divario tra ricchi (sempre più ricchi) e classe media (sempre più povera) …. Figurarsi con i poveri 🙁

Alla fine del film ho capito che:

  • Peter Gabriel fa sempre bella musica
  • Alla fine i più poveri pagano il prezzo più alto (Strauss-Kahn)
  • I guadagni facili ed immediati  non sono mai tali e che tutto, prima o poi, ci ritornerà contro a livello collettivo e personale. L’avidità ha generato povertà.
  • Che come cittadini non valiamo nulla fintanto non ci ergiamo a protagonisti del nostro futuro, non demandando oltremodo e che siamo i primi responsabili di quanto accade e che siamo i primi a dover pretendere onestà, eticità, correttezza, rispetto mandando a casa chi ci sfrutta.
  • Ognuno faccia il proprio mestiere con dignità e professionalità e pretenda che anche gli altri lo facciano; altrimenti ci rimettiamo solo noi, i più deboli perché i più forti sapranno come difendersi.
  • 30 milioni di disoccupati (in crescita) subito ma i 50 milioni sono certi; decine di trilioni di dollari in fumo (come cacchio si scrive un trilione ?). Il mondo della Finanza ha voltato le spalle alla società, ai cittadini, ha corrotto il sistema politico.
  • Le banche non devono speculare o fare investimenti rischiosi coi soldi dei clienti  e vanno controllate. Ad un certo punto i banchieri hanno perso il limite della decenza, sentendosi onniscienti ed onnipotenti giocando sulla nostra pelle, sui nostri soldi, sul nostro futuro.
  • L’approssimazione e l’ignoranza dei politici in molti casi con evidenti  conflitti di interessi o peggio di appartenenza a banche o istituti  ha reso la crisi ancora più forte, non contrastandola fin dall’inizio.
  • Le lobby (poteri di pressione) fanno affari con destra e sinistra indifferentemente
  • A chi deve controllare non solo gli hanno ridotto i poteri facendo leggi a proprio uso e consumo, ma spessissimo hanno taciuto consapevolmente. Tanto funzionari di Stato, quanto giornalisti, quanto gli economisti, i professori universitari.
  • Fintanto sono esistiti i controlli sull’economia, il sistema pur deprecabile, ha retto. Con la deregolamentazione, le società finanziarie più grandi del mondo furono scoperte a riciclare denaro, defraudare i clienti e falsificare più volte i conti.

Continua a leggere

Eternit. Non uccidiamoli una seconda volta

di Stefano Corradino

Della A/H1N1, più nota come influenza suina, e che ha allarmato l’Italia ed altri paesi in questi mesi, sappiamo tutto (o quasi). Ancora non se ne conosce perfettamente l’estensione ma i suoi effetti, come quelli di molti virus conosciuti, sono immediatamente tangibili. Ci sono invece malattie le cui manifestazioni cliniche più eclatanti, spesso ineluttabili, compaiono anche dopo trent’anni. Una di queste è l'”Asbestosi”, malattia dei polmoni causata dall’inalazione di fibre di asbesto. L’asbesto, meglio conosciuto come “amianto” è una sostanza che è stata utilizzata nel secolo scorso in vari campi: l’edilizia, l’industria navale, ferroviaria, automobilistica, chimica… ed il suo uso è stato proibito in molti paesi (in Italia con la Legge n. 257/1992) perché anche un contatto minimo con le sue fibre può provocare l’insorgenza di un carcinoma.
Lo sanno bene i cittadini di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria. 35mila abitanti. 1500 morti. “Dal ’75 – dice ai microfoni di Skytg24 il signor Pierfranco, ex operaio della fabbrica Eternit – si iniziava a capire che l’amianto faceva male però c’era da lavorare. I proprietari facevano orecchie da mercante ma ora ci si è ammalati tutti. Appena senti un pizzichino nella schiena – noi che lo sappiamo com’è la faccenda – vai all’ospedale, ti dicono: mesotelioma pleurico non operabile. E sai già che è finita“.

Anni di battaglie legali. 200mila pagine di carte, 2900 parti lese, 10 parti civili.
Giovedì 10 dicembre a Torino l’amianto, e le multinazionali che lo hanno utilizzato sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini che ne hanno respirato le polveri, andranno a processo. “Si tratta – afferma il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti – del più grande processo di questa natura mai celebrato. Dietro le carte ci sono le storie di migliaia di vittime e dei loro familiari. E ci auguriamo che tutti i Tg, i Gr le grandi piazze televisive – vogliano dedicare a questa tragedia alle sue cause ai testimoni almeno lo stesso spazio dedicato al delitto di Perugia o alla autodifesa di qualche politico condannato o inquisito”. Già, perchè di questa tragedia, di queste vite spezzate in una lenta, atroce agonia, non se ne parla. E intanto nel mondo sono tuttora aperti numerosi stabilimenti che lavorano la fibra d’amianto in modo letale. “Per questo – afferma Nicola Pondrano, segretario della Camera del lavoro di Casale ed ex operaio – il nostro processo serve a porre le condizioni per iniziare una battaglia globale nel vero senso del termine.

Vogliamo fare in modo che paesi come il Canada la smettano di essere i più grandi esportatori al mondo di questo materiale e che potenze grandi ed emergenti come Cina e India non lo lavorino più, affinché quello che è successo in Europa, a Casale, non avvenga più nel mondo”.

Nell’intera Unione Europea il 10 dicembre è stata organizzata una mobilitazione globale. Lo stesso giorno in cui, 61 anni fa, veniva adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che sancisce agli articoli 23 e 25 “il diritto a soddisfacenti condizioni di lavoro”, “il diritto alla salute e alla sicurezza in caso di malattia…”

Oggi le fabbriche Eternit sono chiuse. Lo sono dal 1986, eppure gli esperti di mortalità per amianto affermano che la malattia, nei luoghi dell’esposizione, raggiungerà il suo apice nel 2020. Dopo 30 anni di latenza.

Al processo di Torino non sarà svelata la cura contro l'”Asbestosi”, i familiari non potranno rivedere i loro cari deceduti se non nei documenti e nelle foto che attestano la terribile morte. Nessuna sentenza, per quanto giusta, potrà risarcirli. Ma un giusto processo (che qualcuno, vergognosamente, vorrebbe “breve” anche per le morti sul lavoro) e una giusta attenzione di giornali e televisioni servirebbero almeno a non vederli uccisi per la seconda volta.

http://www.articolo21.org/299/notizia/non-uccidiamoli-una-seconda-volta.html

Nucleare, ecco i probabili siti che ospiteranno le nuove centrali

Lo scrive il quotidiano MF/Milano Finanza in prima pagina: “Il dossier è rigorosamente top secret: chi ne è a conoscenza, come I’ amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, afferma che non ne svelerebbe i contenuti «nemmeno sotto tortura».

Ma, ufficiosamente, il discorso è diverso. Qualcosa trapela, e la mappa della rinascita nucleare nazionale può cominciare a prendere forma. Secondo quanto risulta da fonti governative vicine al dossier, la nuova geografia dell’atomo ricalcherà quasi fedelmente la vecchia, con qualche new entry che tiene conto delle diverse esigenze dei reattori di allora e di quelli di nuova tecnologia che l’Enel grazie agli accordi con Edf, ovvero l’Epr che predilige le aree costiere o vicino ai grandi fiumi, purché scarsamente popolate e lontane da insediamenti industriali. Le nuove centrali italiane, insomma, potranno sorgere in gran parte nelle immediate vicinanze dei siti che ospitano gli impianti chiusi dopo il referendum del 1987Trino Vercellese (Vercelli),Caorso (Piacenza), Latina e Garigliano di Sessa Aurunca (Caserta). Nella nuova lista rientra anche Montalto di Castro (Viterbo), già candidata a ospitare una centrale nucleare prima che l’Italia dicesse addio all’energia dell’atomo. Del resto, i criteri di base nella valutazione dei siti non sono cambiati, e le zone che andavano bene fino a 22 anni vanno bene oggi perché non presentano fattori di rischio geologico (terremoti, alluvioni e frane)”.

Il ragionamento di Angela Zoppo, che firma l’articolo per il quotidiano finanziario, non fa una grinza: e in effetti anche Enel ed Edf avevano negli scorsi mesi fatto capire che tra i luoghi che ospitavano le centrali della prima stagione dell’atomo all’italiana ci potevano essere alcuni dei vecchi siti. L’attenzione si era concentrata su Montalto di Castro, un monumento agli sprechi del vecchio nucleare: lì era stata costruita una vecchia centrale che non venne mai messa in funzione perché nel frattempo l’esito del referendum aveva fatto decidere al governo dell’epoca di bloccare tutto. Alla fine, si decise di costruire un’altra centrale, di fianco, termoelettrica, che però rimane accesa per brevi periodi dell’anno a causa dei fumi che produce. E proprio lì i tecnici e gli amministratori di Enel e di Edf avevano effettuato un sopralluogo in estate: tecnicamente, l’idea di costruire in provincia di Latina è sempre stata nella testa dei progettisti. Secondo MF ci sono anche altri siti tra i papabili: “A queste cinque aree d’elezione, se ne aggiungono altre, come Monfalcone (Gorizia), Termoli (Campobasso), Palma (Agrigento) e Oristano.

L’elenco dei siti supera di gran lunga il numero di Epr previsti dall’accordo EnelEdf. Gli impianti italo-francesi, infatti, saranno quattro, da 1.600 Megawatt ciascuno, per un totale di 6.400 Mw, debutto previsto nel 2020, ma tre siti sarebbero già sufficienti perché due reattori potrebbero sorgere affiancati. Come no- to, italiani e francesi costituiranno altrettante jv paritetiche e veicoli societari ad hoc per ownership ed esercizio degli impianti, a maggioranza Enel ma aperti a terzi. L’ex monopolista ha già costituito con Edf la newco Sni, Sviluppo nucleare Italia, che è stata affidata a Francesco De Failco. Prima di arrivare a una selezione definitiva delle aree bisognerà aspettare che il governo emani le direttive“.

E c’è anche un posto da assegnare: quello di direttore dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Tra i papabili ci sono: Umberto Veronesi, il celebre oncologo, e Maurizio Cumo, l’ex presidente della Sogin che ha portato l’azienda pubblica a livelli di eccellenza dopo gli sprechi della passata gestione. Quella di Carlo Jean, costretto a dimettersi dopo gli scandali russi, il cui nome però ritorna oggi incredibilmente d’attualità proprio per la direzione dell’agenzia, così come quello di Guido Possa, ex ad di McDonald’s Italia, uomo vicinissimo al premier Silvio Berlusconi.

Epifani, gravissime le conseguenze del decreto Ronchi

Via libera alla privatizzazione dei servizi idrici. La CGIL promuoverà una grande iniziativa contro questa legge
20/11/2009

Il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, giudica “gravissime” le conseguenze del decreto Ronchi, diventato ieri legge con l’approvazione alla Camera, che, fra l’altro, privatizza i servizi idrici e la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

Con l’approvazione del decreto si da il via alla privatizzazione dei servizi pubblici locali. Il testo disciplina, infatti, gli affidamenti da parte dei Comuni della gestione di tutti i servizi pubblici locali. Tra i servizi interessati dal decreto non solo la gestione dell’acqua e dei rifiuti, ma anche il trasporto pubblico locale.

La CGIL – afferma il leader del sindacato di Corso d’Italia – promuoverà una grande iniziativa contro questa legge e per questo fa appello a tutte le associazioni, ai cittadini, agli enti locali e alle regioni che intendono difendere beni comuni, come l’acqua, e contrastare la loro privatizzazione, affinché si definisca un percorso comune e gli strumenti utili a bloccare la legge stessa”

A difesa dell'acqua pubblica

Oggi (18-11-2009) con il voto di fiducia alla Camera dei Deputati si è concluso l’esame del decreto 135/09 il cui Art. 15 sancisce la definitiva e totale privatizzazione dell’acqua potabile in Italia.
Il Governo impone per decreto che i cittadini e gli Enti Locali vengano espropriati di un diritto e di un bene comune com’è l’acqua per consegnarlo nelle mani dei privati e dei capitali finanziari. Ciò avviene sotto il falso pretesto di uniformare la gestione dei servizi pubblici locali alle richieste della Commissione Europa mentre non esiste nessun obbligo e le modifiche introdotte per sopprimere la gestione “in house” contrastano con i principi della giurisprudenza europea. Nonostante sia oramai sotto gli occhi di tutti che le gestioni del servizio idrico affidate in questi ultimi anni a soggetti privati, sperimentate in alcune Provincie Italiane o a livello europeo abbiano prodotto esclusivamente innalzamento delle tariffe, diminuzione degli investimenti e un aumento costante dei consumi, si continua a sostenere che mercato e privati siano sinonimi di efficienza e riduzioni dei costi.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua è sceso da subito in campo per contrastare questo provvedimento con la campagna nazionale “Salva l’Acqua” verso la quale si è registrata un’elevatissima adesione.

Ad oggi abbiamo consegnato al Presidente della Camera 45.000 firme a sostegno dell’appello che chiedeva il ritiro delle norme che privatizzano l’acqua.

Inoltre, migliaia di persone hanno manifestato il proprio dissenso e contrarietà all’Art.15 in un presidio svoltosi lo scorso 12 Novembre a Piazza Montecitorio e in varie mobilitazioni territoriali, migliaia di persone hanno inviato mail ai parlamentari per chiedere di non convertire in legge il decreto 135/09, molte personalità hanno espresso da una parte la loro indignazione e dall’altra il loro sostegno alla campagna. In questi giorni è cresciuta nella società la consapevolezza che consegnare l’acqua al mercato significa mettere a rischio la democrazia. Nonostante questa mobilitazione della società civile e degli stessi Enti locali, il Governo ha imposto il voto di fiducia e non accoglie le richieste e le preoccupazioni espresse anche molti Sindaci di amministrazioni governate da maggioranze di differenti colori politici.

Come Forum dei Movimenti per l’Acqua siamo indignati per la superficialità con cui il Governo, senza che esistessero i presupposti di urgenza, ha voluto accelerare la privatizzazione dell´acqua.

A questo punto siamo convinti che la contestazione dovrà essere ricondotta nei territori, per chiedere agli Enti Locali che si riapproprino della podestà sulla gestione dell’acqua tramite il riconoscimento dell’acqua come diritto umano e il servizio idrico integrato come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e nel contempo di sollecitare le Regioni ad attivare ricorsi di legittimità nei confronti del provvedimento.

Queste percorsi di mobilitazione sono percorribile così come dimostrano le delibere approvate dalla Giunta regionale pugliese, dalle tante delibere approvate dai consigli comunali siciliani e nel resto d’Italia, da ultimo quello di Venezia.

Il popolo dell’acqua continuerà la battaglia per la ripubblicizzazione del servizio idrico assumendo iniziative territoriali e nazionali volte a superare l’Art. 15 del decreto legge.

Come Forum dei Movimenti, chiediamo a tutta la società civile di continuare la mobilitazione e far sentire il proprio dissenso anche dopo l´approvazione dell´art. 15 attraverso mobilitazioni sui territori ed invio di messaggi a tutti i partiti, ai consiglieri comunali provinciali e regionali, ai parlamentari locali

A Sindaci ed agli eletti chiediamo di dar vita nelle rispettive istituzioni a prese di posizioni chiare che respingano la legge e di dar vita a iniziative di protesta nelle istituzioni stesse.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Il denaro pesa più dell'acqua

E’ stato uno shock per me sentire che il Senato , il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell’acqua.

Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l’articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società , mediante il rinvio a gara , entro il 31 dicembre 2010. Quella  Legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l’Italia era  in vacanza. Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il  Consiglio dei ministri  ha approvato un decreto legge (l’accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l’articolo 23 bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:

a)     L’affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata) , con capitale privato non inferiore al 40%;

b)    Cessazione degli affidamenti ‘in house’ a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011.

Questo decreto è passato in Senato  per essere trasformato in legge. Il PD , che è sempre stato piuttosto favorevole alla privatizzazione dell’acqua, ha proposto nella persona del senatore Bubbico, un emendamento-compromesso:l’acqua potrebbe essere gestita dai privati, ma la proprietà resterebbe pubblica. Questa proposta , fatta solo per salvarsi la faccia , passa con un voto bipartisan! Ma la maggioranza vota per la privatizzazione dell’acqua. L’opposizione  (PD e IDV), vota contro il decreto-legge.

E così il Senato vota la privatizzazione dell’acqua, bene supremo oggi insieme all’aria! E’ la capitolazione del potere politico ai potentati economico-finanziari. La politica è finita!E’ il trionfo del Mercato, del profitto. E’ la fine della democrazia.

”Se la Camera dei Deputati- ha detto correttamente il Forum dei movimenti dell’acqua –non ribalterà il misfatto del Senato, si sarà celebrata la delegittimazione delle Istituzioni.”

Per questo dobbiamo denunciare con forza:

– il governo Berlusconi che , con questo voto al Senato, ora privatizza tutti i rubinetti d’Italia. “Questo decreto segna un passaggio cruciale per la cultura civile del nostro paese e per la sua Costituzione- scrivono Molinari e Lembo del Contratto Mondiale dell’Acqua. I Comuni e le Regioni vengono espropriati da funzioni proprie  con un vero attentato alla democrazia.”

-il partito di opposizione , il PD, che continua a nicchiare sulla privatizzazione dell’acqua (sappiamo che il nuovo segretario Bersani è stato sempre  a favore della privatizzazione).

– ed infine tutta l’opposizione, per non aver portato un problema così grave all’attenzione dell’opinione pubblica.

Per questo rivolgiamo un appello a tutti i partiti perché ritirino questo decreto o tolgano l’acqua dal decreto.

E questo devono farlo adesso che il decreto legge passa alla discussione nella Camera dei Deputati. Si parla che il decreto potrebbe essere votato il 16 novembre.

E ai partiti di opposizione chiediamo che dichiarino ufficialmente la loro posizione tramite il loro segretario nazionale e diano mandato al partito di mobilitarsi su tutto il territorio nazionale.

E chiediamo altresì , ai partiti di opposizione di riportare in aula la Legge di iniziativa popolare che ha ottenuto nel 2007  400.000 firme ed ora dorme nella Commissione Ambiente della Camera.

Chiediamo alle Regioni di:

-impugnare la costituzionalità dell’articolo 15 del decreto Fitto-Calderoli;

-varare leggi regionali sulla gestione pubblica del servizio idrico.

Chiediamo ai Comuni di:

-Indire Consigli Comunali monotematici sull’acqua;

-dichiarare l’acqua bene di non  rilevanza economica;

-fare la scelta dell’Azienda Pubblica speciale per la gestione delle proprie acque. Questa opzione ,a detta di molti avvocati e giuristi, è possibile anche con l’attuale legislazione . Si tratta praticamente di ritornare alle vecchie municipalizzate.

Chiediamo ai sindacati di :

-pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua tramite i propri segretari nazionali;

-mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.

Chiediamo infine alla Conferenza Episcopale Italiana(CEI) di :

-proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano , come ha fatto il Papa Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in veritate dove parla “dell’accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni”(n.27);

-protestare , in nome della vita, come afferma il Papa nell’enciclica,contro la legge che privatizza l’acqua;

-chiedere alle comunità parrocchiali di organizzarsi sia per informarsi sia per fare pressione a tutti i livelli, perché l’acqua non diventi merce.

Infatti l’acqua è sacra, l’acqua è vita, l’acqua è un diritto fondamentale umano. Questo bisogna ripeterlo ancora di più, in un momento così grave in cui con il surriscaldamento del pianeta, rischiamo di perdere i ghiacciai e i nevai, e quindi buona parte delle nostre fonti idriche. E lo ripetiamo con forza alla vigilia della conferenza internazionale di Copenhagen, dove l’acqua deve essere discussa come argomento fondamentale legato al clima. Per questo chiediamo a tutti, al di là di fedi o di ideologie perché ‘sorella acqua’ , fonte della vita, venga riconosciuta da tutti come diritto fondamentale umano e  non sottoposta alla legge del mercato.

Si tratta di vita o di morte per le classi deboli dei paesi ricchi , ma soprattutto per i poveri del Sud del mondo che la pagheranno con milioni di morti per sete.

Alex  Zanotelli

Monaco di Baviera: No al nucleare ed al carbone, si all'energia rinnovabile

BERLINO – No al nucleare, no al carbone: siamo una metropoli tra le più moderne del mondo, vogliamo diventare una metropoli che usa e consuma solo energia ecologica, da fonti rinnovabili: eolica, solare, idroelettrica. La scelta è di Monaco di Baviera, la postmoderna, iperindustriale e ricchissima capitale bavarese. La quale ha deciso di approfittare del prossimo addio al nucleare per convertire a fondo la copertura del suo fabbisogno d’energia: prima, cioè dal 2015, la totalità delle utenze private, poi dieci anni più tardi, dal 2025, anche quelle industriali e commerciali dovranno ricevere dall’azienda dell’energia elettrica cittadina, la Stadtwerke Muenchen (SWM) soltanto energia ecologica.

E’ una scommessa nuova, probabilmente una novità in assoluto a livello mondiale: già esistono in Europa e altrove sulla Terra moltissimi villaggi e cittadine che usano solo energia ecologica e rinnovabile. Ma Monaco è una città di oltre un milione di abitanti nel cuore del vecchio continente, una metropoli prospera e pulsante, una locomotiva economica e finanziaria della Ue: ospita le case madri di aziende global player come Bmw o Siemens, come European Aerospace Eads o il colosso assicurativo Allianz, solo per citarne alcune.

La Baviera, si sa, è uno degli Stati più conservatori della Germania, governato dalla Csu, unione cristianosociale, partito fratello locale della Cdu di Angela Merkel. Ma nel bastione cristianoconservatore la capitale Monaco è un’eccezione: la guida da anni il popolare borgomastro (sindaco) socialdemocratico (Spd) Christian Ude, alla testa di una giunta composta dal suo partito e dai Verdi. Ed è stata la giunta a lanciare il programma di riconversione totale della produzione di energia cittadina.

SWM è l’unica azienda produttrice di elettricità a dimensione cittadina e non regionale o nazionale che in Germania sia rimasta proprietà del comune: le altre sono state privatizzate. E così SWM, di cui sono clienti il 95 per cento degli abitanti della città, negli anni del boom di Monaco, è diventata il quinto produttore tedesco di energia, dopo i colossi Eon, Enwb, Vattenfall e Rwe. Siccome la centrale nucleare di Isar 2, che attualmente fornisce il 25 per cento del fabbisogno di energia della città, verrà spenta nel 2020 nel quadro del programma tedesco di addio all’atomo civile, Monaco ha fretta.

La SWM sta investendo alla grande in progetti per la produzione di energia rinnovabile ovunque: dall’Andalusia, dove finanzia al 50 per cento un’enorme centrale solare che sarà pronta nel 2011, fino a un enorme parco eolico nel Mare del Nord. Ironia della sorte: gli investimenti sono possibili grazie agli utili realizzati ancora dalla centrale nucleare.

(12 settembre 2009)
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/ambiente/monaco-ecologica/monaco-ecologica/monaco-ecologica.html

Terra

Un brutto colpo a freddo il decreto legge approvato ieri da Consiglio dei Ministri sulle privatizzazioni dei servizi pubblici locali. Un passaggio che chiude una epoca, preso ancora una volta senza informare i cittadini e coinvolgere i Comuni.

Sono liquidati quei pochissimi margini concessi alle amministrazioni locali dalla legge del parlamento varata non più tardi dell’Agosto 2008, di mantenere la gestione in house nei servizi fondamentali come l’acqua.

La 133 art. 23 bis appunto, è stata superata e pure già rappresentava un duro colpo per la gestione pubblica, introduceva l’obbligo alla gara e l’ingresso dei privati, ma con ancora alcune possibilità di scelta da parte dei comuni, i quali, dopo essere passati sotto i controlli delle diverse autority, potevano optare per una gestione del servizio “in house”, fuori cioè dal mercato finanziario.

Si chiude così il lungo e duro scontro politico ed istituzionale sulle privatizzazioni dei servizi pubblici locali; uno scontro che va avanti dal 2002 e ha contrapposto da una parte molti enti locali e alcuni partiti e d’altra i due poli politici di centro destra e di centro sinistra uniti.

E’ l’addio alle gestioni “in house”, e cade così l’ultimo bastione di “resistenza”eretto dai comuni e dalle province. Di questo si è trattato, ora è il via alla mercificazione totale dell’acqua potabile nel nostro paese. Continua a leggere