Archivio della categoria: Fondo pensione

Fondo pensione in generale

Fondo pensione – riscatto parziale o totale

Il sito principale è  www.covip.it  mentre per il fondo pensionistico complementare delle TLC è www.fondotelemaco.it

Nel caso in cui si cambi azienda, le quote maturate vengono trasferite nel fondo pensione complementare a cui aderisce la nuova azienda (magari è lo stesso fondo pensione se ad esempio si resta nelle TLC).

In caso di licenziamento, è’ possibile riscattare parzialmente o totalmente le posizione maturate. Non mi riferisco alla richiesta di anticipazione sulle quote maturate (equivalente all’anticipo del TFR).

La semplice perdita del posto di lavoro non consente il riscatto della posizione individuale maturata presso il fondo; il D. Lgs. 252 del 2005 introduce e disciplina il riscatto parziale o totale dei fondi pensione. Prima del decreto, non era obbligatoria alcuna forma di riscatto.

In caso di dimissioni o licenziamento individuale, ha diritto a riscattare soltanto il 50% di quanto versato ( nel caso di inoccupazione per periodi compresi tra 12 e 48 mesi; il ricorso a procedure di mobilità, la cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria).

Il riscatto e il trasferimento di quote si escludono a vicenda. In altre parole, se opta per il riscatto, e trova un altro impiego con lo stesso o diverso fondo di categoria, perde la quota del 50% maturata nel precedente impiego, quota che non viene girata nel nuovo fondo.

Può ottenere il riscatto totale chi resta disoccupato più di 48 mesi, o subisce un’invalidità permanente che riduce la capacità lavorativa a meno di un terzo.

La pensione dopo Monti

Questa versione 4.0 del documento qui linkato riporta le modifiche introdotte dal Governo Monti (Decreto legislativo 201/2011 nonché legge 214/2011) e valide dal 1 gennaio 2012. Tralascio commenti, per quanto possibile, di natura politica concentrandomi sulle informazioni di carattere più tecnico-informativo (il giudizio è pessimo, comunque)

Tali info le ho tratte da diversi giornali nonché dal sito rassegna.it nonché da Il Sole 24 ore, dal sito INPS

Per non essere prolisso alcuni argomenti sono volutamente non approfonditi e sono rivolti a chi non andrà pensione a breve (diciamo non prima del 2018)

Sinteticamente

I concetti fondamentali sono: il calcolo contributivo per tutti (pensione calcolata in base a quanto effettivamente versato e non sugli ultimi anni di lavoro); la pensione di vecchiaia; la pensione anticipata; aggancio requisiti anagrafici e contributivi con la speranza di vita.

Non più pensione di vecchiaia (oltre un’età non si lavora più) ed anzianità (in pensione anticipatamente alla vecchia con specifici requisiti dette quote) ma solo vecchiaia, con la sola eccezione della pensione anticipata. Niente più finestre mobili (maturato il diritto alla pensione, bisognava attendere per un anno l’effettivo godimento della pensione).

  • Si va in pensione per raggiunti limiti d’età a 66 anni (dal 2018) o a 67 anni (dal 2021) a prescindere dal sesso e dal tipo di lavoro (dipendente/autonomo; pubblico/privato)
  • Non bastano più 40 di contributi per andare in pensione a qualsiasi età ma ce ne vorranno almeno 41 anni per le donne e 42 anni per gli uomini (con una serie di penalizzazioni se vado in pensione prima dei 63 anni).

Su http://www.balzamo.it/2012/01/05/sintesi-sulle-pensioni-dal-1-1-2012/ una sintesi audio/video della riforma Monti grazie a Il Sole 24 Ore.

Esistono diverse vie di fuga, totali o parziali alla riforma del Governo Monti, ma non le tratterò in quanto riguardono lavoratrici/tori che andranno  a breve in pensione ed il pur gusto approfondimento e completezza dell’argomento renderebbe il presente meno leggibile.
Il documento redatto
Qualora ci fossero errori o notizie non più veritiere, vi prego di segnalarmele.

Sintesi sulle pensioni dal 1-1-2012

Riporto un documento audio/video del Il Sole 24 ore sull’argomento pensioni dopo la riforma Fornero, Governo Monti.

I concetti fondamentali sono: il calcolo contributivo per tutti (pensione calcolata in base a quanto effettivamente versato e non sugli ultimi anni di lavoro); la pensione di vecchiaia; la pensione anticipata; aggancio requisiti anagrafici e contributivi con la speranza di vita.
Non più pensione di vecchiaia (oltre un’età non si lavora più) ed anzianità (in pensione anticipatamente alla vecchia con specifici requisiti dette quote) ma solo vecchiaia, con la sola eccezione della pensione anticipata. Niente più finestre mobili (maturato il diritto alla pensione, bisognava attendere per un anno l’effettivo godimento della pensione).

• Si va in pensione per raggiunti limiti d’eta a 66 anni (dal 2018) o a 67 anni (dal 2021) a prescindere dal sesso e dal tipo di lavoro (dipendente/autonomo; pubblico/privato)
• Non bastano più 40 di contributi per andare in pensione a qualsiasi età ma ce ne vorranno almeno 41 anni per le donne e 42 anni per gli uomini (con una serie di penalizzazioni se vado in pensione prima dei 63 anni).

Elezioni Telemaco: vota SLC-CGIL

Prima di formulare una doverosa risposta a Vittorio Desicato della UILCOM, ti scrivo dall’account RSU SLC-CGIL Wind Campania perchè un po sintetizza la filosofia del nostro modo di fare sindacato. Una filosofia basata sulla foza della squadra, sull’unione di noi tutti, della CGIL, che è al servizio dei suoi iscritti e non iscritti, in sinergia con ognuno di noi che da il proprio contributo propositivo, fattivo e collaborativo  alla CGIL.
Io sono Gino Balzamo,una RSU della SLC-CGIL in Wind che da  anni, insieme a tutte le RSU della SLC-CGIL si batte e si adopera per rendere migliore la vita lavorativa di noi tutti, parlando e confrontandosi quotidianamente con le lavoratrici ed i lavoratori, non lesinando  disponibilità ed attenzione.
Pur deluso da scelte politiche che da decenni hanno svilito e mortificato i pensionati, l’entità della pensione, allungato ignobilmente l’età per andare in pensione con artifizi vergognosi, ho sempre sostenuto la necessità che noi tutti pensassimo con lungimiranza al nostro futuro pensionistico e la scelta di Telemaco, di una pensione complementare, la ritengo importantissima e fondante.
Ma Telemaco necessita di persone, di referenti che si adoperino nell’interesse degli iscritti, che sia ancora più trasparente, che si batta per rendere fiscalmente ancor di più conveniente questa scelta di aderire ad una pensione complementare, che offra nuove ed ulteriori modalità di dialogo con gli iscritti, che sia più aderente a criteri di etica sociale (non investendo in aziende o beni che siano contrari all’ambiente o alimentino dittature o guerre, ad esempio).
E sono convinto che votare SLC-CGIL significhi avere un’intera organizzazione a servizio degli iscritti; un’intera organizzazione che dia supporto a me oppure a tutti i referenti, le RSU, i militanti affinchè possano aiutare ed ascoltare gli iscritti.
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Legge 122 (ricongiungimenti contributi pensionistici): lettera congiunta SLC-FILCTEM

Roma, 22 febbraio 2011
Alle strutture Filctem‐Cgil e Slc‐Cgil
Loro sedi

Oggetto: Legge 122/2010 – Fondi speciali elettrici e telefonici
Care/i compagne/i,
nel ritenere utile continuare a darvi “informazioni” in merito alla situazione legata alle modifiche apportate
dalla L. 122/2010 sui Fondi Speciali elettrici e telefonici, vi riportiamo un estratto del verbale del 17 febbraio
2011 della Commissione Lavoro della Camera, dove ancora una volta si affronta, purtroppo senza trovare
una soluzione adeguata, il problema della ricongiunzione onerosa.
A tal riguardo vi informiamo che il Gruppo del PD alla Camera ripresenterà gli emendamenti in aula anche se è un atto più formale che sostanziale in quanto al Senato, come è noto, gli emendamenti non sono risultati ammissibili e quindi esclusi dal Decreto Milleproroghe.
Grazie all’opera dei Gruppi della minoranza ma anche di parte della maggioranza, si conferma la piena consapevolezza del problema e dell’idea, da parte del Ministero, di trovare una soluzione che francamente fino ad oggi ci sembra solo una pia intenzione e null’altro. C’è da segnalare un’attività da parte delle nostre controparti nei confronti del Ministero e del Ministro di cui per il momento non abbiamo concreti riscontri. La strada della modifica legislativa per noi rimane prioritaria, fermo restando comunque, l’esigenza di mettere in piedi elementi di contenzioso ravvicinati per tutelare quei lavoratori già adesso senza diritto alla pensione.
Risulta evidente che il lavoro realizzato unitariamente sia con Flaei e Uilcem che con Fistel e Uilcom per noi
rimane un patrimonio e una garanzia per tutti i lavoratori e le lavoratrici di entrambi i settori e la strada che
continueremo a perseguire.
A tal riguardo nei prossimi giorni proporremo alle altre organizzazioni sindacali una riunione per fare il punto sulla situazione, per decidere come andare avanti e quali iniziative intraprendere.
Fraterni saluti

p. La Segreteria Nazionale di FILCTEM‐CGIL p. SLC‐CGIL Nazionale‐AREA TLC
Delia Nardone Riccardo Saccone

Comunicato del 14-2-11 su ricongiungimenti pensionistici

Relativamente alla questione dei contributi da riscattare per  chi ha versato i propri soldi per la pensione in altri fondi pensione (tipo elettrico, ma non solo) e che ora DEVE PAGARE per farli confluire con l’INPS ecco la risposta del Governo ed il relativo comunicato sindacale.

Un’autentica vergogna, un danno economico importantissimo per tanti lavoratori col Governo Berlusconi ed il suo codazzo parlamentare, quello “del fare” che ha fatto una legge (la 122/2010) e che davanti ai danni economici che essa comporta non ha fatto altro che scappare ……. forse impegnato in cose più frivole e simpatiche.

COMUNICATO SINDACALE

Durante la discussione al Senato del decreto “Milleproroghe” sono stati bocciati gli emendamenti, presentati da alcuni parlamentari, che avrebbero potuto porre rimedio

ai gravi danni provocati dalla Legge 122 alle pensioni dei lavoratori elettrici e telefonici.

A nulla è valso il lavoro profuso in questi mesi dal sindacato;a nulla sono valse le migliaia di testimonianze inviate al Parlamento dai lavoratori che, grazie a questo

provvedimento iniquo, vedono gravemente pregiudicato il loro diritto ad una pensione giusta; a nulla è servito il coinvolgimento delle organizzazioni datoriali di Confindustria

che, congiuntamente al sindacato, hanno richiesto un incontro per verificare i correttivi da apportare; a nulla è valso l’aver evidenziato come, senza le opportune

modifiche, gli effetti della Legge 122 rischiano di mettere a repentaglio importanti accordi sottoscritti a salvaguardia dei posti di lavoro (accordo Telecom italia).

Sconcertante è stato il silenzio del Governo che, in 5 mesi, non ha trovato il tempo di incontrare ufficialmente le parti sociali per affrontare il problema.

A questo punto per il Sindacato si apre la seconda fase: contrasteremo in tutti i modi, a cominciare anche dalla verifica dell’apertura di un ampio contenzioso legale, gli

effetti di questa legge, a tutela degli interessi di migliaia di lavoratrici e lavoratori che rivendicano nient’altro che il diritto ad una pensione giusta.

Le Segreterie Nazionali

Filctem-Cgil Flaei-Cisl Uilcem-Uil

Slc-Cgil Fistel-Cisl Uilcom-UIl

Roma, 14 febbraio 2011

Ricongiunzione contributi onerosa verso AGO

Vi informiamo  che il  4 febbraio, una delegazione dei sindacati nazionali elettrici e telefonici, è stata ricevuta al Ministero del lavoro.

L’incontro ha permesso di illustrare  le motivazioni  che da mesi vedono  impegnati le OO.SS.  di categoria sugli effetti negativi introdotti con la legge 122/2010.

Un incontro interlocutorio nel quale si è invitato il Ministero a seguire con attenzione le proposte di  modifica che sono state presentate con gli emendamenti nel  decreto Milleproroghe attualmente in esame al Senato.

Il punto chiave su cui è stata posta l’attenzione  da parte del Ministero del lavoro è la copertura finanziaria del provvedimento. Su nostra richiesta il Ministero si è impegnato a realizzare uno studio specifico, in tempi rapidissimi, sugli effetti economici di questi dispositivi e sulla  platea di lavoratori coinvolti.

Stante l’avvicinarsi della discussione in sede parlamentare  relativamente al decreto Milleproroghe, invitiamo tutte le strutture sindacali ad intensificare gli sforzi per dare massima visibilità alle ragioni dei lavoratori elettrici e telefonici.

Le Segreterie Nazionali

Filctem-Cgil Flaei-Cisl    Uilcem-Uil

Slc-Cgil     Fistel-Cisl    Uilcom-Uil

Roma, 7 febbraio 2011

Decreto Legge 122/2010: richiesta Sacconi

Roma, 31 gennaio  2011

Preg.mo Ministro

Maurizio Sacconi

ministero del Lavoro e Previdenza Sociale

Oggetto: Richiesta di incontro

Le Associazioni datoriali Assoelettrica e Assotelecomunicazioni-Assotel unitamente alle organizzazioni sindacali nazionali Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uilcem-Uil e Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil chiedono un incontro urgente per valutare le ricadute delle modifiche introdotte con l’entrata in vigore della Legge 122/2010 relativamente ai Fondi di previdenza Elettrico e Telefonico.

Distinti saluti.

Le Associazioni datoriali                                                         Le Segreterie nazionali

Assoelettrica –      Asstel                                     Filctem-Cgil     Flaei-Cisl             Uilcem-Uil

R. Del Vecchio – R.Nardacchione                    D. Nardone    S. Mancuso         R. Marcelli

Slc-Cgil        Fistel-Cisl         Uilcom-Uil

A. Genovesi     G. Serao         S. Ugliarolo

Fondi pensioni sostitutivi dell'AGO

Dal sito INPS riporto i vari fondi che maggiormente sono impattati da quanto descritto nell’articolo

Sono Fondi Sostitutivi i fondi per i quali le modalità di gestione del conto, rendimento e calcolo sostituiscono completamente quelle in vigore per la generalità dei lavoratori dipendenti (AGO).

A seguito dei decreti di armonizzazione e della soppressione di alcuni fondi, le norme che li regolano si sono allineate a quelle applicate nell’Assicurazione Generale Obbligatoria (vecchiaia– vecchiaia contributiva – anzianità – inabilità – assegno ordinario di invalidità – superstiti).

LAVORATORI ISCRITTI

Fondo Trasporti (ET)
Erano iscritti:

  • tutti i dipendenti di ruolo, anche se in prova, delle aziende private esercenti l’attività nell’ambito di ferrovie, tramvie, autolinee, filovie, funivie assimilabili per atto di concessione alle ferrovie e linee di navigazione interna, tenute all’applicazione del R.D. n. 148/1931;
  • il personale, effettivo o adibito in modo continuativo ai pubblici servizi di trasporto, dipendente da aziende, non tenute all’applicazione del R.D. 148/1931;
  • il personale dipendenti da Comuni, Province e Regioni esercenti direttamente in economia il pubblico servizio di trasporto che è stato iscritto al Fondo sino al 30.9.1991.

Fondo Telefonici (TT)
Erano iscritti:

  • tutti i dipendenti delle società che avevano in concessione il pubblico servizio di telefonia;
  • i dirigenti non iscritti al Fondo ex INPDAI.

Fondo Elettrici (EL)
Erano iscritti:

  • i dipendenti dell’ENEL;
  • i dipendenti di aziende private che producono, trasformano, commercializzano l’energia elettrica, con almeno 15 dipendenti.

Fondo Dazio (DZ)
Era iscritto:

  • il personale con rapporto di lavoro di natura privatistica, già dipendente dagli appaltatori delle imposte di consumo ovvero dai Comuni che conducevano in economia il relativo servizio di riscossione.

A seguito dell’abolizione delle imposte comunali di consumo il personale, dal 1.1.1973, è transitato alle dipendenze dell’Amministrazione statale istituito presso il Ministero delle Finanze ovvero è stato mantenuto in servizio presso i Comuni dai quali dipendeva. Sono rimasti iscritti al Fondo coloro che hanno optato per il mantenimento dell’iscrizione.
Fondo Volo (VL)
Sono iscritti al Fondo i lavoratori che:

  • devono svolgere servizio prevalente a bordo dell’aeromobile;
  • hanno un’età inferiore a 60 anni;
  • sono iscritti agli albi e registri dell’Ente Nazionale della Gente dell’aria;
  • sono titolari di brevetto aeronautico;
  • sono dipendenti da aziende di navigazione aerea.

LE PRESTAZIONI

Il fondo eroga tutte le prestazioni pensionistiche (vecchiaiavecchiaia contributivaanzianitàinabilitàassegno ordinario di invaliditàsuperstiti) previste dall’Assicurazione Generale Obbligatoria con gli stessi requisiti e le stesse modalità.
Erano previste pensioni concesse con norme specifiche ai singoli Fondi, alcune delle quali tuttora in vigore.
Fondo Trasporti (ET)
Eroga le seguenti prestazioni:

  • pensioni di vecchiaia, in favore del personale viaggiante;

Per tali lavoratori rimane cristallizzato il requisito dell’età di 60 anni, se uomini, e 55 anni se donne, previsto prima dell’entrata in vigore del Decreto 503/92.

  • pensione di invalidità specifica;

Gli iscritti al Fondo con rapporto di lavoro regolato dal R.D. 148/1931 possono ottenere la pensione di invalidità se:

  • è stato adottato, dall’Azienda di appartenenza, un formale provvedimento di esonero per inabilità alle mansioni della propria qualifica;
  • possono far valere almeno 10 anni di contribuzione (si deve tener conto della contribuzione versata al fondo comprensiva della contribuzione AGO successiva al 31.12.1995 ovvero della sola contribuzione AGO se assunti successivamente al 31.12.95);
  • sono riconosciuti invalidi in modo permanente ed assoluto alle funzioni proprie della qualifica di cui sono rivestiti;
  • non possono essere adibiti ad altri servizi dell’Azienda per incapacità fisica o per mancata disponibilità di posti.

Fondo Elettrici (EL) e Fondo Telefonici (TT)
Il requisito contributivo, uniformato a quello previsto dall’AGO, deve essere perfezionato esclusivamente con contributi versati nel fondo.

Fondo Volo (VL)

Prevede la concessione della pensione di anzianità con i requisiti anagrafici e contributivi ridottirispettando il requisito dei 20 anni di iscrizione al fondo o 15 anni se appartenenti alle categorie piloti o tecnici di volo.

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Ricongiungimento contributi pensionistici

Continuiamo a mobilitarci per questo spinoso ed annoso problema per coloro che hanno contributi su altri fondi pensionistici e per i quali ora il ricongiungimento verso l’INPS è oneroso, ovvero si paga.
Non è bastato l’innalzamento dell’età minima per andare in pensione (61 anni), l’impoverimento dell’importo della pensione (tanto da obbligarci a fare pensioni integrative) , ora la legge 122 del 2010 voluta da questo Governo Berlusconi (sempre più contrario agli interessi dei lavoratori), prevede il pagamento del ricongiungimento degli anni lavorati.
Riporto la lettera dei sindacati nazionali TLC sull’argomento ed indirizzata alle diverse commissioni parlamentari.

Egregi Presidenti, Onorevoli e Senatori,
il decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito con modificazioni nella legge 30 luglio 2010 n. 122 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica) ha apportato sostanziali modifiche in materia di ricongiunzione dei contributi e di trasferimento gratuito nell’assicurazione generale obbligatoria della contribuzione versata in Fondi sostitutivi o esclusivi dell’assicurazione stessa.
In particolare il comma 12 septies dell’articolo 12 della legge 122/2010 ha previsto, a decorrere dal 1 luglio 2010, l’onerosità per le lavoratrici e per i lavoratori della ricongiunzione della contribuzione versata a Fondi diversi verso l’INPS.  Tale ricongiunzione era, come si ricorderà, completamente gratuita.

Con la medesima decorrenza per i lavoratori elettrici e per i telefonici (commi 12 octies e 12 novies dell’articolo 12) è stata prevista l’onerosità del trasferimento della contribuzione dai loro Fondi all’AGO e sono state anche abrogate le norme (art.3, comma 14 del decreto legislativo 16 settembre 1996 n. 562; art.28 della legge 4 dicembre 1956 n.1450) che prevedevano per questi lavoratori la possibilità di trasferire gratuitamente all’INPS la contribuzione versata presso i Fondi.
Con decorrenza 31 luglio 2010 (data di entrata in vigore della legge 122) sono state altresì abrogate tutte le norme di legge che prevedevano la possibilità di far confluire gratuitamente nell’assicurazione generale obbligatoria la contribuzione versata a Fondi sostitutivi o esclusivi della predetta assicurazione. E’ stata abrogata la legge 322 del 1958 (costituzione della posizione assicurativa all’INPS); l’articolo 40 della legge 1646 del 1962 (personale dipendente amministrazioni statali, anche con ordinamento autonomo, personale iscritto agli Istituti di previdenza ora INPDAP, personale iscritto all’IPOST), l’articolo 124 del DPR 1092 del 1973 (dipendenti civili statali, militari in servizio permanente e continuativo), l’articolo 21, comma 4 e l’articolo 40, comma 3 della legge 958 del 1986 (carabinieri, graduati e militari di truppa, sergenti di complemento).

Le nuove disposizioni penalizzano fortemente le lavoratrici ed i lavoratori che, non potendo più avvalersi né della ricongiunzione gratuita né del trasferimento gratuito della propria posizione assicurativa presso l’AGO, per poter maturare il diritto a pensione dovranno: Continua a leggere