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Delirio datoriale sul rinnovo CCNL TLC

Ho avuto il piacere di partecipare all’ultimo giorno di trattativa che poi ha sancito la rottura sul rinnovo del contratto nazionale delle aziende di telecomunicazioni.

Contratto scaduto da un anno, con riflessi economici e normativi che si fanno sentire sia sulle aziende ma soprattutto sui lavoratori.

Il contratto non è stato rinnovato perché le aziende, specie quelle committenti ma non solo loro, hanno rifiutato l’idea di far applicare il contratto TLC a tutte le aziende con le quali lavorano. Non è un vezzo o una sciocchezza.

Uno dei gravi problemi del nostro settore  è quello che tantissime attività di lavoro sono demandate a ditte (e quindi lavoratori) che applicano contratti più vantaggiosi per le aziende (ma svantaggiosi per i lavoratori). In pratica per specularci sopra, le aziende invece che far svolgere A TE un’attività lavorativa, la demandano a fornitori o ditte esterne che spesso non inquadrano il lavoratore, o hanno minimi salariali più bassi, o norme che non li tutelano a sufficienza.

Questo non solo fa perdere lavoro  a te (gli costi troppo rispetto agli esterni), ma terrà sempre sotto scacco e sotto sfruttamento anche gli altri lavoratori. Gli unici che ci guadagnano sono le aziende.

Le aziende su questo punto sono state irremovibili e tutti gli sforzi fatti da parte sindacale per “tenere il tavolo” cioè fare in modo che non si arrivasse ad una rottura, sono stati buttati al vento.

Si chiama dumping, sfruttano i “Call Center” (ma vale anche per la Rete) che prendono sgravi, che qualcuno ha definito “da sotto scala”, che fanno offerte al ribasso (sulla nostra pelle)

Figurarsi che non avevamo ancora affrontato l’argomento rinnovo economico e la parte esternalizzazione/delocalizzazione.

Da quanto ho appreso in quella serata, la parte sindacale aveva anche mostrato disponibilità a ragionare anche su qualche “peggioramento” rispetto all’ultimo contratto, proprio con l’intento di estendere diritti a tutti, allargare le tutele

Per chi come in tanti, si aspettava anche di parlare di sicurezza, di ampliare qualche diritto, di veder riconosciuti inquadramenti professionali (ad esempio il famigerato 5S,  già presente ma mai applicato con Telecom che si è inalberata) si è sorbito chiusure, chiusure, chiusure, poi restrizioni, peggioramenti normativi, giorni di malattia non pagati, provvedimenti disciplinari più facili con lo scopo di licenziare,  utilizzare i ROL su imposizione aziendale se ci sono cali di volumi, se ci sono cali di attività oppure non pagare lo straordinario se non si raggiunge un minimo di ore di straordinario mensile.

Insomma una vera delusione, che non deve avvilirci, anzi che serva da sprone (o sprono ?) per una nuova ripresa delle agitazioni, per la prossima manifestazione che si terrà quando i sindacati chiederanno al Ministero di farsi da intermediatore affinchè le richieste dei lavoratori siano accolte.

Il comunicato delle Segreterie Nazionali

Ripresa rinnovo CCNL TLC

Il 13 dicembre 2012 (e forse anche il 14) è previsto l’ennesimo incontro inerente il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale Lavoratori (CCNL) delle TLC.
Oramai siamo ad un anno dalla scadenza, non solo con un danno per la parte economica per i lavoratori, ma anche con l’assenza di norme che tutelino i lavoratori, specie contro esternalizzazioni e delocalizzazioni, anzi con la risposte delle aziende di non voler pagare, tutti o in parte, i primi tre giorni di malattia.

Mancata erogazione del PdR: Telecom decide uno strappo grave e ingiustificato

Con la retribuzione di novembre i dipendenti Telecom hanno avuto la sorpresa di non vedere erogato l’importo del Premio di Risultato che da anni accompagnava la retribuzione di novembre e rappresentava la seconda tranche del premio.

Questo grave strappo segue quello consumatosi in giugno in cui l’azienda ha deciso di non applicare l’accordo sul premio scaduto, negando l’ultrattività dello stesso, barricandosi dietro cavilli formali per non rinnovare l’accordo stesso per poi convenire, dopo la minaccia di aprire le procedure di sciopero, di erogare una “Una Tantum” di 850 euro per tutti i lavoratori a copertura del periodo 1 gennaio – 30 giugno 2012.

L’azienda, con tali decisioni, ottiene di tagliare il valore del Premio di oltre il 60% rispetto l’anno precedente giustificandosi con la difficile situazione presente sul mercato delle telecomunicazioni.

E’ evidente che nessun dato economico relativo all’anno in corso, comunque letto, giustifica una così drastica riduzione dell’importo economico percepito dai lavoratori.

Tanto più che a fronte di una reale contrazione del fatturato si è registrata una sostanziale tenuta della marginalità, dato che esalta il contributo fornito dai lavoratori.

Appaiono, quindi, del tutto evidenti le ragioni strumentali adottate dall’azienda che mentre risparmia i soldi del mancato rinnovo del contratto nazionale di 1° livello (mancato rinnovo determinato anche dalle rigidità manifestate da Telecom) e risparmia i soldi del Premio di Risultato decide di proseguire la politica delle gratifiche unilaterali che, dietro nomi altisonanti (meritocratiche, canvass, mbo), celano unicamente un sistema che non premia la meritocrazia ma la fedeltà dei dipendenti.

La cosa grave è che i Responsabili aziendali fanno passare il messaggio tra i lavoratori che è il Sindacato a non voler trattare il P.D.R. mentre c’è un’azienda pronta ad erogare il premio. Continua a leggere

Riposo giornaliero (allattamento) anche per i papà con moglie casalinga

In pratica anche i papà la cui moglie è una casalinga possono utilizzare le due ore di allattamento (se il contratto è 40 ore settimanale) fino ad un anno di età del nascituro/a.

Estrapolo da http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=5958

Al padre lavoratore dipendente ( circ. 182/93 ):

  • quando il figlio è affidato al solo padre ;
  • in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga (anche nel caso di lavoratrice dipendente che non si può avvalere dell’astensione facoltativa perché appartenente a categorie non aventi diritto es. lavoratrice domestica e a domicilio );
  • nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente , ma lavoratrice autonoma libera professionista , ecc.( purché lavoratrice avente diritto ad un trattamento di maternità dall’Inps o da un altro Ente previdenziale);circ. 95bis/2006;
  • nel caso di madre casalinga senza eccezioni ed indipendentemente dalla sussistenza di comprovate situazioni che determinano l’oggettiva impossibilità della madre stessa di accudire il bambino circ. 118/2009
  • in caso di morte o di grave infermità della madre indipendentemente dalla sua condizione di lavoratrice o meno ( circ. 48/87 , circ 109/2000 , Circ. 8/2003 , circ. 95bis/2006 ).

Non tutti sono uguali

Non sempre è utile accomunare tutti sullo stesso piano, perchè le differenze esistono, basta guardarle.

La CISL per bocca del suo Segretario Bonanni ha dato il suo assenso al cosiddetto piano produttività e la UIL di Angeletti ci farà sapere domani lunedì. La UGL ha già firmato.

Fin qui tutto ok, normale dialettica e visione diversa degli interessi dei lavoratori, ma ascoltando la TV e radio, apprendo che Montezemolo farà la sua lista per le prossime elezioni politiche. In democrazia tutti possono farlo, ci mancherebbe anche se vorrei capire se difenderà i lavoratori o i finanzieri, se farà leggi e proposte per noi o per l’impresa.
Apprendo che appoggerà il Premier Monti anche alle elezioni del 2013 quindi anche la legge Fornero sul licenziamento, sull’art.18, sulle pensioni (ci andremo in pensione??)  e che anche Bonanni sosterrà questo progetto di Montezemolo e quindi Monti. Oh cavolo, sarà un omonimo, un cugino, un fratello, non può essere lui, il Segretario della CISL.
Vuoi vedere che Bonanni della CISL ha votato questo piano produttività solo perché lo ha fatto Monti e non nell’interesse dei lavoratori ? Magari deve farsi il suo bel spazio in questo nuovo progetto politico.

—– E’ lecito e democratico che un accordo si firmi senza il sindacato più grande numericamente ? Che magari ha il più alto numero di RSU quindi eletti votati dai lavoratori ? —
(perché UIL e CISL non vogliono far conteggiare, certificare gli iscritti sindacali in maniera ufficiale ?) **
E la mia mente va indietro, a quando la CISL e la UIL sempre capeggiate da Bonanni e da Angeletti hanno appoggiato per ben due volte il Governo Berlusconi, fidandosi di lui, facendo accordi per creare i fantomatici milioni di posti di lavoro, di fare riforme, dare incentivi dei quali nulla si è visto anzi lo sfascio italiano si è amplificato.

Sempre CISL e UIL sono i firmatari dell’accordo separato in FIAT che ha peggiorato le condizioni di lavoro di quei lavoratori e non ha prodotto un posto di lavoro in più, continuano con la cassa integrazione e non ha fatto, la FIAT, nemmeno un investimento. Creando, tra l’altro, pericolosissimi precedenti normativi che tutte le altre aziende vorrebbero perseguire, scaricando sui lavoratori la crisi e soprattutto aver estromesso il sindacato più rappresentativo dalla fabbrica.
In Wind, la SLC-CGIL (sia Italia che Campania) ha la maggioranza assoluta (oltre il 50%) delle RSU e forse anche degli iscritti (di sicuro la maggioranza relativa); potremmo firmare o meno gli accordi da soli, ad esempio ma finora non è stato così.

Io non dico “a bando” CISL e UIL, ne accomuno le RSU (almeno non tutte) a quanto fatto dai loro Segretari, però non dite che siamo tutti uguali, non vi arrabbiate quando alcuni sindacati si lamentano che non possono fare nulla se ci sono sindacati che appoggiano leggi e politici che poco o nulla hanno in condivisione con gli interessi di chi lavora.

Votare o tesserarsi CISL significa anche appoggiare le scelte di Bonanni che automaticamente ed inevitabilmente sono contrari ai nostri interessi da lavoratori; vedremo se UIL finalmente saprà respingere questo modo di fare che finora ha invece appoggiato.


Continuo a pensare ed a lottare per un sindacato INDIPENDENTE dai partiti ma non dalla politica (che è cosa diversa dei partiti) perchè deve tutelare e difendere anche gli interessi dei lavoratori e quindi il connubio sindacato-politica è benvenuto (non quello sindacato-partiti).

** In nessun paese europeo accade infatti che non si sappia bene quale sia l’efficacia giuridica di un contratto collettivo non sottoscritto da tutti i sindacati rappresentativi, che sia incerta la natura e la composizione delle rappresentanze sindacali aziendali, che appaia possibile espellere dalla rappresentanza in azienda il sindacato che dissente dal contenuto di un accordo e, pur essendo rappresentativo, non lo sigla (Luigi Mariucci).

Ringraziamenti sciopero TLC

Ricevo e pubblico volentieri la nota della SLC-CGIL in merito alla forte, decisa e numerosa adesione agli scioperi del 17 settembre e 19 ottobre 2012, inerente il rinnovo del Contratto Nazionale.

Grazie …..Grazie …..Grazie

Con immenso piacere vogliamo ringraziare le migliaia di donne e uomini, dipendenti di società di TLC, che il 17 settembre prima, e il 19 ottobre poi, hanno aderito agli scioperi di settore indetti per sollecitare il rinnovo del CCNL.

Quando a fine luglio le Segreterie Nazionali, unitamente al Comitato di Settore, proclamarono due giornate di sciopero contro l’atteggiamento di chiusura di ASSTEL, lo fecero con la consapevolezza di aver, in quel momento, chiesto ai dipendenti del settore uno sforzo straordinario.

Una decisione difficile e sofferta per un settore che sino allora aveva visto rinnovare i precedenti contratti con vertenze sicuramente impegnative ma mai così complesse.

La massiccia adesione agli scioperi diffusa in tutte le aziende di TLC, le riuscite manifestazioni  territoriali  e,  soprattutto,  la  grande  manifestazione  nazionale dello scorso 19 ottobre, hanno dimostrato che le analisi fatte dal sindacato e l’impostazione della vertenza erano giuste e, soprattutto, condivise.

E’ stata data, in questo modo, una risposta forte a quel pezzo delle controparti datoriali che riteneva le richieste sindacali sulle clausole sociali, un vezzo aristocratico del sindacato e non una legittima aspettativa di migliaia di donne e uomini che vogliono avere garanzie sul loro futuro occupazionale.

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Wind e CCNL: svolta ?

Lunedì 24 e martedì 25 due grossi ed importanti impegni sindacali e quindi che interessano noi lavoratori.
Nella mattinata di Lunedì una delegazione di RSU (Petrucci e Balzamo per la SLC-CGIL Campania-Basilicata) insieme alle Segreterie Nazionali SLC-FISTEL-UILCOM andrà al Ministero dello Sviluppo Economico per un importante incontro con l’azienda Wind in merito all’esternalizzazione di 1600 lavoratori.
Come sempre ci siamo detti, siamo contrari a questa esternalizzazione non solo per l’impatto che avrà sui 1600 (network) ma perché sarebbe la fine dell’azienda Wind, dando il via anche allo smembramento di altri settori. Continuiamo a lavorare per restare tutti dentro, anche con eventuali sacrifici economici “sopportabili”. E’ ciò che ci siamo sempre detti, in assemblea o vis-à-vis.
Nel pomeriggio è probabile che inizi il confronto nel merito tra le parti.

Sempre nel pomeriggio di lunedì 24 inizia il confronto e dunque la ripresa della trattativa sul CCNL (il contratto nazionale del settore TLC che riguarda tutte le aziende TLC) ed è già previsto che il confronto duri anche martedì 25 settembre.

Il senso di responsabilità, di equilibrio nonché di solidarietà (che poi significa anche tutelare se stessi)spero che possa guidare ognuno di noi in queste fasi che saranno certamente concitate e delicate.

Come sempre, resto a disposizione per chiarimenti o delucidazioni.

Congedo straordinario per cure lavoratore disabile

L’argomento tratta del congedo per farsi curare da parte di chi ha una disabilità. Infatti non potendo usufruire del congedo biennale retribuito da due anni perché questo è per assistere un disabile, è prevista la possibilità di questo congedo straordinario per cure.
Proverò a sintetizzare come sempre, ma come sempre sarò logorroico anche perché le fonti da cui ho prelevato le informazioni sono diverse 🙂

La normativa prevede che gli invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50% possono usufruire di un congedo per cure (art. 26 Legge n. 118/1971 – art. 10 Decreto Legislativo n. 509/1988).

Il congedo in questione:

  • non può superare i 30 giorni anche non continuativi
  • le cure devono essere collegate all’infermità invalidante ed effettuate per effettive esigenze terapeutiche e riabilitative
  • è riconducibile all’assenza per malattia (art. 2110 Codice Civile)
  • è vincolato all’autorizzazione del medico della ASL territorialmente competente.

Si precisa a fronte di diverse Interpretazioni, Interpelli e Circolari che:

  • Il congedo di trenta giorni, anche non continuativi, per cure diverse è retribuito a carico del datore di lavoro, in quanto, seppure equiparato alla condizione di malattia, non è indennizzabile da parte dell’INPS
  • Il periodo di congedo straordinario per cure diverse non è computabile, in quanto “ulteriore” nel periodo di comporto per malattia individuato dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro
  • La domanda di congedo per cure va rivolta al proprio datore di lavoro previa autorizzazione del medico della ASL di residenza, che deve certificare che le cure sono collegate all’infermità invalidante ed effettuate per effettive esigenze terapeutiche e riabilitative.

Esiste dunque, in quanto non espressamente disciplinato, la situazione in cui il datore di lavoro potrebbe non corrispondere la retribuzione per quei 30 giorni l’anno, cioè potrebbe accordare il diritto ad assentarsi per il congedo, ma non quello alla retribuzione.

In tantissime aziende questo problema certamente  ma nel caso in cui così non fosse, rivolgersi al patronato. Fare riferimento alla Sentenza di Cassazione Sez. Lav.3500/84 che conferma che i 30 giorni sono retribuiti.

Guida INCA CGIL su permessi disabili

La normativa sui R.O.L. in Wind (CCNL TLC+accordi)

Provo a ricapitolare in un unico post le informazioni contrattuali relative ai R.O.L.

Mi rendo conto  che è “un papiello” però spero di contribuire ad avere una sorta di promemoria complessivo, globale sull’argomento.

Dal contratto nazionale (CCNL) scaduto da 7 mesi (tanto per non dimenticarlo)

Articolo 26 commi 9-10-11-12  RIDUZIONE ORARIO LAVORO

9. Ferma restando la durata dell’orario di lavoro contrattuale di 40 ore settimanali, viene riconosciuta una riduzione di orario di lavoro di 72 ore in ragione di anno di servizio ed in misura proporzionale ridotta per frazione di anno. Per i lavoratori addetti a turni avvicendati, così come definiti al comma 6 che prestano la loro attività in sistemi di turnazione di 15 o più turni settimanali comprendendo il turno notturno e/o quelli di sabato e di domenica, sarà inoltre riconosciuto, a decorrere dal 1 gennaio 2004, un ulteriore permesso annuo di 8 ore, computato in ragione di anno di servizio o di frazione di esso, assorbibile fino a concorrenza dalle eventuali riduzioni definite negli accordi aziendali.

10. I lavoratori potranno fruire di detta riduzione con permessi individuali retribuiti per gruppi di ore non inferiori a 2 (superato da accordo aziendale Wind); i permessi dovranno essere fruiti di norma nel corso dell’anno di maturazione; l’azienda potrà stabilire, previo esame congiunto (non un accordo, n.d.a.) con la RSU e le rispettive OO.SS. stipulanti il presente CCNL, diverse modalità di utilizzazione delle ore di riduzione compatibilmente con le specifiche esigenze aziendali. A livello aziendale potranno essere stipulati accordi che prevedano fruizioni collettive di detti permessi.

11. La fruizione di detti permessi individuali retribuiti (come di quelli previsti per ex festività) avverrà previa richiesta da effettuarsi almeno venti giorni prima e nel rispetto di un tasso di assenza contemporanea a tale titolo non superiore al 5% dei lavoratori normalmente addetti al turno. Nel caso in cui non sia rispettato il termine di preavviso di venti giorni la fruizione dei permessi richiesti avverrà compatibilmente con le specifiche  esigenze aziendali e mediante rotazione che non implichi complessivamente assenza superiore ad un tetto compreso tra l’8,5% e l’11,5% dei  lavoratori normalmente addetti al turno (superato da accordo aziendale Wind solo in caso di malattia bambino tra 3 ed 8 anni).

12. I permessi eccezionalmente non fruiti entro l’anno di maturazione continuano a confluire, salvo diversi accordi aziendali, a decorrere dal 1° gennaio 2010, in un apposito Conto ore individuale per un ulteriore periodo di ventiquattro mesi (superato da accordo aziendale Wind), per consentirne la fruizione da parte del lavoratore secondo le modalità di preavviso ed alle condizioni indicate al precedente comma 11. Al termine di tale periodo, le eventuali ore che risultassero ancora accantonate, saranno liquidate con la retribuzione in atto nel mese di scadenza.

Da accordi aziendali WIND

Come sempre, gli accordi di II livello o integrativi o aziendali, sovrastano le norme del CCNL se sono di miglior favore.

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TLC – ancora scontro sul rinnovo CCNL

Purtroppo in linea con il comunicato precedente, ecco un ulteriore comunicato in riferimento al rinnovo del nostro contratto nazionale, dunque valido per tutti i lavoratori e le aziende del settore TLC che vi aderiscono.

Sono state avviate le procedure di raffreddamento con un settembre che a prescindere dalle condizioni climatiche si preannuncia molto bollente.

 Si invita, nel comunicato, a sospendere “tutte le trattative inerenti le riorganizzazioni aziendali”   nonché “la

definizione di percorsi formativi finanziati procedendo a non sottoscrivere accordi sulle procedure di mobilità, sul ricorso ad ammortizzatori sociali, su progetti formativi e altre intese finalizzate a incrementare efficienze aziendali

Per quanto concerne Wind noi stiamo dialogando con l’azienda proprio sull’efficientamento e la riorganizzazione per tentare (meglio essere sempre prudenti) di evitare l’esternalizzazione di 1600 colleghe/i  e dunque il messaggio di sospensione  è in antitesi con ciò che stiamo facendo con la stessa Segreteria Nazionale.

Ovviamente condivido la finalità e lo scopo di tale messaggio, cioè fare pressing su ASSTEL e che ci sono tante altre aziende che hanno ancora “più necessità di noi di un confronto sull’ottimizzazione e riorganizzazione nonché formazione” però ai lavoratori bisogna dare messaggi che non diano adito ad incomprensioni.

Il 26 luglio sarà decisa la data per lo sciopero sul rinnovo del contratto nazionale.

Rinnovare il contratto nazionale significa soldi, recupero del potere di acquisto dei beni, significa più tutele e garanzie, insomma non è un argomento sciocco o che poco impatta sulla nostra vita lavorativa, anzi è di fondamentale importanza.