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Riscatto laurea (dopo Fornero)

Avevamo già trattato l’argomento in alcuni post tra cui questo oppure quest’ultimo

Con la riforma Fornero relativa alle pensioni, qualche modifica è stata apportata anche al riscatto degli anni di laurea.

L’allungamento della vita lavorativa annunciato dalla riforma Fornero modifica lo sfondo per chi vuole riscattare gli anni di laurea.

Quando esistevano le pensioni di anzianità, era decisamente opportuno versare rate a copertura degli anni di studio, specie nel caso di neoassunti, con stipendi più bassi da cui dipendevano rate più contenute.

Infatti, secondo le vecchie normative era possibile andare in pensione dopo un determinato numero di anni, pur non avendo raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia: in quest’ottica, poter contare gli anni universitari insieme a quelli di lavoro era senza dubbio conveniente. Ora, il requisito di vecchiaia – a regime 66 anni per uomini e donne, aumentati ogni due anni in base alle statistiche sulla vita media – prevale spesso su quello contributivo: 42 anni per gli uomini e 41 per le donne, che vengono anch’essi incrementati in base all’evoluzione della vita media

Il riscatto conviene ancora se permette di accelerare i tempi del pensionamento (innalzati dalla riforma Fornero) oppure per far rientrare il contribuente nel novero di chi potrà calcolare la pensione col sistema interamente retributivo, cioè chi potrà vantare almeno 18 anni di versamento di contributi entro il 31 dicembre 1995.

Per tutti gli altri il versamento del riscatto non è di per sé inutile, ma viene ad assumere una valenza più finanziaria che previdenziale. In altri termini, il riscatto ora come ora non velocizzerà l’uscita dal mercato del lavoro, ma aumenterà l’ammontare del vitalizio.

Per chi avesse già iniziato a versare rate del riscatto, esiste la possibilità di interrompere i pagamenti, ma non quella di ottenere il rimborso delle cifre già pagate.

Alcuni esempi http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2012/01/30/pop_25chianticipachino.shtml

Un trentenne che si è laureato in corso, e ha iniziato a lavorare a ventidue, per esempio, potrà staccare tre anni e mezzo prima, a 65 anni e mezzo anziché a 69. Se invece ha cominciato a venticinque, come è più probabile, il riscatto non gli permetterà di anticipare il pensionamento. Un quarantenne e un cinquantenne potranno smettere 4 anni e sei mesi prima (sempre se hanno iniziato a lavorare subito dopo il diploma)

Le donne vogliono lavoro

La festa delle donne va vissuta al di la della retorica, del consumismo, ma come momento di riflessione per ricordare a noi tutti/e l’importanza del ruolo delle donne nella nostra società e che certamente non può limitarsi “a questa singola giornata”.

La vignetta allegata riproduce amaramente ed ironicamente una drammatica realtà in cui le donne sono i soggetti più esposti alle dure conseguenze della crisi economica, come già rilevato dall’ISTAT: la disoccupazione femminile, continua ad aumentare, raggiungendo il dato preoccupante del 9,9%.

Eppure le ragazze sono il 60,1% dei laureati, secondo i dati di Alma Laurea, e finiscono prima (40,6% in corso contro il 37% dei ragazzi) e meglio

(voto medio 104,2 contro il 101,4) i corsi di laurea.

‘Le donne vogliono Lavoro!’ perchè lavoro significa indipendenza economica e garanzia di una pari opportunità tra i sessi.

Il gap salariale tra uomo e donna  a parità di livelli occupazionali varia dal 10 al 25% aumentando con l’aumentare dei livelli di studio. Se consideriamo poi il lavoro precario le donne risultano titolari del 60% dei contratti a progetto.

La CGIL rivendica risorse per una piena occupazione femminile a partire dalle giovani generazioni, il superamento delle discriminazioni nell’accesso al lavoro e nelle retribuzioni salariali.

Superare e contrastare le differenziazioni di genere, di salario, nonché determinati atteggiamenti culturali significa festeggiare le donne, significa ricordare tutte le donne che nel passato come nel presente vivono e combattono per una società civile migliore, spesso in silenzio, senza clamori ma con determinazione e stima verso se stesse per costruire una società migliore.

RSU WIND SLC-CGIL CAMPANIA-BASILICATA

Riscatto laurea online

dal sito INPS
Nel sito Internet dell’Inps è attivo un sottosito dedicato ai riscatti di laurea, al quale possono accedere i cittadini provvisti di PIN identificativo. Una volta all’interno del minisito, è possibile ottenere: informazioni generali riguardanti il servizio; la modulistica per la domanda di riscatto relativa sia agli inoccupati che agli occupati; la visualizzazione e la stampa dei bollettini MAV; una serie di servizi integrati di supporto, tra cui la possibilità di modificare l’indirizzo di residenza e l’accesso ai servizi di pagamento diretto on-line. E’ possibile effettuare i pagamenti anche chiamando il numero verde gratuito 803.164 – utilizzando la carta di credito -, attraverso il circuito Reti Amiche oppure per mezzo del RID (autorizzazione all’addebito permanente sul conto corrente).

Vi linko la circolare che è alquanto esplicativa e dalla quale estrapolo alcune info interessanti

Si ricorda che, ai sensi della normativa vigente, possono presentare domanda di riscatto del corso legale di laurea:

i soggetti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali del Fondo stesso per i lavoratori autonomi e gli iscritti ai fondi sostitutivi ed esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti ed alla gestione di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 (art.2, comma 1, decreto legislativo 30 aprile 1997, n.184);

I soggetti non iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza che non abbiano iniziato l’attività lavorativa. In tale caso, il contributo da riscatto è  versato all’INPS in apposita evidenza contabile separata e viene rivalutato secondo le regole del sistema contributivo, con riferimento alla data della domanda. Il montante maturato è trasferito, a domanda dell’interessato, presso la gestione previdenziale nella quale sia o sia stato iscritto (art.2, comma 5 bis, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n.184)

…la lotta dei lavoratori Agile, ex Eutelia, ex Getronics, ex Bull, ex Edisontel, ex Olivetti continua…

La lotta dei Lavoratori OLIVETTI ex EUTELIA ha fatto il giro dell’Italia intera e contestualmente ha avuto un notevole rumore mediatico, anche grazie alle gesta del loro Amministratore Delegato che è balzato agli onori della cronaca per la aggressione notturna ai lavoratori che occupavano la sede di Roma.
Non voglio dilungarmi sulla storia, tristemente nota, bensì vorrei soffermarmi sulle vicissitudini della sede ex EUTELIA di Napoli dove i lavoratori non percepiscono alcun reddito da 5 mesi e da ben due mesi sono accampati strenuamente in difesa del loro diritto al lavoro, senza energia elettrica , né riscaldamento, con uno sfratto esecutivo in itinere che li porterà a breve a non avere neanche più una sede dove aggregarsi.
Tra questi colleghi ci sono ingegneri, periti , laureati in ogni tipo di discipline, diplomati, uomini e donne che stanno sopportando umiliazioni oltre il sopportabile e l’immaginabile.
Questi lavoratori organizzeranno un gazebo il giorno 17 dicembre p.v. nel Centro Direzionale di Napoli ed il 19 in P.za Trieste & Trento allo scopo di raccogliere fondi per sostenere almeno in parte il loro reddito, che ricordiamo essere totalmente assente, senza alcuna forma di ammortizzatore sociale , da oltre 5 mesi.
Sosteniamo questa loro richiesta , aiutiamo questi amici meno fortunati , andando a visitare il loro Gazebo e regalando a loro,  se non altro, il nostro sorriso e la nostra solidarietà di uomini, donne e lavoratori.

Grazie per l’aiuto che sicuramente darete

Riscatto laurea /3

Navigando su Internet, ho trovato due documenti. Il primo relativo ai contributi da riscatto ed il secondo edito dallo Studio Cavallari che riporto qui sintetizzato.

Il riscatto della laurea dal 1° gennaio 2008

La legge sul welfare n. 247/2007, in vigore dal 1° gennaio 2008, rende più interessante il riscatto della laurea ai fini della pensione. Le novità vengono di seguito schematizzate:

  PRIMA DELLA RIFORMA DOPO LA RIFORMA
DOMANDA DI RISCATTO Può essere presentata solo dopo aver versato almeno un contributo obbligatorio settimanale all’Inps Può essere presentata anche prima dell’inizio dell’attività lavorativa
PAGAMENTO RATEALE Consentito fino ad un massimo di 5 anni con la maggiorazione degli interessi al tasso legale Consentito fino a massimo di 10 anni senza interessi
EFFICACIA DEGLI ANNI D’UNIVERSITA’ RISCATTATI Non computabili ai fini dell’anzianità richiesta per la pensione contributiva Piena computabilità ai fini dell’anzianità richiesta per la pensione contributiva
BENEFICI FISCALI PER IL RISCATTO Il costo del riscatto può essere detratto solo dal reddito dell’interessato Nel caso di soggetto privo di reddito tassabile il costo del riscatto può essere detratto (nella misura del 19%)
dall’imposta dovuta dal genitore

Con alcuni esempi cercherò di illustrare le novità introdotte dalla riforma:

1) Il sig. Bianchi è un dipendente laureato (corso quadriennale, vecchio ordinamento).

Nel gennaio 2008 decide di riscattare la sua laurea.
Elementi utili per il calcolo:
* anni di studio da riscattare;
* reddito di lavoro dipendente percepito negli ultimi 12 mesi;
* Aliquota fissa 33% per lavoro dipendente.

Il sig. Bianchi negli ultimi 12 mesi ha percepito un reddito di lavoro dipendente di € 15.000.
Tenendo conto che il suo corso di studi è durato quattro anni e che l’aliquota da applicare è pari al 33%, il calcolo è subito fatto:
(15.000 x 33%) = € 4.950 costo del riscatto annuale
(4.950 x 4) = € 19.800 totale onere di riscatto

2) Il sig. Rossi, invece è un neolaureato in attesa d’occupazione (corso di laurea breve triennale).

Nel marzo 2008 decide di riscattare la sua laurea. In questo caso, non essendoci ancora reddito di riferimento, il reddito minimo di riferimento è rappresentato dal reddito minimo dei commercianti, pari a € 13.800 per il 2008.
Il calcolo è il seguente
:(13.800 x 33%) = € 4.554
(4.554 x 3) = € 13.662

Lavoratori dipendenti. Perché costa tanto il riscatto della laurea?

I lavoratori dipendenti sono soggetti all’assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (F.p.l.d.).
L’aliquota contributiva di finanziamento, è generalmente pari al 33%, di cui una parte, 9,19%, è a carico dei lavoratori dipendenti, la restante parte è a carico dei datori di lavoro.
I contributi da riscatto della laurea sono versati dall’interessato senza l’aiuto del datore di lavoro.

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Ancora sul riscatto di laurea

Come già accennato in un precedente articolo e forti anche di alcune informazioni tratte liberamente dalla rivista “Soldi e Dritti” di Altro Consumo, ritorno sull’argomento dando ulteriori precisazioni ed informazioni (almeno spero 🙂 )

Provo ad essere schematico, stilisticamente deplorevole, ma spero più chiaro.

  • Gli anni di laurea riscattati concorrono al raggiungimento dei 40 anni di lavoro necessari per andare in pensione.
  • Anche i neolaureati ch non abbiano cominciato a versare contributi, possono chiedere il riscatto.
  • Dal 1997, è possibile riscattare anche le lauree triennali ed i corsi di specializzazione post-laurea, nonchè il riscatto di più corsi di laurea.
  • La domanda può essere fatta in qualsiasi momento e non decade.
  • La somma da pagare varia a seconda della lunghezza del corso di laurea e del sistema pensionistico a cui si è sottoposto (vedi fine articolo)
  • I calcoli nel sistema retributivo sono complicati, ma a frandi linee la somma cresce in base all’età (più si è vecchi e più si paga), allo stipendio (più si guadagna più si paga) ed al sesso (le donne pagano di più). Esistono anche altri fattori Nel sistema retributivo, riscattare la laurea costa di più ma rende economicamente di più.
  • Il riscatto col sistema contributivo costa meno e la somma dovuta è calcolata in % sullo stipendio degli ultimi 12 mesi (attualmente è al 33%). Il contributo risultante deve essere rapportato alla durata del periodo da riscattare (esempio 4 anni da riscattare con uno stipendio lordo da 30000 euro, il riscatto costa 39.600 euro (il 33% di 30000 euro  * 4 anni)
  • Per il calcolo del sistema misto … è una via di mezzo tra i precedenti due.
  • Per i neolaureati che non hanno versato alcun contributo la retribuzione di riferimento è quella dei commercianti ovvero per il 2008 è  pari a 13819 euro). Una lauera di 5 anni costerebbe 22801 euro.

Il sistema pensionistico

Sono attualmente tre. Quello retributivo (vale solo per i lavoratori che nel 1995 avevano 18 anni di contributi versati e valuta gli ultimi 10 anni di lavoro); quello contributivo (calcola i contributi effettivamente versati e si applica dal 1996; in questo caso non esiste pensione di anzianità ma solo quella di vecchiaia (65 per uomini e 60 per le donne) a meno che non si siano versati 40 anni di contributi); quello misto (per i lavoratori che nel 1996 non avevano raggiunto i 18 anni di contributi)

Ancora sul riscatto di laurea /2

Come già accennato in un precedente articolo e forti anche di alcune informazioni tratte liberamente dalla rivista “Soldi e Dritti” di Altro Consumo, ritorno sull’argomento dando ulteriori precisazioni ed informazioni (almeno spero 🙂 )

Provo ad essere schematico, stilisticamente deplorevole, ma spero più chiaro.

  • Gli anni di laurea riscattati concorrono al raggiungimento dei 40 anni di lavoro necessari per andare in pensione.
  • Anche i neolaureati ch non abbiano cominciato a versare contributi, possono chiedere il riscatto.
  • Dal 1997, è possibile riscattare anche le lauree triennali ed i corsi di specializzazione post-laurea, nonchè il riscatto di più corsi di laurea.
  • La domanda può essere fatta in qualsiasi momento e non decade.
  • La somma da pagare varia a seconda della lunghezza del corso di laurea e del sistema pensionistico a cui si è sottoposto (vedi fine articolo)
  • I calcoli nel sistema retributivo sono complicati, ma a frandi linee la somma cresce in base all’età (più si è vecchi e più si paga), allo stipendio (più si guadagna più si paga) ed al sesso (le donne pagano di più). Esistono anche altri fattori Nel sistema retributivo, riscattare la laurea costa di più ma rende economicamente di più.
  • Il riscatto col sistema contributivo costa meno e la somma dovuta è calcolata in % sullo stipendio degli ultimi 12 mesi (attualmente è al 33%). Il contributo risultante deve essere rapportato alla durata del periodo da riscattare (esempio 4 anni da riscattare con uno stipendio lordo da 30000 euro, il riscatto costa 39.600 euro (il 33% di 30000 euro  * 4 anni)
  • Per il calcolo del sistema misto … è una via di mezzo tra i precedenti due.
  • Per i neolaureati che non hanno versato alcun contributo la retribuzione di riferimento è quella dei commercianti ovvero per il 2008 è  pari a 13819 euro). Una lauera di 5 anni costerebbe 22801 euro.

Il sistema pensionistico

Sono attualmente tre. Quello retributivo (vale solo per i lavoratori che nel 1995 avevano 18 anni di contributi versati e valuta gli ultimi 10 anni di lavoro); quello contributivo (calcola i contributi effettivamente versati e si applica dal 1996; in questo caso non esiste pensione di anzianità ma solo quella di vecchiaia (65 per uomini e 60 per le donne) a meno che non si siano versati 40 anni di contributi); quello misto (per i lavoratori che nel 1996 non avevano raggiunto i 18 anni di contributi)

Riscatto corsi di laurea

Per le laureate e laureati che vogliono riscattare i corsi universitari, la legge 247/2007 (protocollo  sul welfare del governo Prodi) ha introdotto alcune migliorie alla legge 184/1997.

Con la circolare 29 del 11-3-2008, l’INPS precisa quanto segue (che sintetizzo):

· Che le norme introdotte dalla circolare valgono solo per le domande dal 1 gennaio 2008 (chi ha fatto richiesta prima, la deve rifare)

· Chi avesse iniziato il pagamento rateale potrà interrompere lo stesso, ottenere l’accredito del periodo coperto dal pagamento delle rate effettuate

· Si conferma il pagamento in 120 mensilità senza interessi (è possibile estinguere il debito con meno rate comunque senza pagare interessi)

· E’ possibile che riscattino gli studi universitari anche chi non è MAI stato iscritto ad alcuna forma obbligatoria di previdenza.

Onere di riscatto (i soldi da sborsare J )

Replico “pari pari” per minimizzare errori interpretativi da parte mia

L’onere dei periodi di riscatto è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233 (nota 1), moltiplicato per l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell’assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti.

L’onere di riscatto deve essere quindi determinato sul minimale degli artigiani e commercianti vigente nell’anno di presentazione della domanda ed in base all’aliquota contributiva vigente, nel medesimo periodo, nel FPLD.

Il contributo è fiscalmente deducibile dall’interessato

Pensionamento

L’onere di riscatto di periodi che si collochino anteriormente al  1° gennaio 1996, chiesti da soggetti non iscritti ad alcuna gestione previdenziale obbligatoria, sarà comunque determinato secondo il calcolo percentuale proprio del sistema contributivo.

La valutazione del periodo a fini pensionistici sarà anch’essa di tipo contributivo ed i periodi così riscattati non daranno luogo al passaggio dal sistema contributivo a quello misto

Conseguentemente …….. anche i periodi riscattati ai sensi del comma 5bis del medesimo articolo, ancorché collocati in epoca anteriore al  1° gennaio 1996, sono utili al computo dei 40 anni di contribuzione per acquisire il diritto alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo a prescindere dal requisito anagrafico, come i periodi di studio riscattati ai sensi dell’articolo 2, comma 5, del predetto decreto.

I medesimi periodi sono utili anche al raggiungimento dei 35 anni di anzianità contributiva necessari per l’accesso a pensione

 

 

Nota 1  Il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali dovuti alle gestioni di cui al comma 1 da ciascun assicurato è fissato nella misura del minimale annuo di retribuzione che si ottiene moltiplicando per 312 il minimale giornaliero stabilito, all’1  gennaio dell’anno cui si riferiscono i contributi, per gli operai del settore artigianato e commercio dall’articolo 1 del decreto legge 29 luglio 1981, n. 402,  convertito, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, e successive modificazioni ed integrazioni

Riscatto corsi di laurea /1

Per le laureate e laureati che vogliono riscattare i corsi universitari, la legge 247/2007 (protocollo  sul welfare del governo Prodi) ha introdotto alcune migliorie alla legge 184/1997.

Con la circolare 29 del 11-3-2008, l’INPS precisa quanto segue (che sintetizzo):

· Che le norme introdotte dalla circolare valgono solo per le domande dal 1 gennaio 2008 (chi ha fatto richiesta prima, la deve rifare)

· Chi avesse iniziato il pagamento rateale potrà interrompere lo stesso, ottenere l’accredito del periodo coperto dal pagamento delle rate effettuate

· Si conferma il pagamento in 120 mensilità senza interessi (è possibile estinguere il debito con meno rate comunque senza pagare interessi)

· E’ possibile che riscattino gli studi universitari anche chi non è MAI stato iscritto ad alcuna forma obbligatoria di previdenza.

Onere di riscatto (i soldi da sborsare J )

Replico “pari pari” per minimizzare errori interpretativi da parte mia

L’onere dei periodi di riscatto è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233 (nota 1), moltiplicato per l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell’assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti.

L’onere di riscatto deve essere quindi determinato sul minimale degli artigiani e commercianti vigente nell’anno di presentazione della domanda ed in base all’aliquota contributiva vigente, nel medesimo periodo, nel FPLD.

Il contributo è fiscalmente deducibile dall’interessato

Pensionamento

L’onere di riscatto di periodi che si collochino anteriormente al  1° gennaio 1996, chiesti da soggetti non iscritti ad alcuna gestione previdenziale obbligatoria, sarà comunque determinato secondo il calcolo percentuale proprio del sistema contributivo.

La valutazione del periodo a fini pensionistici sarà anch’essa di tipo contributivo ed i periodi così riscattati non daranno luogo al passaggio dal sistema contributivo a quello misto

Conseguentemente …….. anche i periodi riscattati ai sensi del comma 5bis del medesimo articolo, ancorché collocati in epoca anteriore al  1° gennaio 1996, sono utili al computo dei 40 anni di contribuzione per acquisire il diritto alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo a prescindere dal requisito anagrafico, come i periodi di studio riscattati ai sensi dell’articolo 2, comma 5, del predetto decreto.

I medesimi periodi sono utili anche al raggiungimento dei 35 anni di anzianità contributiva necessari per l’accesso a pensione

 

 

Nota 1  Il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali dovuti alle gestioni di cui al comma 1 da ciascun assicurato è fissato nella misura del minimale annuo di retribuzione che si ottiene moltiplicando per 312 il minimale giornaliero stabilito, all’1  gennaio dell’anno cui si riferiscono i contributi, per gli operai del settore artigianato e commercio dall’articolo 1 del decreto legge 29 luglio 1981, n. 402,  convertito, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, e successive modificazioni ed integrazioni