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Elezioni Telemaco: vota SLC-CGIL

Prima di formulare una doverosa risposta a Vittorio Desicato della UILCOM, ti scrivo dall’account RSU SLC-CGIL Wind Campania perchè un po sintetizza la filosofia del nostro modo di fare sindacato. Una filosofia basata sulla foza della squadra, sull’unione di noi tutti, della CGIL, che è al servizio dei suoi iscritti e non iscritti, in sinergia con ognuno di noi che da il proprio contributo propositivo, fattivo e collaborativo  alla CGIL.
Io sono Gino Balzamo,una RSU della SLC-CGIL in Wind che da  anni, insieme a tutte le RSU della SLC-CGIL si batte e si adopera per rendere migliore la vita lavorativa di noi tutti, parlando e confrontandosi quotidianamente con le lavoratrici ed i lavoratori, non lesinando  disponibilità ed attenzione.
Pur deluso da scelte politiche che da decenni hanno svilito e mortificato i pensionati, l’entità della pensione, allungato ignobilmente l’età per andare in pensione con artifizi vergognosi, ho sempre sostenuto la necessità che noi tutti pensassimo con lungimiranza al nostro futuro pensionistico e la scelta di Telemaco, di una pensione complementare, la ritengo importantissima e fondante.
Ma Telemaco necessita di persone, di referenti che si adoperino nell’interesse degli iscritti, che sia ancora più trasparente, che si batta per rendere fiscalmente ancor di più conveniente questa scelta di aderire ad una pensione complementare, che offra nuove ed ulteriori modalità di dialogo con gli iscritti, che sia più aderente a criteri di etica sociale (non investendo in aziende o beni che siano contrari all’ambiente o alimentino dittature o guerre, ad esempio).
E sono convinto che votare SLC-CGIL significhi avere un’intera organizzazione a servizio degli iscritti; un’intera organizzazione che dia supporto a me oppure a tutti i referenti, le RSU, i militanti affinchè possano aiutare ed ascoltare gli iscritti.
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Aumentano le morti sul lavoro

Una mattina come tante; ti svegli, fai una colazione fugace, qualche chiacchiera con i familiari, la promessa di rivedersi la sera, insomma una mattina come tante. Ti avvii a lavoro, con tanti pensieri, mille impegni da mantenere, la voglia di essere presente per i tuoi familiari, i tuoi bambini, magari la partita di calcetto con gli amici.
A lavoro, avevi già segnalato quel pericolo all’azienda, alle RLS, ma nonostante la buona volontà e soprattutto alla ripetitività ed all’abitudine, non hai prestato la giusta attenzione …. ed è successo. Tutto in fumo, tutto finito.
Nel 2010, ben 1080 persone non sono rientrate a casa, in pratica 3 al giorno.

Rifletti su questo che sembra un numero ma invece significa MORTE
Dai 1050 del 2009, un incremento considerevole, assurdo …. nei periodi di crisi, la sicurezza è sempre più una chimera, perchè aziende vogliono risparmiare ed i lavoratori, sempre più sfruttati, accettano condizioni capestro. Beninteso che la troppa sicurezza, la ripetitività e l’abitudine dei lavoratori incide tantissimo sui numerosi incidenti.

Il totale dei morti sui luoghi di lavoro è di 593 , + 6,5% rispetto al 2009. Se si considerano i lavoratori morti in itinere o che lavorano sulle strade spostandosi con mezzi di trasporto propri o aziendali si arriva a contare 1080 vittime (487 vittime). Venticinquemila sono invece gli invalidi.

Le morti sui cantieri hanno superato l’agricoltura facendo registrare il 28,4% del totale delle vittime (167 morti). Il lavoro agricolo con il 28,1% (165 morti) ha fatto segnare comunque un incremento superiore al 4%. Seguono l’industria con il 12,5% del totale delle vittime (73 morti), l’autotrasporto con l’8,7% (51 morti), l’artigianato con il 4,4% (30 morti nell’installazione o manutenzione di impianti elettrici, fotovoltaici, revisione caldaie ecc.), l’Esercito italiano con l’1,9% (12 vittime di cui 11 in Afghanistan).

Tra le vittime gli stranieri sono stati il 10,1% (60 vittime) di cui il 41% romeni. Nella fascia d’età compresa tra i 19 e i 39 anni la percentuale raggiunge il 15% sul totale degli stranieri.

Ad agosto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti aveva definito la legge 81/2008 (la legge sulla sicurezza sul lavoro): <<un lusso che non ci possiamo permettere>>

Permessi lavorativi: modificato l'articolo 33 della Legge 104/1992

Da http://www.handylex.org/gun/permessi_lavorativi_modifica_legge_104.shtml

Nella seduta del 3 marzo scorso è stato approvato in via definitiva dal Senato il cosiddetto “Collegato Lavoro” che “rimbalzava” fra i due rami del Parlamento dal 2008.
Il testo (Atti del Senato 1167-B), in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, reca «Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro».
Fra le moltissime disposizioni in materia di lavoro, per alcune delle quali il Governo è delegato ad emettere propri provvedimenti, il testo contiene anche modifiche all’articolo 33 della Legge 104/1992 relativo ai permessi ai lavoratori che assistono familiari con handicap grave. Modifiche che riguardano sia i dipendenti pubblici che i dipendenti privati.
Vediamo, quindi, cosa comportano le modificazioni alla Legge 104/1992 approvate. L’effetto, a tutta prima, appare piuttosto annacquato rispetto alle intenzioni iniziali del Governo. Tuttavia, non dimentichiamo che queste nuove disposizioni saranno poi oggetto di circolari applicative ministeriali e degli istituti previdenziali.

Beneficiari dei permessi

La prima sostanziale modificazione (introdotta dall’articolo 24 della nuova legge) investe il terzo comma dell’articolo 33 – che viene sostituito – e riguarda proprio la definizione degli aventi diritto ai permessi.
In assenza di ricovero della persona con handicap grave da assistere, potranno godere dei tre giorni di permesso mensile retribuiti e coperti da contributi:
1. il genitore;
2. il coniuge;
3. il parente o l’affine entro il secondo grado (esempio, nonni, nipoti in quanto figli del figlio, fratello).
I parenti ed affini di terzo grado (esempio, zii e bisnonni) possono fruire dei permessi lavorativi solo ad una delle seguenti condizioni:
a) quando i genitori o il coniuge della persona con handicap siano deceduti mancanti; il termine “mancanti” presente nel testo di legge è ambiguo e si presta alle più diverse interpretazioni (non è residente con la persona da assistere? non è noto? c’è stata una disposizione giudiziaria? una separazione?) su cui gli istituti previdenziali avranno margine di proporre le loro interpretazioni e su cui vi saranno evidenti contenziosi.
b) quando i genitori o il coniuge della persona con handicap abbiano più di 65 anni oppure siano affetti da patologie invalidanti.

Va anche sottolineato che scompaiono dalla normativa i requisiti di assistenza esclusiva e continuativa richiesti, in precedenza, nel caso il lavoratore non fosse convivente con la persona con disabilità. L’obbligo di convivenza era stato superato dall’articolo 20, comma 1, della legge 8 marzo 2000, n. 53 a condizione, appunto, che sussistesse la continuità e l’esclusività dell’assistenza. Ma ora quel comma viene parzialmente abrogato. Pertanto, oltre a non esserci obbligo di convivenza, nessuna fonte prevede più quelle condizioni.
Chi non rientra in questa casistica e che finora ha fruito dei permessi grazie la precedente normativa, si vedrà prossimamente revocare le agevolazioni concesse. Tuttavia, chi scrive ha l’impressione che con questa modificazione (nessun requisito di continuità ed esclusività) gli aventi diritto aumenteranno anzichè – come auspicato da parte del Governo – dimunire.

Per i genitori di bambini di età inferiore ai tre anni rimangono invariate le disposizioni precedenti – due ore di permesso giornaliero o prolungamento dell’astensione facoltativa di maternità fino al terzo anno di vita del bambino – e sembra introdotta, con la formulazione diversa del comma 3, anche la possibilità di fruire dei permessi articolati in tre giorni.
Sempre a proposito di genitori, il nuovo testo precisa che entrambi possono avvalersi, alternativamente, dei permessi anche all’interno dello stesso mese. Non si tratta di una novità sostanziale, visto che questa possibilità era già ampiamente applicata operativamente.

Sede di lavoro

Il comma 5 dell’articolo 33 prevedeva che il lavoratore che assiste un familiare con handicap grave abbia diritto a scegliere, ove possibile, la sede più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso. Il primo è un interesse legittimo (peraltro molto aleatorio), ma il secondo è un vero e proprio diritto soggettivo.
Il testo approvato, opportunamente, indica come riferimento il domicilio della persona disabile da assistere, e non più quella dello stesso lavoratore.

Controlli

All’articolo 33 della Legge 104 viene aggiunto un comma che rafforza la possibilità di effettuare controlli sulle condizioni richieste per la legittima fruizione dei permessi lavorativi e ne disciplina gli effetti.
Non si tratta, ovviamente, di controlli preventivi alla concessione dei permessi, poiché questi vengono già effettuati.
Dal comma si comprende già chiaramente quello che verrà poi normato dal punto di vista amministrativo: il datore di lavoro e l’INPS possono richiedere l’effettuazione dei controlli, avvalendosi dei competenti organi della Pubblica Amministrazione (cioè non può effettuarli in proprio). I controlli saranno probabilmente volti ad appurare se l’assistenza al familiare con handicap sia effettiva nei giorni in cui si sono richiesti i permessi lavorativi, anche se questo controllo di merito diventerebbe piuttosto insostenibile avendo abrogato i requisiti di “continuità ed esclusività” dell’assistenza.
Nel caso in cui venga accertata l’insussistenza delle condizioni, il diritto ai benefici decade e si verificano i presupposti per un’azione disciplinare.

Monitoraggio, privacy e semplificazione

La nuova norma fissa l’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di trasmettere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica, una cospicua serie di dati relativi ai lavoratori che fruiscono dei permessi, al monte ore usate, al rapporto di parentela fra lavoratore e assistito.
Per questa finalità di monitoraggio, la nuova norma autorizza il Dipartimento della Funzione Pubblica al trattamento dei dati personali e sensibili, la cui conservazione non può comunque avere durata superiore a ventiquattro mesi.
Ai fini della comunicazione dei dati, le Amministrazioni Pubbliche sono autorizzate al trattamento dei relativi dati personali e sensibili e provvedono alla conservazione dei dati per un periodo non superiore a trenta giorni dalla loro comunicazione, decorsi i quali, salve specifiche esigenze amministrativo-contabili, ne curano la cancellazione.
Le operazioni rilevanti consistono nella raccolta, conservazione, elaborazione dei dati in forma elettronica e non, nonché nella comunicazione alle amministrazioni interessate.
Sono inoltre consentite la pubblicazione e la divulgazione dei dati e delle elaborazioni esclusivamente in forma anonima.
L’articolo 23 della nuova norma, infine, attribuisce al Governo la delega ad emanare specifici atti volti alla razionalizzazione semplificazionedei documenti da presentare, con particolare riferimento alle persone con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, o affette da patologie di tipo neuro-degenerativo o oncologico.

Associazioni storiche

Piuttosto singolare è l’ultimo periodo dell’ultimo comma dell’articolo 24 che appare giustapposto e non pertinente con il resto di disposizione.
Il Legislatore ricorda che rimane obbligatorio, per le ASL, l’invio degli elenchi delle persone sottoposte ad accertamenti sanitari, ad ENS, ANMIC e UIC. Questi elenchi devono contenere soltanto il nome, il cognome e l’indirizzo.
Come forse non tutti sanno, infatti, grazie a norme che risalgono al 1970/71, tutti i nominativi di chi viene sottoposto a visita di accertamento per minorazioni civili, vengono trasmessi alle Associazioni cosiddette “storiche”, anche in assenza di autorizzazione o informativa agli interessati.
Il periodo inserito in questa nuova disposizione, sembra mirato a ribadire una normativa datata e messa in discussione da alcune parti, se non addirittura disattesa da alcune ASL.

Prosegue la raccolta fondi per Eutelia

In virtù della buona adesione di tante lavoratrici e lavoratori che hanno voluto dimostrare solidarietà ai lavoratori Eutelia anche con un sostegno economico, vi informiamo che la raccolta fondi proseguirà fino a giovedì 24-12-2009 fino alle ore 16:30.

Vi invitiamo a rivolgervi ad una qualsiasi RSU presente (Bacco Pier Paolo; Beneduce Claudio; Castiello Giuseppe; Conte Paola; Cordova Vincenzo; Del Giudice Guido, Desicato Vittorio; Errico Gennaro; Flavia Autiero; Guidotti Bruno; Langella Ermenegilda; Merola Marcello; Montefusco Maurizio; Petrucci Domenico; Polidoro Gennaro; Scauta Barbara; Squeglia Giovanni; Veglia Filippo; Verdolino Marco; ) la quale consegnerà i soldi a Luigi Balzamo che, come già precisato, invierà  immediatamente quanto raccolto mediante bonifico bancario sul conto corrente indicato.

Confidiamo nella vostra solidarietà per alleviare umanamente ed economicamente questi giorni di festa per molti di noi, ma non per tutti, ma non per tante lavoratrici e lavoratori che vedono sfumare il proprio futuro.

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Le RSU Wind Campania invitano le lavoratrici ed i lavoratori ad un gesto di solidarietà nei confronti delle tante lavoratrici e lavoratori ex Eutelia che per scelte scellerate del proprio management si trovano in condizioni di estrema difficoltà.

Non ricevono lo stipendio da 5 mesi ed in molti continuano a lavorare perché non vogliono aggiungere alla difficoltà economica anche quella morale, umana, lavorativa dunque un’ulteriore mortificazione della loro persona, della loro professionalità.

Ma accanto alla solidarietà umana e lavorativa di noi lavoratrici e lavoratori Wind delle quali crediamo di essere giusti interpreti, crediamo sia utile anche aiutare economicamente questi lavoratori.

Un piccolo aiuto economico per chi non riesce ad andare avanti, a pagare l’affitto, il cibo per i propri figli, per andare a protestare.

Durante le elezioni del CRAL e fino a mercoledì 23-12-2009 ore 17:00, raccoglieremo dei soldi che bonificheremo sul conto corrente  99914525 IBAN IT-87-J07601-03400-000099914525

Intestato a Claudio Mazzaro, Pietro Paolo Romano e Luigi Castaldo

I referenti Wind per questa raccolta di soldi saranno Desicato, Petrucci e Verdolino, ovvero i 3 coordinatori delle 3 sigle sindacali che sono promotori dell’iniziativa.

Su www.eulav.net tutti i dettagli necessari

Le RSU Wind Campania-Basilicata

Aiutiamo e sosteniamo i lavoratori di Eutelia

Le RSU Wind Campania invitano le lavoratrici ed i lavoratori ad un gesto di solidarietà nei confronti delle tante lavoratrici e lavoratori ex Eutelia che per scelte scellerate del proprio management si trovano in condizioni di estrema difficoltà.

Non ricevono lo stipendio da 5 mesi ed in molti continuano a lavorare perché non vogliono aggiungere alla difficoltà economica anche quella morale, umana, lavorativa dunque un’ulteriore mortificazione della loro persona, della loro professionalità.

Ma accanto alla solidarietà umana e lavorativa di noi lavoratrici e lavoratori Wind delle quali crediamo di essere giusti interpreti, crediamo sia utile anche aiutare economicamente questi lavoratori.

Un piccolo aiuto economico per chi non riesce ad andare avanti, a pagare l’affitto, il cibo per i propri figli, per andare a protestare.

Durante le elezioni del CRAL, in un’apposita urna e fino a mercoledì 23-12-2009 ore 17:00, raccoglieremo dei soldi che bonificheremo sul conto corrente  99914525 IBAN IT-87-J07601-03400-000099914525

Intestato a Claudio Mazzaro, Pietro Paolo Romano e Luigi Castaldo

I referenti Wind per questa raccolta di soldi saranno Desicato, Petrucci e Verdolino, ovvero i 3 coordinatori delle 3 sigle sindacali che sono promotori dell’iniziativa.

Su www.eulav.net tutti i dettagli necessari

Le RSU Wind Campania-Basilicata

…la lotta dei lavoratori Agile, ex Eutelia, ex Getronics, ex Bull, ex Edisontel, ex Olivetti continua…

La lotta dei Lavoratori OLIVETTI ex EUTELIA ha fatto il giro dell’Italia intera e contestualmente ha avuto un notevole rumore mediatico, anche grazie alle gesta del loro Amministratore Delegato che è balzato agli onori della cronaca per la aggressione notturna ai lavoratori che occupavano la sede di Roma.
Non voglio dilungarmi sulla storia, tristemente nota, bensì vorrei soffermarmi sulle vicissitudini della sede ex EUTELIA di Napoli dove i lavoratori non percepiscono alcun reddito da 5 mesi e da ben due mesi sono accampati strenuamente in difesa del loro diritto al lavoro, senza energia elettrica , né riscaldamento, con uno sfratto esecutivo in itinere che li porterà a breve a non avere neanche più una sede dove aggregarsi.
Tra questi colleghi ci sono ingegneri, periti , laureati in ogni tipo di discipline, diplomati, uomini e donne che stanno sopportando umiliazioni oltre il sopportabile e l’immaginabile.
Questi lavoratori organizzeranno un gazebo il giorno 17 dicembre p.v. nel Centro Direzionale di Napoli ed il 19 in P.za Trieste & Trento allo scopo di raccogliere fondi per sostenere almeno in parte il loro reddito, che ricordiamo essere totalmente assente, senza alcuna forma di ammortizzatore sociale , da oltre 5 mesi.
Sosteniamo questa loro richiesta , aiutiamo questi amici meno fortunati , andando a visitare il loro Gazebo e regalando a loro,  se non altro, il nostro sorriso e la nostra solidarietà di uomini, donne e lavoratori.

Grazie per l’aiuto che sicuramente darete

Cgil, il futuro delle pensioni

di Morena Piccinini (da rassegna.it)

Ripristinare l’età pensionabile, modificare i criteri di calcolo dei coefficienti di trasformazione e la loro applicazione “pro-quota” a partire dal prossimo anno e non – come previsto dalla legge – retroattivamente su tutti i contributi, garantire un tasso di sostituzione delle future pensioni non inferiore al 60% dell’ultima retribuzione, anche attraverso il ricorso alla fiscalità generale. Sono queste alcune delle proposte (scarica il pdf con le proposte) presentate oggi dalla Cgil nel corso del convegno ‘Il futuro delle pensioni: più equità, più solidarietà, più sostenibilità sociale’. Una giornata di confronto sul tema che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’esponente del Pdl, Giuliano Cazzola, e del vice segretario del Pd, Enrico Letta, e dove la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini, ha sottolineato la necessita di “dare piena attuazione al protocollo sul welfare del 23 luglio 2007, votato da più di 5 milioni di lavoratori”. Pubblichiamo la relazione di Morena Piccinini

Fin dalla primavera avevamo intenzione di organizzare questa iniziativa. Abbiamo atteso tanto a lungo perché fino ad ora avevamo sperato di poterla realizzare in modo unitario, visto che buona parte delle riflessioni che proporremo sono patrimonio comune e anche buona parte delle proposte che faremo riprendono percorsi comuni. I tempi difficili che stiamo vivendo ci hanno impedito di realizzare questo obiettivo, ma dichiaro da subito che le nostre considerazioni sono a disposizione della ripresa di un possibile percorso unitario. a nostra intenzione oggi non è quella di somministrare una proposta blindata e rivendicazionista ma di proporre temi di riflessione e di discussione, ai quali cerchiamo per parte nostra di fornire anche le possibili e necessarie risposte, ma chiedendo anche il contributo di esperti e dei parlamentari oggi invitati.
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Eternit. Non uccidiamoli una seconda volta

di Stefano Corradino

Della A/H1N1, più nota come influenza suina, e che ha allarmato l’Italia ed altri paesi in questi mesi, sappiamo tutto (o quasi). Ancora non se ne conosce perfettamente l’estensione ma i suoi effetti, come quelli di molti virus conosciuti, sono immediatamente tangibili. Ci sono invece malattie le cui manifestazioni cliniche più eclatanti, spesso ineluttabili, compaiono anche dopo trent’anni. Una di queste è l'”Asbestosi”, malattia dei polmoni causata dall’inalazione di fibre di asbesto. L’asbesto, meglio conosciuto come “amianto” è una sostanza che è stata utilizzata nel secolo scorso in vari campi: l’edilizia, l’industria navale, ferroviaria, automobilistica, chimica… ed il suo uso è stato proibito in molti paesi (in Italia con la Legge n. 257/1992) perché anche un contatto minimo con le sue fibre può provocare l’insorgenza di un carcinoma.
Lo sanno bene i cittadini di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria. 35mila abitanti. 1500 morti. “Dal ’75 – dice ai microfoni di Skytg24 il signor Pierfranco, ex operaio della fabbrica Eternit – si iniziava a capire che l’amianto faceva male però c’era da lavorare. I proprietari facevano orecchie da mercante ma ora ci si è ammalati tutti. Appena senti un pizzichino nella schiena – noi che lo sappiamo com’è la faccenda – vai all’ospedale, ti dicono: mesotelioma pleurico non operabile. E sai già che è finita“.

Anni di battaglie legali. 200mila pagine di carte, 2900 parti lese, 10 parti civili.
Giovedì 10 dicembre a Torino l’amianto, e le multinazionali che lo hanno utilizzato sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini che ne hanno respirato le polveri, andranno a processo. “Si tratta – afferma il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti – del più grande processo di questa natura mai celebrato. Dietro le carte ci sono le storie di migliaia di vittime e dei loro familiari. E ci auguriamo che tutti i Tg, i Gr le grandi piazze televisive – vogliano dedicare a questa tragedia alle sue cause ai testimoni almeno lo stesso spazio dedicato al delitto di Perugia o alla autodifesa di qualche politico condannato o inquisito”. Già, perchè di questa tragedia, di queste vite spezzate in una lenta, atroce agonia, non se ne parla. E intanto nel mondo sono tuttora aperti numerosi stabilimenti che lavorano la fibra d’amianto in modo letale. “Per questo – afferma Nicola Pondrano, segretario della Camera del lavoro di Casale ed ex operaio – il nostro processo serve a porre le condizioni per iniziare una battaglia globale nel vero senso del termine.

Vogliamo fare in modo che paesi come il Canada la smettano di essere i più grandi esportatori al mondo di questo materiale e che potenze grandi ed emergenti come Cina e India non lo lavorino più, affinché quello che è successo in Europa, a Casale, non avvenga più nel mondo”.

Nell’intera Unione Europea il 10 dicembre è stata organizzata una mobilitazione globale. Lo stesso giorno in cui, 61 anni fa, veniva adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che sancisce agli articoli 23 e 25 “il diritto a soddisfacenti condizioni di lavoro”, “il diritto alla salute e alla sicurezza in caso di malattia…”

Oggi le fabbriche Eternit sono chiuse. Lo sono dal 1986, eppure gli esperti di mortalità per amianto affermano che la malattia, nei luoghi dell’esposizione, raggiungerà il suo apice nel 2020. Dopo 30 anni di latenza.

Al processo di Torino non sarà svelata la cura contro l'”Asbestosi”, i familiari non potranno rivedere i loro cari deceduti se non nei documenti e nelle foto che attestano la terribile morte. Nessuna sentenza, per quanto giusta, potrà risarcirli. Ma un giusto processo (che qualcuno, vergognosamente, vorrebbe “breve” anche per le morti sul lavoro) e una giusta attenzione di giornali e televisioni servirebbero almeno a non vederli uccisi per la seconda volta.

http://www.articolo21.org/299/notizia/non-uccidiamoli-una-seconda-volta.html

Mezzogiorno: 150mila in piazza con la Cgil

Oltre 150mila persone hanno sfilato oggi nelle strade di sette città di altrettante regioni del Sud in occasione dell’iniziativa promossa dalla Cgil “Lavoro, Sviluppo, Legalità al Mezzogiorno per dare futuro all’Italia”. Una giornata di lotta del Sud che ha visto coinvolte sette regioni, con manifestazioni a Bari, Campobasso, Chieti, Cosenza, Messina, Napoli e Potenza, e che ha avuto come obiettivo quello di porre al centro il Mezzogiorno. Una parte del paese che il governo deve assumere come questione nazionale – da qui il gemellaggio che ogni manifestazione ha costruito con le regioni del Nord.

Epicentro simbolico della giornata la manifestazione di Messina che ha visto la presenza del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, il quale, di fronte ai trentamila scesi in piazza, ha sintetizzato il senso della giornata di oggi e dell’impegno della Cgil. “Il governo deve cambiare rotta con politiche credibili, per il bene non solo del Sud, ma di tutto il Paese”, ha detto Epifani nello spiegare la scelta di Messina come “simbolo della mancanza di attenzione verso il Mezzogiorno e le esigenze di un territorio in difficoltà”.

Ma manifestazioni, con la straordinaria presenza di giovani, lavoratori e pensionati, si sono svolte in tutte le regioni del Sud: a Bari erano in 40mila dove, con la segretaria confederale, Vera Lamonica, la Cgil ha ricordato il giovane Benedetto Petrone ucciso il 28 novembre 1977 da una aggressione di militanti di destra. Anche a Cosenza erano in 40mila con ill segretario confederale, Fulvio Fammoni. A Napoli, invece, 30mila hanno sfilato con la segretaria confederale, Susanna Camusso, mentre il comizio è stato aperto da una poesia di Raffaele Viviani dedicata alle morti bianche. Forte la partecipazione anche a Campobasso, con la segretaria confederale, Nicoletta Rocchi, e a Potenza, con il segretario confederale, Fabrizio Solari. A Chieti in circa 3mila persone hanno messo al centro, con la segretaria confederale, Paola Agnello Modica, i riflessi del terremoto sul tessuto economico.

(da Rassegna.it)

Epifani: pronti per lo sciopero generale

Da Rassegna.it
“Cisl e Uil hanno fatto sapere che se il governo non farà la riduzione fiscale sui redditi da lavoro, sono pronte allo sciopero generale. Noi chiediamo a Cisl e Uil come giudicano le misure del governo nella finanziaria. E dopo questo, noi ribadiamo che la Cgil è pronta e sarà in prima fila per uno sciopero generale sul fisco”. Questo uno dei passaggi dell’intervento del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha cominciato a parlare alle 17, a Roma, davanti a una Piazza del Popolo ormai strapiena per la manifestazione del 14 novembre. Il segretario ha ribadito tutte le critiche della Cgil all’azione del governo “che – unico nel panorama europeo – non sta facendo nulla contro una delle crisi economiche più gravi dal 1929”.

Il leader del sindacato ha ringraziato “la straordinaria piazza, che ci consentirà di essere visti, le ragioni, perché nessuno possa far finta di nulla. In un momento in cui la Cgil è sottoposta a innumerevoli attacchi. Quello di oggi è un sabato del lavoro e per il lavoro, una protesta, un grido, che chiede a tutti. Vedere per intero la faccia di questa crisi, anche se può dar fastidio. “C’è una parte del paese che sta sempre peggio e che prova rabbia quando sente dire che il peggio è passato. Ma per chi è passato? Chi investe nella Borsa, aumenta del 100%, se la cavano le banche, (tanti risparmi, pochi impieghi), stanno sempre meglio gli speculatori, che hanno originato la crisi e hanno fatto pagare i suoi costi ai più deboli”.

Ma certo la crisi non è passata per i lavoratori, i precari, i pensionati. E’ in arrivo la parte peggiore. E’ una valanga. In un anno 570 mila posti, 300 mila impiegati precari che sono stati. La valanga sta ancora arrivando. Non solo cassa integrazione, ma mobilità, licenziamenti, precari che vanno a casa senza coperture.
“Stiamo esagerando?”, si è chiesto retoricamente Epifani durante il suo intervento. “La Confindustria ammette che la crisi è più difficile. Piccole e piccolissime imprese che chiudono. Poi c’è la Bce: preoccupatevi di lavoro e occupazione. La crisi la vediamo nel territorio. Il Pil crolla. .Siamo tornati al 2003. Al primo trimestre, sei anni fa. Siamo tornati indietro e molto. Per risalire ci vorrano sei o sette anni. C’è anche un segno nuovo che non va sottovalutato: troppi imprenditori stanno facendo i furbi. Licenziano. Non va bene. Per questo abbiamo bisogno che l’informazione torni a parlare della crisi”.

Rivolto ai giornalisti, il segretario ha detto: “Occupatevi della crisi. Soprattutto di quello che succede nel Mezzogiorno. Quanto è importante anche per il lavoro una informazione autonoma. Nell’interesse della verità e del cittadino, non piegata a quel gruppo piuttosto che ad un altro. Tutti i lavoratori dicono: meno male che c’è la Cgil. Ci chiedono: non isolateci nei nostri luoghi di lavoro. Fateci stare insieme, perché solo così c’è la forza. Per questo abbiamo voluto questa manifestazione. Il mondo del lavoro non ha paura e non è sfiduciato”.
La storia di Agile (ex Eutelia) è la dimostrazione della drammaticità della crisi. Questa forma di pressione sui lavoratori appartiene a quello che c’era una volta in Sudamerica. Non si rispettano i diritti e la dignità dei lavoratori. Il compagno che viene dal Marocco che lavora nei campi. Persone sfruttate dai caporali, condizioni di vita indegne. Mi indignano due cose:nessuno quasi ne parla. Un governo fortissimo con i più deboli, ma assente quando si tratta di colpire coloro che hanno di più.
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