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Sulla situazione politica ed economica italiana

Articolo scritto via email da Giovanni Ricciardiello

L’uscita della Fiat dalla Confindustria era indubbiamente prevedibile che venisse presa da esempio da tutte le grandi aziende come mezzo per divincolarsi dai vincoli derivati dal CNL di pertinenza.
Sono sicuro che l’episodio della Fiat, gravissimo per la perdita dei diritti sindacali, non sia stato preso con il giusto peso.

I responsabili? La mancata mobilitazione delle sigle CISL e UIL e soprattutto dei politici: BERSANI, VENDOLA e chiunque si spaccia di sinistra.
Quelli di destra? Certo che hanno colpa, ma non come quelli di sinistra: si sa, loro (dx) fanno interessi delle aziende e non dei lavoratori.

La nostra attuale crisi economica non è un momento transitorio come vogliono farci credere, ma il nostro nuovo status economico.

Per cambiare davvero è necessario apportare i seguenti cambiamenti:
1a) Controllo fiscale – con la piattaforma informatica unica, a cui tutti gli enti statali (Regioni, Ufficio delle imposte, uffici catastali, CNR..) si collegano, il controllo può risultare sicuramente rapido ed immediato;
1b) Controllo del lavoro – gli ispettori del lavoro nella funzione civile non ha portato a nessun risultato, spostiamo l’attività ai militari (finanza, carabinieri)
1c) Controllo del territorio – eliminazione del corpo dei vigili urbani

2) Lavoro – gestito dal collocamento costituito da tre settori: Formazione, Selezione e Analisi degli andamenti economici dei settori merceologici. Nei primi due settori dovranno esserci solo Psicologi e Sociologi che costituendo dei moduli formativi (personalizzabile per ogni settore merceologico)riescono a formare e selezionare il personale che sarebbe impiegabile solo attraverso la trattativa tra: collocamento, azienda e lavoratore. Il terzo settore, costituito da soli matematici, prevederebbero l’abbassamento o l’innalzamento di produzione di alcuni settori merceologici. In caso di crisi, i lavoratori a cui il contratto sarebbe a rischio sarebbero richiamati nuovamente nel flusso di formazione e selezione. Per il ciclo di formazione e selezione il lavoratore avrebbe il sostentamento del collocamento.

3) Elezioni politiche – la nomina diretta dei candidati al parlamento

Solo così si può cambiare l’Italia, altrimenti, “governarla sarebbe inutile”.

Per il cambiamento è necessario mandare a casa chi non ha cambiato fino adesso il sistema o chi non ha rinunciato al vitalizio politico o al finanziamento ai partiti: Berlusconi, Bersani, Casini, Prodi.

Esternalizzazione Wind – Relazione assemblea

La mia relazione sulla situazione relativa all’esternalizzazione dei 1600 lavoratori Network di Wind, dopo l’incontro al Mi.s.e.del 24-9-2012

Per inciso, quest’assemblea, ha l’importante compito di dare il mandato a noi RSU di poter iniziare a trattare con l’azienda e dunque non è assolutamente questa l’assemblea dove si decide se accettare o meno quanto proposto dall’azienda.

Penso e ripenso a il tutto sia iniziato quasi un anno e mezzo fa.
Vi ricordate gli scioperi ? Vi ricordate i soldi persi durante la procedura di raffreddamento ? Vi ricordate le tensioni, le preoccupazioni perché pensavamo di essere un’azienda spezzatino ?

Come in quei mesi, non vi chiedo solidarietà per i 1600 che dovrebbero essere cacciati, ma di badare al vostro interesse, di pensare che se va via la Rete, allora il processo di smembramento di Wind è iniziato e nessuno potrà più fermarlo.

Le trattative sindacali di questi ultimi anni oramai sono solo cassa integrazione, mobilità, esternalizzazioni, esodi ed esuberi. Oggi abbiamo la possibilità di poter invertire la ruota, di essere artefici e protagonisti del nostro futuro, non solo col nostro lavoro quotidiano, ma anche nel dettare un nuovo modello, dove i lavoratori decidono di investire nel proprio lavoro, di dare credito alla propria azienda.
Grazie all’abnegazione di noi tutti, lavoratrici e lavoratori, unitamente al cambio del management aziendale, siamo riusciti ad ottenere l’importante dichiarazione di ritiro dell’esternalizzazione previo accordo tra azienda e sindacato.

——- SIGNIFICATO CONCRETO DELL’ESTERNALIZZAZIONE —-
Non voglio elencare alcuni difficili realtà che riguardano il nostro settore, ma probabilmente dobbiamo ben capire cosa significare essere esternalizzato, ovvero espulso dalla propria azienda come un reietto, spesso senza specifiche colpe, senza poter dire la propria, elemosinando il mantenimento di condizioni di miglior favore nel passaggio tra le aziende, come se fossimo dei pacchi e spesso nemmeno gli accordi sono rispettati (vedi i lavoratori della rete ex-Vodafone esternalizzati quasi un anno fa con la proposta di ENSI-Ericcson all’incentivo all’esodo, alla minaccia della cassa integrazione).

La stessa Ericcson (ENSI) che Il 18 luglio 2012 sfruttando la legge 223/91 ha chiesto la mobilità quindi il successivo e prossimo licenziamento di 374 lavoratori.
Per non citare le condizioni di lavoro che spesso in queste aziende sono pessime (ne parlavo in questi giorni con alcuni colleghi ex Sirti)

Nokia-Siemens-Network ha dichiarato 445 esuberi su 1110 persone
Alcatel Lucent – Dopo aver annunciato 490 esuberi, l’azienda ha deciso, grazie alle pressioni del sindacato, di ridurre il numero a 245 su un totale di 2.100 addetti.
Sirti1.000 esuberi dichiarati con ricorso alla cassaintegrazione
Telecom ha esternalizzato Call Center, IT e sfrutta gli esuberi in rete
Vodafone ha esternalizzato Rete e Call Center
Fastweb ha esternalizzato Rete e Call Center
H3G in pratica ha solo la parte commerciale, esternalizzando la Rete (760 lavoratori) in ENSI
Wind ha esternalizzato un Call Center, ha delocalizzato in Italia ed all’estero, ha svuotato IT
ENSI/Ericcson è l’emblema delle esternalizzazioni. Nel 2005 prende i lavoratori H3G, poi inizia a mandare in Romania il centro di supervisione.

Nel 2009 (dopo 4 anni) piano esuberi per 300 persone poi divenute 160.
Nel 2009 erano 6500 dipendenti, ora dopo 3 anni sono 5000.
E dopo aver acquisito i 335 lavoratori rete ex-Vodafone, ecco i 374 posti in mobilità.
In ambito Customer vogliamo ricordare la ancora più triste vicenda dei colleghi Wind ceduti in Omnia Network ?

Oppure i 133 colleghi Vodafone esternalizzzati in Comdata dei quali 33 di essi hanno vinto una causa di reintegro in azienda e che per ripicca l’azienda stessa ha messo in mobilità 33 dipendenti per “esubero strutturale”

Per rispondere alla diminuzione dei costi e fare fronte al mercato, la risposta delle aziende è stata esternalizzare. I lavoratori ci hanno perso in stabilità lavorativa, economicamente ed in migliori condizioni di lavoro.

Possiamo invertire la rotta, possiamo essere artefici e protagonisti del nostro futuro, possiamo creare un nuovo modo per rispondere alla crisi economica , perché un lavoratore senza lavoro si chiama DISOCCUPATO.
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La normativa sui R.O.L. in Wind (CCNL TLC+accordi)

Provo a ricapitolare in un unico post le informazioni contrattuali relative ai R.O.L.

Mi rendo conto  che è “un papiello” però spero di contribuire ad avere una sorta di promemoria complessivo, globale sull’argomento.

Dal contratto nazionale (CCNL) scaduto da 7 mesi (tanto per non dimenticarlo)

Articolo 26 commi 9-10-11-12  RIDUZIONE ORARIO LAVORO

9. Ferma restando la durata dell’orario di lavoro contrattuale di 40 ore settimanali, viene riconosciuta una riduzione di orario di lavoro di 72 ore in ragione di anno di servizio ed in misura proporzionale ridotta per frazione di anno. Per i lavoratori addetti a turni avvicendati, così come definiti al comma 6 che prestano la loro attività in sistemi di turnazione di 15 o più turni settimanali comprendendo il turno notturno e/o quelli di sabato e di domenica, sarà inoltre riconosciuto, a decorrere dal 1 gennaio 2004, un ulteriore permesso annuo di 8 ore, computato in ragione di anno di servizio o di frazione di esso, assorbibile fino a concorrenza dalle eventuali riduzioni definite negli accordi aziendali.

10. I lavoratori potranno fruire di detta riduzione con permessi individuali retribuiti per gruppi di ore non inferiori a 2 (superato da accordo aziendale Wind); i permessi dovranno essere fruiti di norma nel corso dell’anno di maturazione; l’azienda potrà stabilire, previo esame congiunto (non un accordo, n.d.a.) con la RSU e le rispettive OO.SS. stipulanti il presente CCNL, diverse modalità di utilizzazione delle ore di riduzione compatibilmente con le specifiche esigenze aziendali. A livello aziendale potranno essere stipulati accordi che prevedano fruizioni collettive di detti permessi.

11. La fruizione di detti permessi individuali retribuiti (come di quelli previsti per ex festività) avverrà previa richiesta da effettuarsi almeno venti giorni prima e nel rispetto di un tasso di assenza contemporanea a tale titolo non superiore al 5% dei lavoratori normalmente addetti al turno. Nel caso in cui non sia rispettato il termine di preavviso di venti giorni la fruizione dei permessi richiesti avverrà compatibilmente con le specifiche  esigenze aziendali e mediante rotazione che non implichi complessivamente assenza superiore ad un tetto compreso tra l’8,5% e l’11,5% dei  lavoratori normalmente addetti al turno (superato da accordo aziendale Wind solo in caso di malattia bambino tra 3 ed 8 anni).

12. I permessi eccezionalmente non fruiti entro l’anno di maturazione continuano a confluire, salvo diversi accordi aziendali, a decorrere dal 1° gennaio 2010, in un apposito Conto ore individuale per un ulteriore periodo di ventiquattro mesi (superato da accordo aziendale Wind), per consentirne la fruizione da parte del lavoratore secondo le modalità di preavviso ed alle condizioni indicate al precedente comma 11. Al termine di tale periodo, le eventuali ore che risultassero ancora accantonate, saranno liquidate con la retribuzione in atto nel mese di scadenza.

Da accordi aziendali WIND

Come sempre, gli accordi di II livello o integrativi o aziendali, sovrastano le norme del CCNL se sono di miglior favore.

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Contratto TLC: è rottura

Riporto il comunicato del Comitato di Settore dopo la riunione del 22-6-2012 e che ha confermato le profonde divisioni tra le controparti.

E’ necessario che ora i lavoratori facciano sentire la propria voce, che difendano i propri diritti e che facciano capire alle controparti che non è delocalizzando o esternalizzando o, peggio, impoverendo i lavoratori economicamente o dal punto di vista delle tutele che miglioreranno la propria condizione di azienda, anzi.
Ed il Governo deve fare la sua parte, non difendendo se stesso (questo è un governo che spalleggia i più forti, composto da cosiddetti tecnici che appartengono al mondo imprenditoriale e datoriale) ma i cittadini, i lavoratori.

Documento Conclusivo
Comitato di Settore Unitario delle Telecomunicazioni

Il giorno 22 giugno 2012 si è riunito il Comitato di Settore unitario delle Telecomunicazioni di Slc Cgil, Fistel Cisl e  Uilcom Uil per analizzare lo stato della trattativa per il rinnovo del contratto di settore scaduto lo scorso 31 dicembre 2011.

Il Comitato di Settore approva la relazione introduttiva e le conclusioni assumendo i contributi emersi durante il dibattito.

In particolare, il Comitato di Settore esprime forte preoccupazione per lo scenario determinatosi e ribadisce la necessità di realizzare una svolta nel negoziato per raggiungere, in tempi brevi, il rinnovo del contratto.
Va respinta l’idea di produrre una rottura dell’assetto contrattuale, nell’idea che relegare il settore dei Customer in un contratto più povero possa consentire risparmi economici alle aziende committenti. Tale visione, miope e anacronistica finalizzata a “balcanizzare” il settore dei customer, va respinta con forza rilanciando il valore del contratto unico quale strumento di regolazione dei processi produttivi ed elemento anti dumping nella competizione commerciale.

E’ evidente, infatti, che la definizione di due contratti determinerebbe le condizioni per produrre forti processi di disgregazione delle imprese di telecomunicazioni nella ricerca spasmodica del contenimento dei costi.
Appare incomprensibile, a sei mesi dalla scadenza, che non si sia ancora definito l’accordo di rinnovo, lasciando decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori senza il doveroso recupero del potere di acquisto delle retribuzioni in un momento in cui la crisi economica richiederebbe nuovo slancio ai consumi interni.
Il Comitato di Settore impegna le Segreterie Nazionali e la delegazione trattante a realizzare un accordo di rinnovo basato sui contenuti della piattaforma e che comprenda, ineludibilmente, i seguenti aspetti principali:

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Le RSU SLC-FISTEL-UILCOM Lombardia sull'art.18

L’aspetto positivo è che tutte le RSU, delle 3 sigle confederali, chiedono di riaprire il confronto su pensioni e riforma del lavoro.

SLC CGIL Sindacato lavoratori Comunicazione
FISTEL CISL Federazione Informazione Spettacolo Telecomunicazioni
UILCOM UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione
RSU Telecom Italia Lombardia

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Ordine del Giorno

Il giorno 23 Marzo si è svolto in Milano presso la Camera del Lavoro, l’attivo delle RSU e delle strutture territoriali SLC-FISTEL-UILCOM per la presentazione della bozza di piattaforma del contratto di secondo livello di Telecom Italia Spa.
Pur se convocato con un ordine del giorno specifico l’incontro ha necessariamente affrontato la questione più generale oggi al centro del confronto sociale, ovvero l’iniziativa Governativa unilaterale di riforma del mercato del lavoro, accompagnata dall’intenzione di cancellare sostanzialmente le tutele previste dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Alla luce anche dell’ennesimo pesante processo di ristrutturazione, e del combinato congiunto dell’innalzamento dell’età pensionabile e della modifica degli ammortizzatori sociali, la RSU di Telecom Italia della Lombardia di SLC-FISTEL-UILCOM chiede l’intervento sul governo al fine di riaprire il confronto su pensioni e mercato del lavoro e soprattutto ripristinare il reintegro per i licenziamenti illegittimi e senza giusta causa.

Milano, 23 marzo 2012

le Segreterie e le RSU Telecom Italia
SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL LOMBARDIA

Il Documento in PDF

Il punto sul CCNL TLC

Il 31 dicembre 2011 è scaduto il contratto nazionale TLC che oramai dura tre anni (sia la validità normativa che economica). Un ultimo incontro si è tenuto lo scorso 31 gennaio 2012 e provo a sintetizzarvene l’esito.

Diciamo che soprattutto sulla parte economica le posizioni sono distanti, col solito pianto delle aziende che hanno rapidamente dimenticato quando e quanto incassavano  a ritmo vertiginoso (fino a qualche mese fa), evidenziando difficoltà, paventando uscite dal CCNL (vedete Marchionne come destabilizza ed impoverisce anche fuori dal settore auto?) non comprendendo, le aziende, che qualità, professionalità, efficienza si trovano nelle aziende che rispettano il CCNL.

Beninteso che i dati forniti da ASSTEL erano vecchi, del 2010 con qualche dato parziale dei primi 9 mesi 2011 (e se questa è efficienza ed organizzazione, allora io sono Napoleone)

Per trasparenza linko il documento ASSTEL (l’associazione delle aziende TLC), dove LORO presentano lo scenario del settore relativamente agli ultimi anni trascorsi facendo anche una previsione futura; ASSTEL  evidenzia la diminuzione dei ricavi nel 2010,  la diminuzione degli addetti, un’ulteriore e significativa contrazione del mercato prevista nel 2011-2016, le lamentele per i costi legati all’asta sulla rete di quarta generazione, gli investimenti calati.

Il segretario nazionale SLC-CGIL E. Miceli ha chiesto ad ASSTEL di unirsi alle pressioni che i sindacati stanno facendo alla Pubblica Amministrazione ed alle Imprese per incrementare i servizi TLC, perché bisogna lavorare non solo per i clienti di fascia bassa, ma ampliando ai grandi clienti.

Quando si è trattato di incassare, prosegue Miceli, le aziende hanno incassato, ora vogliono solo le mani libere normativamente (precarietà nascosta dietro la flessibilità; nessuna clausola sociale specie contro le delocalizzazioni e le esternalizzazioni) e non riconoscerci economicamente quanto dovuto, quanto appropriato. Infatti Miceli ha però fatto presente che pochi anni fa il settore TLC cresceva del 12-13%, mentre i salari dei lavoratori non hanno avuto tale incremento, invitando ASSTEL ad effettuare le analisi in un più ampio arco temporale.

Perla SLC-CGIL le richieste presenti in piattaforma relativamente alle clausole sociali rivestono carattere di urgenza e di necessità e per quanto riguarda la richiesta d’incremento salariale, Miceli ha detto che non aggiungeva nulla in quanto nella piattaforma c’è stato un errore di stampa “ abbiamo chiesto poco”

Riporto un’estrema sintesi della nostra proposta di rinnovo del CCNL TLC.

La piattaforma ruota fondamentalmente intorno a 4 assi:

  1. una richiesta economica complessiva in linea con l’esigenza di tutelare potere di acquisto, ampliare le tutele previdenziali, incrementare le maggiorazioni connesse a strumenti di flessibilità contrattata (140 euro di richiesta di aumenti al 5° livello, aumento al 2% dei contributi a carico azienda per la previdenza integrativa, aumento delle maggiorazioni per lavoro supplementare e flessibilità tempestiva);
  2. l’introduzione nel CCNL delle clausole sociali, nell’ottica di contrastare concorrenza sleale e di tutelare la buona occupazione lungo l’intera filiera delle telecomunicazioni (call center, appalti telefonici, aziende informatiche), con un di più di attenzione ad arrestare il preoccupante fenomeno delle delocalizzazioni all’estero di attività con lavorazioni di dati sensibili del cliente;
  3. un intervento, in linea con il precedente rinnovo, sulle professionalità; intervento finalizzato ad accompagnare la stessa evoluzione tecnologica ed organizzativa delle aziende di TLC, sempre più diversificate nei servizi offerti alla clientela;
  4. una corretta manutenzione dei testi normativi alla luce dell’esperienza maturata in questi anni e alla luce delle novità legislative positive riguardanti certificati medici, apprendistato, ecc.”.

Sintesi bozza CCNL TLC 2012-2014

Il link per la piattaforma è questo

Premessa

1)     Proposta unitaria in sintonia con la tradizione del settore e soprattutto nell’interesse delle lavoratrici e lavoratori.

2)     Il rinnovo del CCNL si riferisce a tutte le aziende del settore, committenti, outsourcer, appalti, insomma tutta la filiera e quindi deve parlare e rivolgersi ad aziende che hanno situazioni economiche diverse, complesse, talvolta contrastanti.

3)     La piattaforma proposta è emendabile, auspichiamo i suggerimenti di tutte/i per poi presentarla in sede di confronto nazionale sindacale e poi con le aziende (ASSTEL). Il limite dell’approvazione e del varo successivo è slittato ad inizio ottobre.

Scenario

Il settore dell’ICT presenti da alcuni anni una continua riduzione dei ricavi e una compressione dei margini.  Tale flessione ha impattato in modo negativo il resto della filiera TLC. La crisi economica si è fatta dunque sentire ma nel settore TLC ha creato comunque meno problemi, “il sistema tiene” e la ripresa, pur lenta, è in atto.

Si assiste a una lieve  riduzione del numero degli addetti interni alle aziende di TLC a fronte di una crescita degli addetti in Outsourcing.  In generale sembra molto ridotta la capacità di creare nuova occupazione.  Questa situazione sta comportando una riduzione del peso del settore sul PIL.

In Italia, l’assenza di una politica industriale regolamentata ed incentivante gli investimenti in innovazione ha creato grossi contraccolpi ed il settore ha visto però, in questi tre anni, contrarsi sia l’occupazione che la massa salariale complessiva in misura molto più che proporzionale rispetto al fatturato e questo si è registrato lungo l’intera filiera delle TLC (operatori con licenza, appalti informatici e impiantistici, call center). Pesano a livello occupazionale il mancato decollo degli investimenti sulla NGN, pesano i limiti di un sistema regolamentare farraginoso con un alto tasso di “contenzioso” tra gli stessi operatori e, sugli appalti/subappalti, pesa una costante politica di “deregulation” con gare al massimo ribasso, dumping, delocalizzazioni, deresponsabilizzazione dei grandi committenti.

Ci vogliono regole per dare equilibrio al settore e soprattutto ai lavoratori, dando garanzie ai più deboli.

Clausole sociali, garanzie nonché WELFARE

Il CCNL deve essere elemento centrale dando certezze ed uniformità di trattamento economico per tutti i lavoratori in tutto il territorio nazionale, per fronteggiare la forte competizione tra aziende che non diventi concorrenza selvaggia e sleale.

Ribadiamo la richiesta alle nostre controparti di farsi carico di forme di responsabilità in capo al committente per garantire la continuità occupazionale in caso di grave crisi o fallimento degli outsourcer e delle imprese a cui sono stati conferiti rami d’azienda, assegnando la commessa (con l’obbligo di assunzione dei lavoratori impiegati) ad un altro outsourcer operante nel medesimo territorio.

Introduzione di TABELLE di COSTO MEDIO per ORARIO LAVORO in base a livelli di specializzazione richiesti per fronteggiare concorrenza sleale, differenze di costi di gara troppo grandi.

Contrastiamo le delocalizzazioni mediante la garanzia alla privacy e della conservazione su territorio nazionale dei dati dei nostri clienti.

Aumento al 2% del contributo delle aziende per chi è iscritto a Telemaco e versa la quota mensile volontaria.

Prevedere che la modalità di adesione al Fondo Sanitario di Settore, per quei lavoratori che non abbiano nessun’altra copertura aziendale integrativa, sia automatica e basata sul meccanismo del silenzio/assenso.

Va resa effettivamente esigibile la trasformazione dei contratti da full-time in part-time con totale fruibilità delle richieste dei lavoratori in quelle aziende che applicano ammortizzatori sociali.

Rafforzamento dell’art. 22 del CCNL con l’inserimento della fattispecie del “telelavoro mobile o mobile working”, estendendo diritti e tutele minime e omogenee (verifica del rispetto dell’orario di lavoro, verifica delle prestazioni straordinarie, riconoscimento dei tempi di percorrenza e spostamento, ecc.) e demandando al livello di contrattazione aziendale

INQUADRAMENTO e PROFESSIONALITA’

Senza giri di parole, anche i riconoscimenti professionali sono salario per i lavoratori nonché un costo per le aziende ma che a fronte dell’alta professionalità dei lavoratori, richiesta per l’alta innovazione tecnologica e per fornire servizi eccellenti, è doverosa.

Introduciamo il passaggio automatico dopo 24 mesi per 3°à 4° e 36 mesi per 4° à 5°

Ampliare le figure professionali da passare al 5°S: specialista attività tecniche di rete ed operatore specialistico di customer care fermo restante gli accordi già presenti in azienda.

Si aggiungono al supporto specialistico, Progettista/Realizzatore di rete; Programmatore esperto; Supervisor attività di caring;

Distinguendo tra personale 6° operativo che necessita di uno specifico riconoscimento e personale 6° e 7° che svolge attività di coordinamento e – accettato il principio – demandare alla contrattazione aziendale la più chiara identificazione delle aree operative e delle aree di coordinamento.

Per la figura del Quadro, in virtù del riconoscimento alla categoria dei Quadri di un ruolo di responsabilità Civile e Penale derivante dalle mansioni svolte, si richiede la rivalutazione economica della “indennità di funzione” ferma dal 2000 (pari ad euro 98,13).

ASPETTI ECONOMICI e SALARIALI

Modifica dell’art.56 del CCNL affinché il contratto di II livello sia esigibile. I soldi del II° livello non compensano né escludono il I° livello nazionale.

IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato su base europea)

La proposta è di 140 euro ben superiore al valore dell’IPCA in virtù del buon andamento del settore. Il precedente rinnovo era pari a 129 euro.

Che gli aumenti non siano assorbibili dall’azienda (come è accaduto in Ericsson).

Che l’Elemento di Garanzia Retributiva (II° livello do ve non c’è) sia esigibile

La concorrenza sleale NON SI REGOLAMENTA, ma SI COMBATTE

Il comunicato denota l’atteggiamento di qualche sigla sindacale sulle modalità e le intenzioni di rinnovare i contratti nazionali ovvero preparandone qualcuno alternativo e per molti versi bizzarro, anzi sicuramente peggiorativo dal punto di vista economico, ma soprattutto dei diritti, con moltissime deroghe.
Anche se la società in questione ha il CCNL Commercio, svolge attività del tutto similare a quelle di tanti call center che hanno contratto TLC.
Riflettiamo non solo su queste modalità di contratto (il nostro scade quest’anno) ma anche sulla fiducia da dare a certe sigle sindacali oramai schiacciate su posizioni che ledono i diritti dei lavoratori.

Il testo del comunicato della Segreteria Nazionale SLC-CGIL
Desta forte preoccupazione e sconcerto l’accordo aziendale firmato dalla Fistel Cisl Nazionale e la società FESTA SrL, call center del gruppo Snai con sedi a Roma e Lucca. Sconcerto perché si tratta di un vero e proprio contratto “alternativo” al CCNL vigente che introduce importanti deroghe ed oggettivi peggioramenti delle condizioni di lavoro.

La FESTA SrL è un call center che svolge attività prevalentemente outbound ed applica il contratto del commercio. Con questo accordo si fanno uscire i lavoratori dal perimetro del CCNL del commercio e si costruisce per loro un impianto “nuovo”. Nuovo tra virgolette perché viene riproposto il vecchio schema tanto caro ad una parte di Assocontact, ovvero quello di un contratto che prevede come salario un fisso ed una parte variabile legata alla produttività, il tutto “condito” da una serie di deroghe una peggiore dell’altra.
Come le ore di supplementare per le quali è previsto che il 50% del consentito non venga pagato mentre per il restante viene stabilita una maggiorazione del 5%! O l’introduzione di una flessibilità oraria esasperata. O gli scatti di anzianità, calcolati su base triennale e non più biennale e più bassi rispetto a quanto previsto dal CCNL TLC ( un operatore 3° livello con CCNL TLC prende 23.24 € ogni due anni; un operatore 3° livello con contratto FESTA/FISTEL prende € 20 € ogni tre anni!). Un monte permessi retribuiti annui pari a sole 50 ore per contratto full time. Per non parlare della parte relativa alla retribuzione, dove sono stati stabiliti, per la parte fissa, minimi che vanno al di sotto di quelli oggi previsti per un operatore di call center con contratto TLC. O dei criteri di valutazione della qualità e quantità della parte variabile.
Qui gli estensori dell’accordo hanno dato il meglio di se stessi. Con un tratto di penna viene, di fatto, superato l’articolo 4 della Legge 300 (che non a caso non viene mai menzionata, parlando invece di astratti “diritti fondamentali dei lavoratori”) arrivando a prevedere un sistema di monitoraggio della produttività individuale che definire “invasivo” è un complimento. Vengono monitorati i rapporti fra ore programmate, ore effettivamente prestate, contatti utili, contatti andati a buon fine, la “resa mensile” (testuale) dei singoli. Altro che controllo individuale!! Siamo al “Grande Fratello”. Così come per la qualità della prestazione, dove semplicemente si contempla la registrazione delle telefonate ed il loro ascolto (presumiamo di tutta la telefonata, non già della sola transazione commerciale come prescrive puntualmente l’ AGCOM).
Insomma un piccolo accordo in una piccola azienda che rischia di scardinare completamente quanto fatto unitariamente sino ad oggi nel settore dei call center. Ulteriore forte perplessità suscita la scelta di affidare la sanità integrativa alla FASI (il Fondo di assistenza sanitaria integrativa dei dirigenti).
In questo modo si sancisce, di fatto, la volontà di tenere fuori dal perimetro TLC una parte del mondo dei call center, finendo per indebolire quella conquista importantissima che è stata l’istituzione di Assicassa, ovvero la sanità di settore per il mondo delle Telecomunicazioni.
Quindi con una mano la Fistel Cisl lavora per uno schema inclusivo che vede nel CCNL TLC lo strumento di tutela dei diritti e di gestione del welfare di tutti, lavoratori dei call center compresi sottoscrivendo piattaforme unitarie; con l’altra mette le basi per frazionare nuovamente quel mondo, prevedendo forme di welfare alternative ed inconciliabili con Assicassa, contro il CCNL e favorendo dumping e concorrenza sleale!

Tutto questo mentre, a fatica, proviamo a gestire, anche insieme alla Fistel Cisl, le tante crisi che in queste settimane si susseguono in questo settore proprio a causa del dumping e della deregolamentazione risorgente : i licenziamenti di massa di Teleperformance, le difficoltà di Almaviva e di ECARE. Tutto questo a pochi giorni dalla presentazione della piattaforma unitaria per il rilancio del settore dei call center. Piattaforma nella quale tutti insieme, Fistel Cisl compresa, proviamo a rafforzare il mondo degli outsourcer partendo proprio dal rispetto delle regole, dall’osservanza del CCNL contro le cattive pratiche che alimentano il dumping salariale e dei diritti. Piattaforma talmente sentita da tutti che, a sua difesa, verranno chiamati i lavoratori alla mobilitazione! (anche quelli iscritti alla Fistel-Cisl).
Siamo francamente sbalorditi da una simile incoerenza! Non potendo ritenere, anche valutando l’esperienza indubbia di chi questo ”accordo aziendale” l’ha firmato per conto della Fistel Cisl Nazionale, che ne sia stata sottovalutata la portata ed il potenziale effetto deregolamentatore, ci chiediamo a questo punto quale sia il fine di tutto questo.
Lo chiediamo soprattutto alle centinaia di iscritte ed iscritti alla Fistel Cisl che, quotidianamente, combattono con forza insieme a noi la battaglia per la buona occupazione e la difesa del CCNL delle Telecomunicazioni.

Chiediamo loro se hanno capito che, domani, la prossima crisi aziendale potrebbe essere causata proprio dalla “appetibilità” di un accordo come quello sottoscritto in Faste dalla Fistel Cisl Nazionale rispetto alle tutele presenti nel vigente CCNL!!!
Noi pensiamo che, in questo momento, anche il solo proporre un accordo del genere indebolisca molto i lavoratori e mini fortemente l’azione unitaria di contenimento della crisi del settore e rafforzamento del CCNL TLC (suggeriamo a tutti di rileggere attentamente il punto 4 della Piattaforma unitaria per i call center e valutarne la compatibilità con l’accordo aziendale FESTA). Non si combatte il fenomeno delle delocalizzazioni offrendo un modello che, di fatto, accondiscende alla spinta ribassista che anima il fenomeno stesso. A noi hanno sempre insegnato che il lavoro si prova a tenerlo in Italia lavorando per l’innalzamento del livello dei diritti dei lavoratori dei paesi dove si delocalizza, non abbassando quello dei lavoratori italiani; cercando di vincolare tutte le parti in causa al rispetto delle regole e non, una volta costatato che uno degli “attori” non vuole rispettare i patti, offrire modelli alternativi che, di fatto, assecondano la tendenza alla contrazione dei diritti. Alla vigilia del rinnovo del CCNL delle TLC ci chiediamo, e chiediamo sopratutto alla FISTEL-CISL, che tipo di messaggio stia mandando: è veramente volontà di tutti rafforzare le tutele esistenti rendendo il CCNL un contratto veramente inclusivo di tutta la filiera delle TLC?
E’ per questi motivi che continueremo a combattere le scorciatoie, le illegalità e le deroghe da qualunque parte arrivino. Già nelle prossime ore metteremo in campo tutte le azioni legali per contrastare le conseguenze di questo sciagurato accordo ed avvieremo una massiccia campagna di informazione in tutti i posti di lavoro, a cominciare da quei call center dove siamo chiamati, insieme alla Fistel Cisl, ad arginare gli effetti dirompenti del ritorno alla illegalità, al dumping ed alla deregolamentazione.
P.S.: Sapendo che ci potrebbe essere obiettato che si tratta di un accordo limitato alla sola attività outbound svolta con contratti a progetto, precisiamo subito che: la società Festa SrL lo sta proponendo “spintaneamente” a tutti i propri profili indipendentemente dalla tipologia di contratto e dalla mansione; chi accetta ( anche se con un contratto a tempo indeterminato) deve licenziarsi ed essere riassunto con il nuovo accordo, firmando una transazione direttamente nelle sedi degli uffici vertenze Cisl; chi non accetta viene trasferito dalla sede di Roma a quella di Lucca dove al momento non verrà applicato questo contratto aziendale (lo sanno questo alla Fistel Cisl?!); che presto questo “prodigio della modernità” arriverà anche nel perimetro del CCNL delle TLC dal momento che responsabili dell’azienda consorella FASTE SrL (società dove trova applicazione il CCNL delle TLC) hanno già annunciato alla SLC-CGIL che intenderanno “proporre” anche ai loro lavoratori il passaggio al nuovo contratto aziendale.

Nota su riunione del Coordinamento RSU SLC Wind

Roma, 11 Aprile 2011

COMUNICATO SINDACALE

Nota agli iscritti e ai lavoratori sulla riunione del Coordinamento RSU SLC Wind

Il giorno 07 Aprile, a Roma, si sono incontrate la Segreteria Nazionale di SLC-CGIL, le Segreterie territoriali ed il Coordinamento Nazionale delle RSU SLC di Wind. Come è abitudine della CGIL sintetizziamo i principali punti emersi e ne diamo comunicazione agli iscritti e ai lavoratori al fine di valorizzare la pratica partecipativa che da sempre ci caratterizza.
L’appuntamento aveva l’obiettivo di fare un’analisi sulle diverse vertenze aperte con l’azienda e di predisporre un piano di iniziative e proposte per migliorare la condizione delle lavoratrici e lavoratori di Wind, sviluppando al massimo la partecipazione delle RSU di SLC-CGIL anche in vista del prossimo rinnovo contrattuale e dell’imminente sciopero generale CGIL, proclamato per il 6 maggio.
Sciopero generale che, per il settore delle TLC, sarà di 8 ore e su cui tutti saranno chiamati alla massima mobilitazione per ottenere una riforma fiscale che aumenti il salario reale di lavoratori e pensionati e contro le politiche del Governo. Il Governo sul mercato del lavoro e sui diritti pensionistici (si veda per tutte lo slittamento delle finestre e la riforma della ricongiunzione onerosa per i dipendenti ex fondo telefonici) sta infatti colpendo diritti e tutele conquistati nel passato dalle lotte dei lavoratori.
La delegazione Rsu ha posto una serie di elementi di riflessione sul ruolo del Coordinamento rispetto ad un maggiore impegno anche al fine di perseguire un maggiore coinvolgimento della base dei lavoratori.
La Segreteria Nazionale e il Coordinamento di SLC-CGIL giudicano infatti negativamente i tentativi sistematici dell’azienda di scavalcare le RSU puntando ad una sostituzione della contrattazione collettiva, tramite policy sempre più invasive. Si inviterà per tanto l’azienda ad un maggior rapporto con le RSU, rispettandone funzione e ruolo.
Così come l’azienda deve dare seguito reale ai lavori delle commissioni paritetiche: mentre alcune funzionano (come quella sul controllo a distanza) altre non sono mai state realmente valorizzate; come quella sull’inquadramento e la formazione e come quella per le pari opportunità.
Al riguardo si chiede all’azienda una immediata convocazione delle stesse, verificandone il mandato e analizzando gli obiettivi raggiunti o meno.

Contratti di settore ed Aziendale
In vista del rinnovo del contratto di secondo livello, che molto probabilmente avverrà in concomitanza con quello di settore, si conviene di mettere in atto un percorso di analisi dei punti aperti e non attuati nello scorso rinnovo di secondo livello Wind, con l’obiettivo di predisporre, attraverso un gruppo di lavoro allargato, una bozza da sottoporre a Fistel e Uilcom prima della discussione della piattaforma definitiva.

Piano Industriale WIND
E’ ormai necessario e non più rinviabile, anche alla luce della modifica dell’assetto societario Wind a favore di Vimpelcom, una verifica delle strategie industriali del gruppo in funzione degli obiettivi di investimento della nuova proprietà sugli asset strategici (Rete, IT ,Custmer.).
L’ appuntamento con l’azienda è fissato in linea di massima per il 29/04/11.
In quella sede come SLC-CGIL chiederemo tutte le garanzie industriali e occupazionali rispetto agli asset strategici dell’azienda: a partire dalla manutenzione e sviluppo della rete fino alla valorizzazione dei customer interni.

Vertenze aperte:
Sulla questione mensa l’adozione unilaterale del ticket in alcuni territori ha di fatto rappresentato una forzatura, anche perché all’inizio la posizione aziendale sul mantenimento o meno delle mense non è stata chiara: come SLC-CGIL chiediamo ufficialmente all’azienda di convocare un incontro al fine di definire con un accordo che le mense attualmente impattate (Milano, Ivrea, Roma) rimarranno aperte e che il valore del ticket deve garantire sempre un pasto completo.
Sulla Policy auto la commissione paritetica non è riuscita a trovare una posizione condivisa al suo interno: la posizione SLC-CGIL è nettamente contraria all’imposizione della franchigia, attraverso lo strumento della policy come principio, in quanto l’onere del rischio di impresa rimane in capo all’Azienda, mentre l’onere del corretto uso dello strumento di lavoro, come già stabilito dalla legge , è in capo al prestatore d’opera.
Trattandosi di una policy, l’unica strada per avversarla è quella legale che potrà essere messa in atto solo all’accertamento dell’avvenuta violazione del diritto con il palesamento del danno. L’azienda deve quindi sapere che in caso di danno materiale al singolo lavoratore, le RSU e le strutture territoriali di SLC-CGIL saranno a disposizione per la tutela in tutte le sedi. Ulteriori dettagli saranno comunicati dai membri di commissione.

Cessione di Libero, ITNET, WIS
Per effetto del cambio societario per il portale LIBERO è stata avviata la procedura di legge per la cessione al gruppo Orascom. Il giorno 12 Aprile le Segreterie Nazionali unitamente alle RSU interessate si incontreranno con l’Azienda al fine di contrattare i termini della cessione, secondo punti e paletti già definiti con le RSU dei siti interessati. A seguire saranno effettuate le Assemblee di mandato con i lavoratori interessati per valutare il percorso negoziale e l’eventuale sottoscrizione o meno di un’intesa.

Fondo Sanitario
I membri del direttivo tecnico del fondo hanno informato il Coordinamento nazionale delle RSU SLC-CGIL dell’imminente avvio di una fase sperimentale dell’adozione di centri multifunzione convenzionati nei centri principali (Roma ,Milano,Napoli,Ivrea,Palermo).
La sperimentazione avrà una durata di due anni , sarà su base volontaria del lavoratore e interesserà solo le prestazioni odontoiatriche (con esclusione di alcune prestazioni complesse per cui rimarrà il rapporto diretto con il proprio medico di fiducia). Le convenzioni saranno decise dopo un bando aperto a diversi soggetti, in piena trasparenza. Ed in ogni caso all’interno dei nuovi servizi del Fondo, come SLC-CGIL, siamo impegnati a migliorare i massimali per la maternità e affinché il Fondo si faccia carico dei familiari disoccupati.
In merito alle convenzioni il lavoratore che aderirà alla sperimentazione non avrà più i limiti di spesa imposti nell’attuale regime e potrà effettuare le prestazioni senza anticipare l’esborso. Tuttavia sarà cura del comitato tecnico valutare eventuali richieste di roll back.
Perplessità sono state avanzate dal coordinamento RSU circa la scelta di una struttura convenzionata in relazione al rapporto fiduciario con il proprio dentista oltre alla convenienza di tale modalità per i lavoratori non residenti nel comune dove ubicato il centro convenzionato, anche se evidenti sono i passi avanti compiuti in sede di confronto rispetto alla proposta iniziale dell’azienda.
I membri del comitato daranno gli opportuni avanzamenti dei dati della sperimentazione e delle modalità di adesione.

La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL e il Coordinamento Nazionale

Wind Retail: comunicato sindacale

Roma, 21 Febbraio 2011

COMUNICATO

WIND RETAIL: 28 FEBBRAIO INCONTRO NAZIONALE
LE RICHIESTE DI SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

Il giorno 28 Febbraio 2011 si terrà a Roma un incontro tra le Segreterie Nazionali e territoriali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL ed i rappresentanti dei negozi Wind (Wind Retail), al fine di definire un percorso chiaro e puntuale per affrontare i tanti diversi problemi aperti.
A differenza di altre organizzazioni, come Sindacato confederale è nostra abitudine costruire una piattaforma che affronti tutti i problemi principali della lavoratrici e lavoratori di Wind Retail, provando con la contrattazione ad ottenere risultati concreti.
Ad altri lasciamo volentieri la propaganda, a noi fare il sindacato e difendere concretamente diritti e tutele!
In particolare, Wind Retail deve:
• darsi un’organizzazione tale da garantire il rispetto integrale del CCNL in tutte le sue parti, a partire dal corretto  utilizzo degli istituti delle ferie, dei Rol, dei permessi;
• dare stabilità occupazionale ai tanti part-time che operano nei negozi, spesso con situazioni a limite della legalità.

Occorre, pur nelle necessarie flessibilità che un esercizio di vendita e assistenza deve avere, stabilire regole chiare e valide per tutti, dando certezza occupazionale e salariale, al fine di investire su una maggiore qualità e formazione degli addetti;
• affrontare diverse questioni di organizzazione del lavoro che mettono a rischio gli stessi lavoratori (dal maneggiare e trasferire denaro dentro o fuori l’orario di lavoro, con assicurazioni certe a tutela dell’azienda e dei lavoratori), fino a regolare con tempi certi i cambi attività o i trasferimenti momentanei all’interno delle diverse aree urbane, ecc.
Questi come primi punti per “normalizzare” l’azienda, sapendo che poi in sede di contrattazione nazionale di 2° livello dovremmo costruire con la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori una piattaforma rivendicativa per gli anni 2011-2014, dandoci un coordinamento, definendo le unità produttive, ecc.
Sarà nostra cura tenere informati le lavoratrici e lavoratori subito dopo il primo incontro.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL