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L'azienda WIND muta

I dati economici di Wind nel 2012 sono in chiaroscuro, con relativi buoni risultati ma che registrano anche dati negativi. Il mercato è complicato, il settore soffre di mancanza di investimenti nonchè di regole certe.

Alcuni brevi dati per capire che il fatturato 2012 scende del 2,6%, che l’EBITDA 2012 cala del 2,7%. L’ARPU del mobile cresce e quello del fisso cala.

Vorrei riflettere su altri aspetti.
In un settore TLC dove Vodafone licenzia, come comunicato in una riunione con i sindacati del 6-3-2013,  ben 700 persone  a cui si aggiungono gli esternalizzati di Rete ed, ancora più in passato, del CC (in Comdata), Telecom prepara altri 5500 esuberi, Almaviva con centinaia di esuberi, ecc ecc il nostro accordo di ottobre 2012  continua ad essere un punto di riferimento. In molti, tra dipendenti ed RSU Vodafone, auspicano un accordo stile Wind.

Sia chiaro …. L’accordo di ottobre 2012 è costato e costa soldi, sacrifici e meno potere di acquisto per le lavoratrici ed i lavoratori, ma è servito per darci garanzie e tutele  occupazionali, serve per fare investimenti per crescere. Esserci mossi in anticipo con lo scopo di difendere il lavoro e quindi i lavoratori ci consente di affrontare questo difficile 2013 preparandoci adeguatamente ai cambiamenti.

Come riportato nel link sui risultati aziendali e nel Bilancio Wind 2012, i risparmi di costi operativi determinati dall’accordo ammontano a 40-45 milioni così come essere ricorsi ad un unico fornitore in luogo dei tanti fornitori, ha consentito un risparmio di altri 40 milioni nel 2013.

Aver sottoscritto (col voto dei lavoratori) un accordo che per certi versi è un passo indietro rispetto al passato, ma che ci consente di mantenere il lavoro nonché il salario (sono state ridotte le prestazioni accessorie, ma il fondoschiena brucia lo stesso) e fare investimenti, significa scommettere sul futuro, su noi stessi e che le analisi fatte ed a voi descritte in passato (declino dei conti Wind causa crisi mercato), sono purtroppo veritiere.

L’azienda sta mutando. Il settore commerciale si riorganizza, sostando anche professionalità qualificate ad altre mansioni, chiudendo canali di vendita non per mancanza di risultati ma per ridurre i costi e per cambio di strategia.
Anche il customer si riorganizza, per ridurre costi, efficientando i processi, con l’obiettivo di internalizzare attività, provando a superare la divisione mobile-fisso, ecc.
Anche la BU Corporate ha difficoltà, dove ci sono tantissimi clienti che “non generano soldi”, dove poco più di 300 clienti/aziende generano la quasi totalità delle entrate economiche e con spese per cliente che superano le entrate per cliente.
Un esempio recente è la soppressione L del CD&A che si occupava della gestione clientela Corporate (Provisioning ed Assurance) le cui funzionalità sono state accorpate in strutture organizzative già presenti.

Questi cambiamenti generano apprensione, tensione ma sono il sintomo che questo accordo si sposta dalla carta alla pratica, che pure gli ottimi risultati conseguiti in questi anni grazie al nostro lavoro, non ci consentono di rilassarci e godercene i frutti viste le condizioni economiche italiane.

E’ necessario tutelare i nostri diritti, dal diritto al lavoro a quelli legislativi e contrattuali; è fondamentale che questo accordo diventi pratica non per servilismo aziendale, ma perché se i sacrifici economici, professionali e produttivi che stiamo già facendo  non si dovessero concretizzare in un miglioramento dei conti economici aziendali, correremo il rischio “di perdere sia Filippo che il panaro”.

—- Andamento del DEBITOo ——
Debito aziendale 2011 = 9346 milioni di euro
Debito aziendale 2012 = 9151 milioni di euro

—- EBITDA ——
EBITDA 2010 = 2130  milioni di euro
EBITDA 2011 = 2120  milioni di euro
EBITDA 2012 = 2063  milioni di euro
(il valore del 2013 sarà importante per conseguire il Premio di Risultato)

—- Gli ultimi risultati di Esercizio ——
Risultato esercizio di gruppo 2008 = 385 milioni di euro
Risultato esercizio di gruppo 2009 = 308 milioni di euro
Risultato esercizio di gruppo 2010 = 252 milioni di euro
Risultato esercizio di gruppo 2011 = 154 milioni di euro
Risultato esercizio di gruppo 2012 = 124 milioni di euro

Wind sta mutando (risultati economici e non solo)

I dati economici di Wind nel 2012 sono in chiaroscuro, con relativi buoni risultati ma che registrano anche dati negativi.
Il mercato è complicato, il settore soffre di mancanza di investimenti nonchè di regole certe.
Alcuni brevi dati per capire che il fatturato 2012 scende del 2,6%, che l’EBITDA (fondamentale per il calcolo del nostro prossimo Premio di Risultato) cala del 2,7%. L’ARPU del mobile cresce e quello del fisso cala.

Vorrei riflettere con voi su altri aspetti.

In un settore TLC dove Vodafone licenzia, come comunicato in una riunione con i sindacati del 6-3-2013,  ben 700 persone  a cui si aggiungono gli esternalizzati di Rete ed, ancora più in passato, del CC (in Comdata), Telecom prepara altri 5500 esuberi, Almaviva con centinaia di esuberi, ecc ecc il nostro accordo di ottobre 2012  continua ad essere un punto di riferimento. In molti, tra dipendenti ed RSU Vodafone, auspicano un accordo stile Wind.

 Sia chiaro …. L’accordo di ottobre 2012 è costato e costa soldi, sacrifici e meno potere di acquisto per le lavoratrici ed i lavoratori, ma è servito per darci garanzie e tutele  occupazionali, serve per fare investimenti per crescere. Esserci mossi in anticipo con lo scopo di difendere il lavoro e quindi i lavoratori ci consente di affrontare questo difficile 2013 preparandoci adeguatamente ai cambiamenti.

I risparmi di costi operativi determinati dall’accordo ammontano a 40-45 milioni così come essere ricorsi ad un unico fornitore in luogo dei tanti fornitori, ha consentito un risparmio di altri 40 milioni nel 2013.
Aver sottoscritto (col voto dei lavoratori) un accordo che per certi versi è un passo indietro rispetto al passato, ma che ci consente di mantenere il lavoro nonché il salario (sono state ridotte le prestazioni accessorie, ma il fondoschiena brucia lo stesso) e fare investimenti, significa scommettere sul futuro, su noi stessi e che le analisi fatte ed a voi descritte in passato (declino dei conti Wind causa crisi mercato), sono purtroppo veritiere.

L’azienda sta mutando. Il settore commerciale si riorganizza, sostando anche professionalità qualificate ad altre mansioni, chiudendo canali di vendita non per mancanza di risultati ma per ridurre i costi e per cambio di strategia.
Anche il customer si riorganizza, per ridurre costi, efficientando i processi, con l’obiettivo di internalizzare attività, provando a superare la divisione mobile-fisso, ecc.
Anche la BU Corporate ha difficoltà, dove ci sono tantissimi clienti che “non generano soldi”, dove poco più di 300 clienti/aziende generano la quasi totalità delle entrate economiche e con spese per cliente che superano le entrate per cliente.

Un esempio recente è la soppressione L del CD&A che si occupava della gestione clientela Corporate (Provisioning ed Assurance) le cui funzionalità sono state accorpate in strutture organizzative già presenti.

Questi cambiamenti generano apprensione, tensione ma sono il sintomo che questo accordo si sposta dalla carta alla pratica, che pure gli ottimi risultati conseguiti in questi anni grazie al nostro lavoro, non ci consentono di rilassarci e godercene i frutti viste le condizioni economiche italiane.

E’ necessario tutelare i nostri diritti, dal diritto al lavoro a quelli legislativi e contrattuali; è fondamentale che questo accordo diventi pratica non per servilismo aziendale, ma perché se i sacrifici economici, professionali e produttivi che stiamo già facendo  non si dovessero concretizzare in un miglioramento dei conti economici aziendali, correremo il rischio “di perdere sia Filippo che il panaro”.

Debito aziendale 2011 = 9346 milioni di euro
Debito aziendale 2012 = 9151 milioni di euro
EBITDA 2010 = 2130  milioni di euro
EBITDA 2011 = 2120  milioni di euro
EBITDA 2012 = 2063  milioni di euro
Risultato esercizio di gruppo 2008 = 385 milioni di euro
Risultato esercizio di gruppo 2009 = 308 milioni di euro
Risultato esercizio di gruppo 2010 = 252 milioni di euro
Risultato esercizio di gruppo 2011 = 154 milioni di euro
Risultato esercizio di gruppo 2012 = 124 milioni di euro

Soldi per la detassazione

Sintetizzo l’articolo pubblicato su www.ipsoa.it.
Sulla Gazzetta Ufficiale  del 30 maggio 2012 , alla luce della proroga per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2012 delle misure sperimentali per l’incremento della produttivita’ del lavoro, è stato definito l’importo massimo assoggettabile all’imposta sostitutiva

Si dispone l’emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, volto a stabilire, nel rispetto del limite di 835 milioni per il 2012 e 263 milioni per l’anno 2013, l’importo massimo assoggettabile all’imposta sostitutiva prevista dall’articolo 2 del citato decreto-legge n. 93 del 2008, nonche’ il limite massimo di reddito annuo oltre il quale il titolare non puo’ usufruire della predetta tassazione sostitutiva

Tali misure trovano applicazione entro il limite di importo complessivo di 2.500 euro lordi, con esclusivo riferimento al settore privato e per i titolari di reddito di lavoro dipendente non superiore, nell’anno 2011, a 30.000 euro, al lordo delle somme assoggettate nel medesimo anno 2011 all’imposta sostitutiva di cui all’articolo 2 del citato decreto-legge n. 93 del 27 maggio 2008

In poche parole, ci hanno FOTTUTO ….. e se aggiungo la riforma del lavoro approvata con voto di fiducia, con aspetti positivi, ma anche negativi (e non secondari) ….. i ke bella jurnata J

Le donne vogliono lavoro

La festa delle donne va vissuta al di la della retorica, del consumismo, ma come momento di riflessione per ricordare a noi tutti/e l’importanza del ruolo delle donne nella nostra società e che certamente non può limitarsi “a questa singola giornata”.

La vignetta allegata riproduce amaramente ed ironicamente una drammatica realtà in cui le donne sono i soggetti più esposti alle dure conseguenze della crisi economica, come già rilevato dall’ISTAT: la disoccupazione femminile, continua ad aumentare, raggiungendo il dato preoccupante del 9,9%.

Eppure le ragazze sono il 60,1% dei laureati, secondo i dati di Alma Laurea, e finiscono prima (40,6% in corso contro il 37% dei ragazzi) e meglio

(voto medio 104,2 contro il 101,4) i corsi di laurea.

‘Le donne vogliono Lavoro!’ perchè lavoro significa indipendenza economica e garanzia di una pari opportunità tra i sessi.

Il gap salariale tra uomo e donna  a parità di livelli occupazionali varia dal 10 al 25% aumentando con l’aumentare dei livelli di studio. Se consideriamo poi il lavoro precario le donne risultano titolari del 60% dei contratti a progetto.

La CGIL rivendica risorse per una piena occupazione femminile a partire dalle giovani generazioni, il superamento delle discriminazioni nell’accesso al lavoro e nelle retribuzioni salariali.

Superare e contrastare le differenziazioni di genere, di salario, nonché determinati atteggiamenti culturali significa festeggiare le donne, significa ricordare tutte le donne che nel passato come nel presente vivono e combattono per una società civile migliore, spesso in silenzio, senza clamori ma con determinazione e stima verso se stesse per costruire una società migliore.

RSU WIND SLC-CGIL CAMPANIA-BASILICATA

Sintesi bozza CCNL TLC 2012-2014

Il link per la piattaforma è questo

Premessa

1)     Proposta unitaria in sintonia con la tradizione del settore e soprattutto nell’interesse delle lavoratrici e lavoratori.

2)     Il rinnovo del CCNL si riferisce a tutte le aziende del settore, committenti, outsourcer, appalti, insomma tutta la filiera e quindi deve parlare e rivolgersi ad aziende che hanno situazioni economiche diverse, complesse, talvolta contrastanti.

3)     La piattaforma proposta è emendabile, auspichiamo i suggerimenti di tutte/i per poi presentarla in sede di confronto nazionale sindacale e poi con le aziende (ASSTEL). Il limite dell’approvazione e del varo successivo è slittato ad inizio ottobre.

Scenario

Il settore dell’ICT presenti da alcuni anni una continua riduzione dei ricavi e una compressione dei margini.  Tale flessione ha impattato in modo negativo il resto della filiera TLC. La crisi economica si è fatta dunque sentire ma nel settore TLC ha creato comunque meno problemi, “il sistema tiene” e la ripresa, pur lenta, è in atto.

Si assiste a una lieve  riduzione del numero degli addetti interni alle aziende di TLC a fronte di una crescita degli addetti in Outsourcing.  In generale sembra molto ridotta la capacità di creare nuova occupazione.  Questa situazione sta comportando una riduzione del peso del settore sul PIL.

In Italia, l’assenza di una politica industriale regolamentata ed incentivante gli investimenti in innovazione ha creato grossi contraccolpi ed il settore ha visto però, in questi tre anni, contrarsi sia l’occupazione che la massa salariale complessiva in misura molto più che proporzionale rispetto al fatturato e questo si è registrato lungo l’intera filiera delle TLC (operatori con licenza, appalti informatici e impiantistici, call center). Pesano a livello occupazionale il mancato decollo degli investimenti sulla NGN, pesano i limiti di un sistema regolamentare farraginoso con un alto tasso di “contenzioso” tra gli stessi operatori e, sugli appalti/subappalti, pesa una costante politica di “deregulation” con gare al massimo ribasso, dumping, delocalizzazioni, deresponsabilizzazione dei grandi committenti.

Ci vogliono regole per dare equilibrio al settore e soprattutto ai lavoratori, dando garanzie ai più deboli.

Clausole sociali, garanzie nonché WELFARE

Il CCNL deve essere elemento centrale dando certezze ed uniformità di trattamento economico per tutti i lavoratori in tutto il territorio nazionale, per fronteggiare la forte competizione tra aziende che non diventi concorrenza selvaggia e sleale.

Ribadiamo la richiesta alle nostre controparti di farsi carico di forme di responsabilità in capo al committente per garantire la continuità occupazionale in caso di grave crisi o fallimento degli outsourcer e delle imprese a cui sono stati conferiti rami d’azienda, assegnando la commessa (con l’obbligo di assunzione dei lavoratori impiegati) ad un altro outsourcer operante nel medesimo territorio.

Introduzione di TABELLE di COSTO MEDIO per ORARIO LAVORO in base a livelli di specializzazione richiesti per fronteggiare concorrenza sleale, differenze di costi di gara troppo grandi.

Contrastiamo le delocalizzazioni mediante la garanzia alla privacy e della conservazione su territorio nazionale dei dati dei nostri clienti.

Aumento al 2% del contributo delle aziende per chi è iscritto a Telemaco e versa la quota mensile volontaria.

Prevedere che la modalità di adesione al Fondo Sanitario di Settore, per quei lavoratori che non abbiano nessun’altra copertura aziendale integrativa, sia automatica e basata sul meccanismo del silenzio/assenso.

Va resa effettivamente esigibile la trasformazione dei contratti da full-time in part-time con totale fruibilità delle richieste dei lavoratori in quelle aziende che applicano ammortizzatori sociali.

Rafforzamento dell’art. 22 del CCNL con l’inserimento della fattispecie del “telelavoro mobile o mobile working”, estendendo diritti e tutele minime e omogenee (verifica del rispetto dell’orario di lavoro, verifica delle prestazioni straordinarie, riconoscimento dei tempi di percorrenza e spostamento, ecc.) e demandando al livello di contrattazione aziendale

INQUADRAMENTO e PROFESSIONALITA’

Senza giri di parole, anche i riconoscimenti professionali sono salario per i lavoratori nonché un costo per le aziende ma che a fronte dell’alta professionalità dei lavoratori, richiesta per l’alta innovazione tecnologica e per fornire servizi eccellenti, è doverosa.

Introduciamo il passaggio automatico dopo 24 mesi per 3°à 4° e 36 mesi per 4° à 5°

Ampliare le figure professionali da passare al 5°S: specialista attività tecniche di rete ed operatore specialistico di customer care fermo restante gli accordi già presenti in azienda.

Si aggiungono al supporto specialistico, Progettista/Realizzatore di rete; Programmatore esperto; Supervisor attività di caring;

Distinguendo tra personale 6° operativo che necessita di uno specifico riconoscimento e personale 6° e 7° che svolge attività di coordinamento e – accettato il principio – demandare alla contrattazione aziendale la più chiara identificazione delle aree operative e delle aree di coordinamento.

Per la figura del Quadro, in virtù del riconoscimento alla categoria dei Quadri di un ruolo di responsabilità Civile e Penale derivante dalle mansioni svolte, si richiede la rivalutazione economica della “indennità di funzione” ferma dal 2000 (pari ad euro 98,13).

ASPETTI ECONOMICI e SALARIALI

Modifica dell’art.56 del CCNL affinché il contratto di II livello sia esigibile. I soldi del II° livello non compensano né escludono il I° livello nazionale.

IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato su base europea)

La proposta è di 140 euro ben superiore al valore dell’IPCA in virtù del buon andamento del settore. Il precedente rinnovo era pari a 129 euro.

Che gli aumenti non siano assorbibili dall’azienda (come è accaduto in Ericsson).

Che l’Elemento di Garanzia Retributiva (II° livello do ve non c’è) sia esigibile

La concorrenza sleale NON SI REGOLAMENTA, ma SI COMBATTE

Il comunicato denota l’atteggiamento di qualche sigla sindacale sulle modalità e le intenzioni di rinnovare i contratti nazionali ovvero preparandone qualcuno alternativo e per molti versi bizzarro, anzi sicuramente peggiorativo dal punto di vista economico, ma soprattutto dei diritti, con moltissime deroghe.
Anche se la società in questione ha il CCNL Commercio, svolge attività del tutto similare a quelle di tanti call center che hanno contratto TLC.
Riflettiamo non solo su queste modalità di contratto (il nostro scade quest’anno) ma anche sulla fiducia da dare a certe sigle sindacali oramai schiacciate su posizioni che ledono i diritti dei lavoratori.

Il testo del comunicato della Segreteria Nazionale SLC-CGIL
Desta forte preoccupazione e sconcerto l’accordo aziendale firmato dalla Fistel Cisl Nazionale e la società FESTA SrL, call center del gruppo Snai con sedi a Roma e Lucca. Sconcerto perché si tratta di un vero e proprio contratto “alternativo” al CCNL vigente che introduce importanti deroghe ed oggettivi peggioramenti delle condizioni di lavoro.

La FESTA SrL è un call center che svolge attività prevalentemente outbound ed applica il contratto del commercio. Con questo accordo si fanno uscire i lavoratori dal perimetro del CCNL del commercio e si costruisce per loro un impianto “nuovo”. Nuovo tra virgolette perché viene riproposto il vecchio schema tanto caro ad una parte di Assocontact, ovvero quello di un contratto che prevede come salario un fisso ed una parte variabile legata alla produttività, il tutto “condito” da una serie di deroghe una peggiore dell’altra.
Come le ore di supplementare per le quali è previsto che il 50% del consentito non venga pagato mentre per il restante viene stabilita una maggiorazione del 5%! O l’introduzione di una flessibilità oraria esasperata. O gli scatti di anzianità, calcolati su base triennale e non più biennale e più bassi rispetto a quanto previsto dal CCNL TLC ( un operatore 3° livello con CCNL TLC prende 23.24 € ogni due anni; un operatore 3° livello con contratto FESTA/FISTEL prende € 20 € ogni tre anni!). Un monte permessi retribuiti annui pari a sole 50 ore per contratto full time. Per non parlare della parte relativa alla retribuzione, dove sono stati stabiliti, per la parte fissa, minimi che vanno al di sotto di quelli oggi previsti per un operatore di call center con contratto TLC. O dei criteri di valutazione della qualità e quantità della parte variabile.
Qui gli estensori dell’accordo hanno dato il meglio di se stessi. Con un tratto di penna viene, di fatto, superato l’articolo 4 della Legge 300 (che non a caso non viene mai menzionata, parlando invece di astratti “diritti fondamentali dei lavoratori”) arrivando a prevedere un sistema di monitoraggio della produttività individuale che definire “invasivo” è un complimento. Vengono monitorati i rapporti fra ore programmate, ore effettivamente prestate, contatti utili, contatti andati a buon fine, la “resa mensile” (testuale) dei singoli. Altro che controllo individuale!! Siamo al “Grande Fratello”. Così come per la qualità della prestazione, dove semplicemente si contempla la registrazione delle telefonate ed il loro ascolto (presumiamo di tutta la telefonata, non già della sola transazione commerciale come prescrive puntualmente l’ AGCOM).
Insomma un piccolo accordo in una piccola azienda che rischia di scardinare completamente quanto fatto unitariamente sino ad oggi nel settore dei call center. Ulteriore forte perplessità suscita la scelta di affidare la sanità integrativa alla FASI (il Fondo di assistenza sanitaria integrativa dei dirigenti).
In questo modo si sancisce, di fatto, la volontà di tenere fuori dal perimetro TLC una parte del mondo dei call center, finendo per indebolire quella conquista importantissima che è stata l’istituzione di Assicassa, ovvero la sanità di settore per il mondo delle Telecomunicazioni.
Quindi con una mano la Fistel Cisl lavora per uno schema inclusivo che vede nel CCNL TLC lo strumento di tutela dei diritti e di gestione del welfare di tutti, lavoratori dei call center compresi sottoscrivendo piattaforme unitarie; con l’altra mette le basi per frazionare nuovamente quel mondo, prevedendo forme di welfare alternative ed inconciliabili con Assicassa, contro il CCNL e favorendo dumping e concorrenza sleale!

Tutto questo mentre, a fatica, proviamo a gestire, anche insieme alla Fistel Cisl, le tante crisi che in queste settimane si susseguono in questo settore proprio a causa del dumping e della deregolamentazione risorgente : i licenziamenti di massa di Teleperformance, le difficoltà di Almaviva e di ECARE. Tutto questo a pochi giorni dalla presentazione della piattaforma unitaria per il rilancio del settore dei call center. Piattaforma nella quale tutti insieme, Fistel Cisl compresa, proviamo a rafforzare il mondo degli outsourcer partendo proprio dal rispetto delle regole, dall’osservanza del CCNL contro le cattive pratiche che alimentano il dumping salariale e dei diritti. Piattaforma talmente sentita da tutti che, a sua difesa, verranno chiamati i lavoratori alla mobilitazione! (anche quelli iscritti alla Fistel-Cisl).
Siamo francamente sbalorditi da una simile incoerenza! Non potendo ritenere, anche valutando l’esperienza indubbia di chi questo ”accordo aziendale” l’ha firmato per conto della Fistel Cisl Nazionale, che ne sia stata sottovalutata la portata ed il potenziale effetto deregolamentatore, ci chiediamo a questo punto quale sia il fine di tutto questo.
Lo chiediamo soprattutto alle centinaia di iscritte ed iscritti alla Fistel Cisl che, quotidianamente, combattono con forza insieme a noi la battaglia per la buona occupazione e la difesa del CCNL delle Telecomunicazioni.

Chiediamo loro se hanno capito che, domani, la prossima crisi aziendale potrebbe essere causata proprio dalla “appetibilità” di un accordo come quello sottoscritto in Faste dalla Fistel Cisl Nazionale rispetto alle tutele presenti nel vigente CCNL!!!
Noi pensiamo che, in questo momento, anche il solo proporre un accordo del genere indebolisca molto i lavoratori e mini fortemente l’azione unitaria di contenimento della crisi del settore e rafforzamento del CCNL TLC (suggeriamo a tutti di rileggere attentamente il punto 4 della Piattaforma unitaria per i call center e valutarne la compatibilità con l’accordo aziendale FESTA). Non si combatte il fenomeno delle delocalizzazioni offrendo un modello che, di fatto, accondiscende alla spinta ribassista che anima il fenomeno stesso. A noi hanno sempre insegnato che il lavoro si prova a tenerlo in Italia lavorando per l’innalzamento del livello dei diritti dei lavoratori dei paesi dove si delocalizza, non abbassando quello dei lavoratori italiani; cercando di vincolare tutte le parti in causa al rispetto delle regole e non, una volta costatato che uno degli “attori” non vuole rispettare i patti, offrire modelli alternativi che, di fatto, assecondano la tendenza alla contrazione dei diritti. Alla vigilia del rinnovo del CCNL delle TLC ci chiediamo, e chiediamo sopratutto alla FISTEL-CISL, che tipo di messaggio stia mandando: è veramente volontà di tutti rafforzare le tutele esistenti rendendo il CCNL un contratto veramente inclusivo di tutta la filiera delle TLC?
E’ per questi motivi che continueremo a combattere le scorciatoie, le illegalità e le deroghe da qualunque parte arrivino. Già nelle prossime ore metteremo in campo tutte le azioni legali per contrastare le conseguenze di questo sciagurato accordo ed avvieremo una massiccia campagna di informazione in tutti i posti di lavoro, a cominciare da quei call center dove siamo chiamati, insieme alla Fistel Cisl, ad arginare gli effetti dirompenti del ritorno alla illegalità, al dumping ed alla deregolamentazione.
P.S.: Sapendo che ci potrebbe essere obiettato che si tratta di un accordo limitato alla sola attività outbound svolta con contratti a progetto, precisiamo subito che: la società Festa SrL lo sta proponendo “spintaneamente” a tutti i propri profili indipendentemente dalla tipologia di contratto e dalla mansione; chi accetta ( anche se con un contratto a tempo indeterminato) deve licenziarsi ed essere riassunto con il nuovo accordo, firmando una transazione direttamente nelle sedi degli uffici vertenze Cisl; chi non accetta viene trasferito dalla sede di Roma a quella di Lucca dove al momento non verrà applicato questo contratto aziendale (lo sanno questo alla Fistel Cisl?!); che presto questo “prodigio della modernità” arriverà anche nel perimetro del CCNL delle TLC dal momento che responsabili dell’azienda consorella FASTE SrL (società dove trova applicazione il CCNL delle TLC) hanno già annunciato alla SLC-CGIL che intenderanno “proporre” anche ai loro lavoratori il passaggio al nuovo contratto aziendale.

Nota su riunione del Coordinamento RSU SLC Wind

Roma, 11 Aprile 2011

COMUNICATO SINDACALE

Nota agli iscritti e ai lavoratori sulla riunione del Coordinamento RSU SLC Wind

Il giorno 07 Aprile, a Roma, si sono incontrate la Segreteria Nazionale di SLC-CGIL, le Segreterie territoriali ed il Coordinamento Nazionale delle RSU SLC di Wind. Come è abitudine della CGIL sintetizziamo i principali punti emersi e ne diamo comunicazione agli iscritti e ai lavoratori al fine di valorizzare la pratica partecipativa che da sempre ci caratterizza.
L’appuntamento aveva l’obiettivo di fare un’analisi sulle diverse vertenze aperte con l’azienda e di predisporre un piano di iniziative e proposte per migliorare la condizione delle lavoratrici e lavoratori di Wind, sviluppando al massimo la partecipazione delle RSU di SLC-CGIL anche in vista del prossimo rinnovo contrattuale e dell’imminente sciopero generale CGIL, proclamato per il 6 maggio.
Sciopero generale che, per il settore delle TLC, sarà di 8 ore e su cui tutti saranno chiamati alla massima mobilitazione per ottenere una riforma fiscale che aumenti il salario reale di lavoratori e pensionati e contro le politiche del Governo. Il Governo sul mercato del lavoro e sui diritti pensionistici (si veda per tutte lo slittamento delle finestre e la riforma della ricongiunzione onerosa per i dipendenti ex fondo telefonici) sta infatti colpendo diritti e tutele conquistati nel passato dalle lotte dei lavoratori.
La delegazione Rsu ha posto una serie di elementi di riflessione sul ruolo del Coordinamento rispetto ad un maggiore impegno anche al fine di perseguire un maggiore coinvolgimento della base dei lavoratori.
La Segreteria Nazionale e il Coordinamento di SLC-CGIL giudicano infatti negativamente i tentativi sistematici dell’azienda di scavalcare le RSU puntando ad una sostituzione della contrattazione collettiva, tramite policy sempre più invasive. Si inviterà per tanto l’azienda ad un maggior rapporto con le RSU, rispettandone funzione e ruolo.
Così come l’azienda deve dare seguito reale ai lavori delle commissioni paritetiche: mentre alcune funzionano (come quella sul controllo a distanza) altre non sono mai state realmente valorizzate; come quella sull’inquadramento e la formazione e come quella per le pari opportunità.
Al riguardo si chiede all’azienda una immediata convocazione delle stesse, verificandone il mandato e analizzando gli obiettivi raggiunti o meno.

Contratti di settore ed Aziendale
In vista del rinnovo del contratto di secondo livello, che molto probabilmente avverrà in concomitanza con quello di settore, si conviene di mettere in atto un percorso di analisi dei punti aperti e non attuati nello scorso rinnovo di secondo livello Wind, con l’obiettivo di predisporre, attraverso un gruppo di lavoro allargato, una bozza da sottoporre a Fistel e Uilcom prima della discussione della piattaforma definitiva.

Piano Industriale WIND
E’ ormai necessario e non più rinviabile, anche alla luce della modifica dell’assetto societario Wind a favore di Vimpelcom, una verifica delle strategie industriali del gruppo in funzione degli obiettivi di investimento della nuova proprietà sugli asset strategici (Rete, IT ,Custmer.).
L’ appuntamento con l’azienda è fissato in linea di massima per il 29/04/11.
In quella sede come SLC-CGIL chiederemo tutte le garanzie industriali e occupazionali rispetto agli asset strategici dell’azienda: a partire dalla manutenzione e sviluppo della rete fino alla valorizzazione dei customer interni.

Vertenze aperte:
Sulla questione mensa l’adozione unilaterale del ticket in alcuni territori ha di fatto rappresentato una forzatura, anche perché all’inizio la posizione aziendale sul mantenimento o meno delle mense non è stata chiara: come SLC-CGIL chiediamo ufficialmente all’azienda di convocare un incontro al fine di definire con un accordo che le mense attualmente impattate (Milano, Ivrea, Roma) rimarranno aperte e che il valore del ticket deve garantire sempre un pasto completo.
Sulla Policy auto la commissione paritetica non è riuscita a trovare una posizione condivisa al suo interno: la posizione SLC-CGIL è nettamente contraria all’imposizione della franchigia, attraverso lo strumento della policy come principio, in quanto l’onere del rischio di impresa rimane in capo all’Azienda, mentre l’onere del corretto uso dello strumento di lavoro, come già stabilito dalla legge , è in capo al prestatore d’opera.
Trattandosi di una policy, l’unica strada per avversarla è quella legale che potrà essere messa in atto solo all’accertamento dell’avvenuta violazione del diritto con il palesamento del danno. L’azienda deve quindi sapere che in caso di danno materiale al singolo lavoratore, le RSU e le strutture territoriali di SLC-CGIL saranno a disposizione per la tutela in tutte le sedi. Ulteriori dettagli saranno comunicati dai membri di commissione.

Cessione di Libero, ITNET, WIS
Per effetto del cambio societario per il portale LIBERO è stata avviata la procedura di legge per la cessione al gruppo Orascom. Il giorno 12 Aprile le Segreterie Nazionali unitamente alle RSU interessate si incontreranno con l’Azienda al fine di contrattare i termini della cessione, secondo punti e paletti già definiti con le RSU dei siti interessati. A seguire saranno effettuate le Assemblee di mandato con i lavoratori interessati per valutare il percorso negoziale e l’eventuale sottoscrizione o meno di un’intesa.

Fondo Sanitario
I membri del direttivo tecnico del fondo hanno informato il Coordinamento nazionale delle RSU SLC-CGIL dell’imminente avvio di una fase sperimentale dell’adozione di centri multifunzione convenzionati nei centri principali (Roma ,Milano,Napoli,Ivrea,Palermo).
La sperimentazione avrà una durata di due anni , sarà su base volontaria del lavoratore e interesserà solo le prestazioni odontoiatriche (con esclusione di alcune prestazioni complesse per cui rimarrà il rapporto diretto con il proprio medico di fiducia). Le convenzioni saranno decise dopo un bando aperto a diversi soggetti, in piena trasparenza. Ed in ogni caso all’interno dei nuovi servizi del Fondo, come SLC-CGIL, siamo impegnati a migliorare i massimali per la maternità e affinché il Fondo si faccia carico dei familiari disoccupati.
In merito alle convenzioni il lavoratore che aderirà alla sperimentazione non avrà più i limiti di spesa imposti nell’attuale regime e potrà effettuare le prestazioni senza anticipare l’esborso. Tuttavia sarà cura del comitato tecnico valutare eventuali richieste di roll back.
Perplessità sono state avanzate dal coordinamento RSU circa la scelta di una struttura convenzionata in relazione al rapporto fiduciario con il proprio dentista oltre alla convenienza di tale modalità per i lavoratori non residenti nel comune dove ubicato il centro convenzionato, anche se evidenti sono i passi avanti compiuti in sede di confronto rispetto alla proposta iniziale dell’azienda.
I membri del comitato daranno gli opportuni avanzamenti dei dati della sperimentazione e delle modalità di adesione.

La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL e il Coordinamento Nazionale

Alimentare, intesa per rinnovo lavorazione carni

Alimentare, intesa per rinnovo lavorazione carni – Rassegna.it – Sito di informazione su lavoro, politica ed economia sociale.

Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Aiipa hanno sottoscritto l’intesa per il rinnovo contrattuale dei circa mille lavoratori delle filiere di macellazione e lavorazione delle carni. E’ quanto si apprende in una nota della Flai Cgil.

L’intesa, si legge nella nota, “sancisce la definitiva confluenza della parte economica del contratto nel ccnl dell’industria alimentare, e prevede un incremento salariale di 154,71 euro al mese a parametro 120 e il rinnovo dei minimi nazionali per il periodo che va dal primo dicembre 2009 al 30 settembre 2012. Inoltre – prosegue la nota – stabilisce, che per il periodo che va dal primo giugno 2009 al 30 novembre 2009 i lavoratori avranno diritto ad una tantum di 294 euro a copertura economica del salario e che il valore degli scatti di anzianità venga parificato a quello del ccnl dell’industria alimentare con decorrenza dal primo gennaio 2012. Entro febbraio 2010 – aggiunge il comunicato – verrà istituita, infine, una apposita commissione tecnica per verificare la completa armonizzazione degli altri istituti contrattuali che riguardano la parte normativa del ccnl”.

“La confluenza di questo ccnl in quello dell’industria alimentare – dichiara Ivan Comotti della Flai Cgil nazionale – consente a tutti i lavoratori della filiera della carne di avere le medesime tutele contrattuali, a dimostrazione che la competitività del settore non la si ottiene sulle condizioni salariali e normative dei lavoratori. Quanto sottoscritto – conclude Comotti – rispecchia la volontà di ridurre il numero dei ccnl esistenti nel nostro paese, di armonizzare le condizioni contrattuali dei lavoratori del settore alimentare e di omogeneizzare il ccnl applicato alla filiera della macellazione e della lavorazione delle carni”.

Cgil, il futuro delle pensioni

di Morena Piccinini (da rassegna.it)

Ripristinare l’età pensionabile, modificare i criteri di calcolo dei coefficienti di trasformazione e la loro applicazione “pro-quota” a partire dal prossimo anno e non – come previsto dalla legge – retroattivamente su tutti i contributi, garantire un tasso di sostituzione delle future pensioni non inferiore al 60% dell’ultima retribuzione, anche attraverso il ricorso alla fiscalità generale. Sono queste alcune delle proposte (scarica il pdf con le proposte) presentate oggi dalla Cgil nel corso del convegno ‘Il futuro delle pensioni: più equità, più solidarietà, più sostenibilità sociale’. Una giornata di confronto sul tema che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’esponente del Pdl, Giuliano Cazzola, e del vice segretario del Pd, Enrico Letta, e dove la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini, ha sottolineato la necessita di “dare piena attuazione al protocollo sul welfare del 23 luglio 2007, votato da più di 5 milioni di lavoratori”. Pubblichiamo la relazione di Morena Piccinini

Fin dalla primavera avevamo intenzione di organizzare questa iniziativa. Abbiamo atteso tanto a lungo perché fino ad ora avevamo sperato di poterla realizzare in modo unitario, visto che buona parte delle riflessioni che proporremo sono patrimonio comune e anche buona parte delle proposte che faremo riprendono percorsi comuni. I tempi difficili che stiamo vivendo ci hanno impedito di realizzare questo obiettivo, ma dichiaro da subito che le nostre considerazioni sono a disposizione della ripresa di un possibile percorso unitario. a nostra intenzione oggi non è quella di somministrare una proposta blindata e rivendicazionista ma di proporre temi di riflessione e di discussione, ai quali cerchiamo per parte nostra di fornire anche le possibili e necessarie risposte, ma chiedendo anche il contributo di esperti e dei parlamentari oggi invitati.
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Complimenti ai lavoratori Wind

L’anno 2008, così come il 2007, si chiude con ottimi risultati economici dell’azienda Wind, nonostante il mercato TLC sia in flessione rispetto al passato e le difficoltà economiche e societarie di alcune importanti aziende (H3G, Eutelia, Conversa ma anche i 5000+4000 esuberi Telecom o le varie società di appalti) hanno scosso il settore prospettando un futuro certamente con qualche incognita in più.
Wind cresce, sia come numero clienti che in qualità del servizio con rating stabile a BB-, grazie al lavoro quotidiano e professionale dei suoi dipendenti. Su questi dati incidono anche pesanti riorganizzazioni operative (l’abolizione della job rotation nei CC, i ripetuti cambi organizzativi nella Rete tra suddivisione per dominio o “tecnico tuttofare iper-specializzato”, il ridimensionamento delle risorse nell’Enterprise commerciale,  l’ex “Diretta” commerciale, ecc) ma anche dolorose esternalizzazioni come quella del call center di Sesto S. Giovanni (girano voci che Wind perderà la causa) o i trasferimenti da Milano a Roma, ma anche la diaspora del ROC napoletano o la recente cessione del Wholesale Internazionale.In crescita
Questo 2009 vedrà, a mio avviso, un aumento del “lavoro internalizzato”, cioè meno outsourcing auspicando maggior lavoro e di qualità. Va dato merito a Wind di aver fatto, proprio in un periodo economicamente difficile, diverse assunzioni e stabilizzazioni, così come hanno fatto altre aziende (tipo Almaviva) però la precarietà è ancora troppo presente, nelle TLC ma nell’intera società italiana.
Permangono disomogeneità operative (ci sono gruppi con un numero insufficiente di lavoratori rispetto alle attività richieste) ed economiche; la crescita professionale ed economica in Wind non è uniforme, non segue effettivi percorsi meritocratici ed anche gli incentivi (Performance Management) non risolvono i problemi di basso salario; talvolta ci sono pressioni indebite ed antisindacali di qualche responsabile sui lavoratori.
Spesso l’abnegazione e la dedizione non sono ben valutate e ripagate, le opportunità di lavoro “interne” non sono note, esistono problemi burocratici ed operativi, strumenti di lavoro inadeguati o insufficienti, però, per ora, restiamo un’ottima azienda, soprattutto grazie a degli ottimi lavoratori.