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PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul “processo breve” e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.
Con il “processo breve” saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l’unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E’ una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO

Gomorra da Oscar ma non giova a Italia

Su Repubblica si può leggere l’intervista a Cannavaro che teme che l’Oscar a Gomorra aumenti “le negatività” verso l’Italia.

“Caro Fabio, sarai anche un ottimo calciatore, ma umanamente e socialmente SEI un coglione. Il film, così come il libro, raccontano una parte della nostra quotidianità napoletana ed italiana ….. è di questo che dovresti preoccuparti (oltre a fare i soldi per te ed i tuoi familiari), non sminuire un libro ed un film che rappresentano una parte “pesante”, indegna e vergognosa della realtà.
Ma sei lo stesso che ha difeso Moggi dunque cosa vuoi che mi aspetti da te ? Nulla.

Essere un bravo calciatore, in fondo, non significa essere intelligente e preparato.
Preferisci che tutto sia tranquillo e mansueto, così ognuno per la sua parte fa soldi a volontà, chi in maniera lecita e chi certamente in maniera illegale e soprattutto inumana, sfruttando gli altri con la violenza.
Ovviamente, vivere a Madrid oppure a Milano e Torino ma soprattutto aver guadagnato con merito (anche se sproporzionato) tanti soldi ti erge al di sopra della plebe, della massa; noi invece che siamo nella massa, che viviamo con la plebe, quella buona e quella cattiva, dobbiamo sopravvivere a questo scempio.
Preferisco, come tanti napoletani, tanti Saviano che altrettanti Cannavaro.”

Tutti con Saviano

 

La solidarietà e la vicinanza d’intenti di molte donne ed uomini, nonostante Emilio Fede, qualche giornaletto padronale e le terribili affermazioni dei ragazzi di Casal di Principe, hanno dimostrato che Saviano non è solo.

Possiamo unirci per contrastare la criminalità, non dobbiamo soffocare la nostra indignazione e repulsione contro il fenomeno malavitoso. La dignità, il nostro orgoglio di persone perbene non hanno compromessi.

L’esercito non serve, è un palliativo che mortifica le Forze dell’Ordine. Bisogna spezzare i legami con la politica, con gli amministratori, soprattutto interrompere il flusso di denaro che consente a questi criminali di avere soldi, potere, finanche appeal agli occhi di tanti ragazzi culturalmente, socialmente ed economicamente poveri.

Cambiamo la nostra mentalità, spesso troppo accondiscendente, pretendiamo che i nostri diritti siano soddisfatti, compiamo il nostro dovere sociale, incazziamoci. Dimostriamo la vicinanza a Saviano con le azioni quotidiane, partecipando alle tante iniziative in sostegno di Roberto.

 (pubblicato su QV n°6 pag.2)