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Sulla situazione politica ed economica italiana

Articolo scritto via email da Giovanni Ricciardiello

L’uscita della Fiat dalla Confindustria era indubbiamente prevedibile che venisse presa da esempio da tutte le grandi aziende come mezzo per divincolarsi dai vincoli derivati dal CNL di pertinenza.
Sono sicuro che l’episodio della Fiat, gravissimo per la perdita dei diritti sindacali, non sia stato preso con il giusto peso.

I responsabili? La mancata mobilitazione delle sigle CISL e UIL e soprattutto dei politici: BERSANI, VENDOLA e chiunque si spaccia di sinistra.
Quelli di destra? Certo che hanno colpa, ma non come quelli di sinistra: si sa, loro (dx) fanno interessi delle aziende e non dei lavoratori.

La nostra attuale crisi economica non è un momento transitorio come vogliono farci credere, ma il nostro nuovo status economico.

Per cambiare davvero è necessario apportare i seguenti cambiamenti:
1a) Controllo fiscale – con la piattaforma informatica unica, a cui tutti gli enti statali (Regioni, Ufficio delle imposte, uffici catastali, CNR..) si collegano, il controllo può risultare sicuramente rapido ed immediato;
1b) Controllo del lavoro – gli ispettori del lavoro nella funzione civile non ha portato a nessun risultato, spostiamo l’attività ai militari (finanza, carabinieri)
1c) Controllo del territorio – eliminazione del corpo dei vigili urbani

2) Lavoro – gestito dal collocamento costituito da tre settori: Formazione, Selezione e Analisi degli andamenti economici dei settori merceologici. Nei primi due settori dovranno esserci solo Psicologi e Sociologi che costituendo dei moduli formativi (personalizzabile per ogni settore merceologico)riescono a formare e selezionare il personale che sarebbe impiegabile solo attraverso la trattativa tra: collocamento, azienda e lavoratore. Il terzo settore, costituito da soli matematici, prevederebbero l’abbassamento o l’innalzamento di produzione di alcuni settori merceologici. In caso di crisi, i lavoratori a cui il contratto sarebbe a rischio sarebbero richiamati nuovamente nel flusso di formazione e selezione. Per il ciclo di formazione e selezione il lavoratore avrebbe il sostentamento del collocamento.

3) Elezioni politiche – la nomina diretta dei candidati al parlamento

Solo così si può cambiare l’Italia, altrimenti, “governarla sarebbe inutile”.

Per il cambiamento è necessario mandare a casa chi non ha cambiato fino adesso il sistema o chi non ha rinunciato al vitalizio politico o al finanziamento ai partiti: Berlusconi, Bersani, Casini, Prodi.

Squallidi localismi

Guardo il TG3 Campania edizione di mezzodì e tra le tante notizie ascolto inizialmente quasi distrattamente, le proteste dei tifosi dell’Avellino.
Uhm vediamo un po di che si tratta … in pratica, si sono riuniti i parlamentari avellinesi di tutti gli schieramenti per opporsi alla legge di stabilità (la Finanziaria di una volta).
In pratica si oppongono alla perdita dello status di capolouogo di provincia di AVELLINO pronti anche a votare contro il Governo anche se dovesse porre la fiducia.
Io provo a stare calmo, ma porca di quella miseria, finora avete votato tutto di Monti, finora non vi siete affatto opposti ai suoi giusti o ingiusti provvedimenti, a non aver tolto soldi ai ricchi e protetto i deboli, a non aver punito le banche ree e causa di questa crisi però ORA LO VOLETE MANDARE A CASA perchè la vostra Avellino non è più capoluogo.
Mettetevi SCUORNO (abbiate vergogna di voi stessi) siete ipocriti, viscidi, demagoghi, populisti, la feccia della gente.
Alimentate ancora le peggiori istanze dei cittadini, prendendoli ancora in giro, ponendogli falsi problemi, falsi obiettivi per continuare con i vostri interessi.
Il buon Totò (monarchico) usava dire “… eppoi uno dice che si butta a sinistra” ma ora aggiornerei il detto “… eppoi uno dice che diventa grillino.

Guardando "Inside Job"

E’ un film che parla della crisi economica che si protrae da qualche anno, col fallimento di alcune banche ma soprattutto del sistema di “deregulation” cioè senza regole, per creare finta ricchezza e che invece ha creato :

  • Speculazione
  • disoccupazione
  • danni all’ambiente
  • impoverimento economico
  • rafforzamento del potere economico su quello politico
  • lo svilimento del pubblico, grazie a politici compiacenti e “pagati” da lobby e potere economico, a favore del privato.
  • aumento del divario tra ricchi (sempre più ricchi) e classe media (sempre più povera) …. Figurarsi con i poveri 🙁

Alla fine del film ho capito che:

  • Peter Gabriel fa sempre bella musica
  • Alla fine i più poveri pagano il prezzo più alto (Strauss-Kahn)
  • I guadagni facili ed immediati  non sono mai tali e che tutto, prima o poi, ci ritornerà contro a livello collettivo e personale. L’avidità ha generato povertà.
  • Che come cittadini non valiamo nulla fintanto non ci ergiamo a protagonisti del nostro futuro, non demandando oltremodo e che siamo i primi responsabili di quanto accade e che siamo i primi a dover pretendere onestà, eticità, correttezza, rispetto mandando a casa chi ci sfrutta.
  • Ognuno faccia il proprio mestiere con dignità e professionalità e pretenda che anche gli altri lo facciano; altrimenti ci rimettiamo solo noi, i più deboli perché i più forti sapranno come difendersi.
  • 30 milioni di disoccupati (in crescita) subito ma i 50 milioni sono certi; decine di trilioni di dollari in fumo (come cacchio si scrive un trilione ?). Il mondo della Finanza ha voltato le spalle alla società, ai cittadini, ha corrotto il sistema politico.
  • Le banche non devono speculare o fare investimenti rischiosi coi soldi dei clienti  e vanno controllate. Ad un certo punto i banchieri hanno perso il limite della decenza, sentendosi onniscienti ed onnipotenti giocando sulla nostra pelle, sui nostri soldi, sul nostro futuro.
  • L’approssimazione e l’ignoranza dei politici in molti casi con evidenti  conflitti di interessi o peggio di appartenenza a banche o istituti  ha reso la crisi ancora più forte, non contrastandola fin dall’inizio.
  • Le lobby (poteri di pressione) fanno affari con destra e sinistra indifferentemente
  • A chi deve controllare non solo gli hanno ridotto i poteri facendo leggi a proprio uso e consumo, ma spessissimo hanno taciuto consapevolmente. Tanto funzionari di Stato, quanto giornalisti, quanto gli economisti, i professori universitari.
  • Fintanto sono esistiti i controlli sull’economia, il sistema pur deprecabile, ha retto. Con la deregolamentazione, le società finanziarie più grandi del mondo furono scoperte a riciclare denaro, defraudare i clienti e falsificare più volte i conti.

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Perchè difendo l'art.18

Attraverso i media c’è un martellamento continuo sull’addossare quasi tutti i problemi italiani legati al lavoro all’articolo 18 (della legge 300/1970 detta anche Statuto dei Lavoratori).

Sembra che la mancata crescita sia dovuta a questa “rigidità” legislativa che impedisce di creare nuovi posti di lavoro.

Beninteso che in Italia abbiamo ben 46 tipi di contratto dunque la flessibilità contrattuale certamente non ci manca (vedi link), si smonta facilmente l’ipotesi cioè che l’articolo 18 contrasta la la flessibilità. Si nasconde che il problema italiano è la mancata crescita, i mancati investimenti,  che manca semplicemente il lavoro e dunque i posti di lavoro (tra l’altro le aziende in Italia sono alla ricerca di 45.000 posti di lavoro poco attraenti per i nostri concittadini).

 Allora perché vogliono eliminarlo ?

Più che gli effetti sull’occupazione (l’articolo 18 esiste dagli anni 70 eppure ci sono stati lunghi periodi di crescita occupazionale e salariale in questi 40 anni e l’articolo 18 era in vigore), l’obiettivo è togliere la dignità ai lavoratori ….. perché è vero che un imprenditore tende a “tenere con sé” chi ben lavora, ma basterebbe uno screzio, uno sguardo inopportuno, una protesta ed ecco che il datore di lavoro ti paga un indennizzo, un risarcimento e tu sei col culo per aria.

La mercificazione ulteriore del rapporto di lavoro, senza più essere pensanti e con dignità propria sui luoghi di lavoro, con lo scopo di piegare se stessi alla volontà del datore di lavoro il quale se c’è già un giusto motivo, anche con l’articolo 18, può licenziare un dipendente. Quindi di che parliamo ? Solamente di sottomissione al volere padronale (lo so, sono termini vecchi, che non si usano più eppure mi fa rabbia pensare a chi ha dato la vita, ha preso mazzate, ha fatto la fame, ha scioperato per ottenere dei diritti  che ora stiamo buttando via).

Il Monti ha affermato  che è per l’art.18 che le aziende estere non investono in Italia ….. mah !!!   Chissà perché pensavo alle lungaggini burocratiche, ai rimborsi dello Stato per lavori effettuati e mai onorati, alle infrastrutture fatiscenti, alle vie di comunicazione vecchie, alla criminalità organizzata, alla mancanza ed al rispetto delle regole, ai mancanti incentivi, ecc ….. forse Monti vive altrove.

Carlo De Benedetti, imprenditore legato al centro sinistra, ha affermato che negli ultimi 3 anni ha mandato via 800 persone pur in presenza dell’articolo 18 ……. Un vaffa se lo becca lo stesso, però come vedete l’articolo 18 difende, ostacola ma non impedisce il licenziamento.

Provo ulteriormente a ragionare mettendomi nei panni  di chi lo propone ….. in cambio dell’abolizione dell’art.18, faccio tantissimi contratti a tempo indeterminato ma con facoltà di licenziare. Quindi in pratica sono a tempo determinato e col ricatto di licenziarti quando voglio.

Dunque tolgo un diritto a certi lavoratori e cerco di dare delle false tutele ad altri ….. quindi il mondo dei lavoratori si sacrifica, ma le aziende che mettono in ballo ?  Nulla, non rischiano nulla, vogliono solo incassare.

E lo Stato ? Interverrebbe dando incentivi … ma perché non li può dare anche ora con l’articolo 18 ?

Il confronto tra sindacato, governo ed aziende è necessario, ma per creare lavoro, non disoccupazione ed ulteriore precarietà.

Allora ho capito, abbiamo capito ….. volete semplicemente speculare su di noi, volte ridurci alla fame, sia quella economica che dei diritti, confidando sul fatto che l’ignoranza e l’apatia prevarranno, ma vi sbagliate, siamo molto migliori della classe politica che ci rappresenta e non lo consentiremo.

Cos’è l’articolo 18

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Fincantieri: piano ritirato

Mi fido sempre poco di queste scelte, di questi ritiri a dir poco improvvisati. La diffidenza nasce dal fatto che se davvero era utile per l’azienda licenziare com’è possibile che ora non lo sia più o meglio non è più così impellente ? Allora, si poteva evitare tutto ciò ?

Continuano a trattare i lavoratori come merce, come pacchi, come un orpello del mondo del lavoro e questo purtroppo lo determiniamo noi col nostro comportamento,  con le nostre scelte elettorali, con la nostra arrendevolezza.

In attesa che il tutto sia confermato, son contento perché anche le teorie proprio in voga tra i lavoratori e messi in circolo dai datori di lavoro “Tanto non possiamo fare nulla se l’azienda ha deciso”, “E’ inutile opporsi, cerchiamo solo di cavarcela” ebbene sono state sconfitte.

La protesta e la determinazione con cui è stata portata avanti ha portato ad un primo importantissimo risultato.

Dal Corriere della Sera

MILANO – L’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha ritirato il piano industriale dell’azienda. Lo si apprende da fonti sindacali secondo cui, durante il tavolo con governo e sindacati a Roma, Bono avrebbe detto: «Se queste sono le vostre richieste ritiro il piano». Urla e applausi hanno accolto la notizia tra i lavoratori che sfilavano in corteo.

«ATTACCATO DA TUTTI» – «Il piano presentato nei giorni scorsi non era una novità per nessuno – è stato lo sfogo di Bono – Sono una persona che si assume le proprie responsabilità ma con gli attacchi subiti da tutte le parti, da destra e sinistra, anche la mia forza viene meno. Ritiro il piano e spero che così si possano esorcizzare le tensioni».

DIMISSIONI BONO?«NON RISULTA» – Il ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani che ha salutato con soddisfazione il ritiro del piano di Fincantieri non crede alle ipotesi di dimissioni dell’amministratore delegato: «Non ho avuto questa impressione», ha detto

SOLO SOLUZIONI CONDIVISE – Senza una soluzione di ristrutturazione condivisa nessun cantiere della Fincantieri sarà chiuso ha poi rassicurato Romani. Il ministro, al termine dell’incontro con l’azienda e i sindacati, ha chiarito che il governo intende mettere a disposizione gli ammortizzatori e sostenere i nuovi indirizzi comunitari a favore della cantieristica navale e per questo, ha aggiunto, «con l’Europa ritengo si potranno trovare soluzioni compatibili con livelli occupazionali adeguati».

Paola Pica

L'immigrazione è colpa della sinistra

Ma dico io …. negli ultimi 10 anni, abbiamo avuto 8 anni di centro destra al governo Nazionale.

La legge che disciplina l’immigrazione è la Bossi-Fini.

La regione Lombardia ed il comune di Milano sono saldamente da anni nelle mani del centro destra e la colpa della mancata integrazione è di quei 4 sbandati del centro-sinistra ?

Ma la smettete di prenderci in giro ? Il centro sinistra magari ce l’avesse una politica seria da perseguire ma abbiate almeno il coraggio di assumervi, politici  di centro destra, le vostre responsabilità.

PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul “processo breve” e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.
Con il “processo breve” saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l’unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E’ una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO

Perchè difendete il CROCIFISSO e DIMENTICATE gli IMMIGRATI?

Da Comunità San Benedetto finalmente parole sagge (articolo pubblicato su Repubblica Genova il 6-11-09).

L’Italia è percorsa dall’ossessione identitaria.
La Libertà religiosa non può non tener conto del rispetto del pluralismo.
I Padri fondatori dell’Europa, tra i quali i cattolici Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, mai cedettero alla tentazione di ancorarla a “radici cristiane” nel 1950.
La loro intuizione profonda era quella, in cui si voleva unificare l’Europa, intorno all’eguale diritto di tutti e di ciascuno.
Un Europa interetnica, interreligiosa, laica.
Questa è la strada maestra. Riflettiamo profondamente, non stracciamoci le vesti. Liberiamoci da argomenti strumentali.
Il Crocifisso non è un’icona culturale.

Il Cristo Gesù per i credenti, è il Salvatore di tutti e non è sicuramente un simbolo di Divisione.
Anche il fronte “laico commetterebbe un gravissimo sbaglio, servendosi del Pronunciamento per rilanciare una incivile campagna anticristiana.
In questi giorni rispunta l’uso politico della religione cattolica e dei suoi valori. Mussolini soleva dire: “sono cattolico e non cristiano”.
Ci si butta nell’opportunità feconda per guadagnare consensi in una triste stagione dove vince la frammentarietà culturale e etica e le tentazioni identitarie. Vaghe e localistiche.
In tempi postcristiani la religione “trionfa” soprattutto come risorsa identitaria ed etica che la rende più facile preda di forze politiche che vogliono sfruttarla a proprio vantaggio elettorale.

Gesù ha voluto una comunità di seguaci inserita nella “Città” in cui sono “principi irrinunciabili” il perdono, l’amore dei nemici, il servizio agli altri, l’accoglienza, la solidarietà, l’Amore, il Martirio.
Al Cristianesimo servono testimoni non testimonial. Mi chiedo frastornato: come mai così tanto zelo nel difendere il “Crocifisso” nelle scuole non si estende ai nove milioni di poveri, ai precari, ai senza lavoro, ai “senza identità, ai senza casa, ai migranti, ai “Clandestini”, ai Detenuti, alla salute di tutti.
Credo sia l’occasione di porsi domande serie, almeno all’interno delle Comunità Cristiane. C’è autentica conoscenza del fondamento storico della Fede Cristiana in Cristo risorto?
Il Cuore del messaggio Cristiano ha ben poco a che fare con giochi di potere, interessi economici,meschinità travestite da nobili parole, impunità, arroganza,xenofobia,omofobia, razzismo.

La buona “notizia” che può destare la Fede non è affidata a un libro o una pellicola, a professioni ipocrite, ad un crocifisso, ma a Uomini e Donne in carne e ossa : è la “vita” dei Cristiani che deve essere un racconto credibile del Vangelo, un racconto che nessuna “crociata” può sconfessare.
Solamente riconoscendo la pluralità dei valori presenti anche nella Società non cristiana che si può stare nella storia e tra gli Uomini secondo lo Statuto evangelico.( I lettera a Diogneto).

Continueranno i ricorsi, le grida ,le sceneggiate.
C’è una gara per esibirsi “chierichetti” nei confronti dei Vescovi. Non ci credo proprio: l’emergenza grave non è la sentenza del “crocifisso”negato.
Nel mio iter scolastico, dall’asilo al Nautico, il crocefisso era scortato a destra dal Re Vittorio Emanuele III e a sinistra dal Duce.

L’Emergenza gravissima è la tenuta democratica del Paese intero. Termino citando un passaggio del Card. Dionigi Tettamanzi, all’Omelia del 1 novembre al Campo della Gloria del Cimitero monumentale di Milano letta dal Mons. Gianfranco Bottoni.
Parlando dell’Italia di oggi dice: “Al di là delle diverse e opinabili diagnosi, c’è il fatto che oggi molti, forse i più, non si accorgono del processo, comunque in atto, di morte lenta e indolore della Democrazia, del processo che potremmo definire di progressiva “eutanasia” della Repubblica nata dalla Resistenza antifascista.”
Non mi preoccupa come finirà l’applicazione del Regio decreto del 1924 che introduceva il “crocifisso” nelle Aule scolastiche.

Vorrei mantenere lucidità di giudizio per concludere che questa sentenza può aiutare tutti a comprendere meglio i segni dei tempi, lo ripeto, in cui la difesa della libertà religiosa non può non preoccupare, con tutto il cuore laico, cristiano il rispetto del pluralismo, e soprattutto può stimolare a vincere le “paure” per affrontare una riflessione più profonda sulla convivenza tra i diversi, considerando la ricchezza, un Bene e un valore proprio questa sua alterità.
Ripartiamo da capo con Umiltà, ogni mattina, davanti alla Croce.
Il Cristiano è abitante della Polis (è un diritto, ma anche un dovere) mentre ha la Sua Cittadinanza nei cieli.
Ecco la Profezia della Fede cristiana.

Genova, 5 novembre 2009

Don Andrea Gallo

Fininvest per Berlusconi

Diciamolo chiaramente … la stampa ed i media sono chiaramente di sinistra, proprio come afferma Berlusconi (il famoso 90%).

Dunque è giusto che per equilibrare le forze in campo, Rai1, Rai2, Rete4, Canale5 ed Italia1 siano direttamente a lui legate. Per Rai3 basta togliere l’acqua ai programmi più intelligenti (vedi Report e Fazio), mentre La7 è ridotta al lumicino mendicando soldi ed attenzioni (vedi il ridimensionamento di Crozza).

Terra

Un brutto colpo a freddo il decreto legge approvato ieri da Consiglio dei Ministri sulle privatizzazioni dei servizi pubblici locali. Un passaggio che chiude una epoca, preso ancora una volta senza informare i cittadini e coinvolgere i Comuni.

Sono liquidati quei pochissimi margini concessi alle amministrazioni locali dalla legge del parlamento varata non più tardi dell’Agosto 2008, di mantenere la gestione in house nei servizi fondamentali come l’acqua.

La 133 art. 23 bis appunto, è stata superata e pure già rappresentava un duro colpo per la gestione pubblica, introduceva l’obbligo alla gara e l’ingresso dei privati, ma con ancora alcune possibilità di scelta da parte dei comuni, i quali, dopo essere passati sotto i controlli delle diverse autority, potevano optare per una gestione del servizio “in house”, fuori cioè dal mercato finanziario.

Si chiude così il lungo e duro scontro politico ed istituzionale sulle privatizzazioni dei servizi pubblici locali; uno scontro che va avanti dal 2002 e ha contrapposto da una parte molti enti locali e alcuni partiti e d’altra i due poli politici di centro destra e di centro sinistra uniti.

E’ l’addio alle gestioni “in house”, e cade così l’ultimo bastione di “resistenza”eretto dai comuni e dalle province. Di questo si è trattato, ora è il via alla mercificazione totale dell’acqua potabile nel nostro paese. Continua a leggere