Tagli e cucito

Arrivo in ufficio e mi accorgo di aver bisogno di una spilla. Mi guardo intorno e chiedo alle colleghe presenti se una di loro avesse un kit da cucito. Una collega si gira verso di me con uno sguardo truce (ma anche ironico) e sentenzia: “Non rammendo neanche i calzini, li butto direttamente”.

Entrambe scoppiamo a ridere e lei continua: “Non ho mai cucito niente in vita mia e non ho intenzione di farlo, non so come è fatto un kit per il cucito e quando mio marito mi chiede “scusa, cara, non trovo più quel paio di calzini blu” io rispondo ”mah, non ho davvero idea di dove possano essere andati a finire” ed intanto penso al bidone dell’immondizia…”

E’ vero: le donne non sono più come quelle di 10/20/30 anni fa. Le donne “mamme”, quelle che la domenica mattina era dedicata a fare il ragù e che mai e poi mai si sarebbero rivolte ad una sarta per un orlo, un bottone o un rammendo. Purtroppo, di contro, molti uomini cresciuti da e con queste donne, non conoscono il concetto di “altro” da sé e quindi non riescono proprio ad accettare che la loro donna, moglie-compagna-amante, abbia una propria identità e non sia una loro emanazione.

E se non riescono più a comandare sulla loro emanazione, si sentono in pericolo, sentono compromessa la loro “autorità”, minacciato il loro potere distorto. E l’unico modo in cui sono in grado di reagire è con la violenza.

Insomma donne: se non cuciamo ci tagliano. Mi rendo conto che questa affermazione è semplicistica, l’”anomalia sociale” della violenza sulle donne ha radici e cause molto più profonde e complesse.  E’ comunque necessario considerare che, sebbene i ruoli sociali e la consapevolezza di genere stiano evolvendosi, resta ancora, almeno per questa generazione, un arcaico concetto di dominio maschile sulle donne.  Contiamo sulla prossima generazione senza dimenticare la nostra fondamentale parte nella formazione di una nuova coscienza di genere verso i nostri ragazzi, i mariti-compagni-amanti di domani.

(di Lara Del Vecchio)

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *