Archivio della categoria: Politica

Il Ministro Fornero sulle ricongiunzioni: se non danno vantaggio non vanno pagate

Da Corriere.it
Dopo una lunga intervista con Report, il Ministro arriva alla conclusione: coloro che non traggono un vantaggio evidente dalla ricongiunzione non devono pagare. Pagherà solo chi riceve pensioni alte fino a 15mila euro al mese. Estratto di un’inchiesta che andrà in onda prossimamente a Report. – Bernardo Iovene

Riposo giornaliero (allattamento) anche per i papà con moglie casalinga

In pratica anche i papà la cui moglie è una casalinga possono utilizzare le due ore di allattamento (se il contratto è 40 ore settimanale) fino ad un anno di età del nascituro/a.

Estrapolo da http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=5958

Al padre lavoratore dipendente ( circ. 182/93 ):

  • quando il figlio è affidato al solo padre ;
  • in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga (anche nel caso di lavoratrice dipendente che non si può avvalere dell’astensione facoltativa perché appartenente a categorie non aventi diritto es. lavoratrice domestica e a domicilio );
  • nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente , ma lavoratrice autonoma libera professionista , ecc.( purché lavoratrice avente diritto ad un trattamento di maternità dall’Inps o da un altro Ente previdenziale);circ. 95bis/2006;
  • nel caso di madre casalinga senza eccezioni ed indipendentemente dalla sussistenza di comprovate situazioni che determinano l’oggettiva impossibilità della madre stessa di accudire il bambino circ. 118/2009
  • in caso di morte o di grave infermità della madre indipendentemente dalla sua condizione di lavoratrice o meno ( circ. 48/87 , circ 109/2000 , Circ. 8/2003 , circ. 95bis/2006 ).

La Ricongiunzione impossibile, medicina amara di un Sistema in agonia

http://www.altalex.com/index.php?idstr=38&idnot=60156

Sistema di riferimento

L’Italia è il paese dei campanili, delle classi sociali, dei gruppi di potere o d’influenza. Questa frammentazione si è riflessa sull’atomizzazione del sistema previdenziale. Sono nati Istituti, Casse e Fondi per ogni categoria di lavoratori: pubblici e privati, statali ed enti locali, autonomi e dipendenti, parasubordinati e liberi professionisti. E nell’ambito di queste macro divisioni altri di Fondi e casse: piloti, ferrotranvieri, ostetrici, gas, clero, coltivatori diretti, artigiani, commercianti, architetti, avvocati, medici e così via. E poi si distingue tra Fondi alternativi, sostitutivi, integrativi del Fondo dell’assicurazione generale obbligatoria.

Ogni micro sistema ha avuto (e in parte conserva) il suo Consiglio di amministrazione, i suoi Comitati (a gestione sindacale), la sua piramide burocratica, il suo bilancio, le sue regole di accesso alla pensione e il suo sistema di calcolo. Ogni gruppo ha accumulato e difeso nel tempo i suoi privilegi, chiamati specificità o peculiarità connaturali alla tipologia di lavoro. Così abbiamo avuto le pensioni calcolate sull’ultima retribuzione rivalutata, pensioni liquidate con appena 14 anni 6 mesi di servizio e tanto altro. Anche l’aliquota di contribuzione è diversificata, tanto a carico dei datori di lavoro tanto a carico dei lavoratori.

Erano gli anni dell’euforia della crescita, della spesa facile. Gli anni in cui i lavoratori superavano di gran lunga i pensionati. Poi il ciclo si è invertito e la scure dei tagli si è abbattuta su tutti al fine di porre un freno alla spesa e di perseguire un minimo di equità sociale tra tutti i lavoratori. Sono così state eliminate molte sperequazioni non giustificate dalla tipologia di lavoro.

Ad iniziare dalla riforma Amato e passando per le riforme Dini-Prodi-Maroni–Sacconi fino ad arrivare all’ultima sforbiciata della Fornero, tutte le Gestioni sono state interessate da un progressivo innalzamento dell’età pensionabile e da nuovi e meno favorevoli sistemi di calcolo della pensione. A soffrirne maggiormente sono stati i lavoratori che avevano goduto di maggiori privilegi.

La normativa delle ricongiunzioni

In questo scenario s’inserisce la triste esperienza di quanti si sono trovati, per le diverse vicissitudini della vita, con posizioni contributive frammentate in diverse Gestioni, con la conseguenza di non raggiungere i requisiti per la pensione in nessuna gestione.

Per far fronte agli effetti più acuti del sistema intervenne la legge 322/58 che consentiva la costituzione della posizione assicurativa gratuita a quanti non maturavano il diritto a pensione presso “forme obbligatorie di previdenza sostitutive dell’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti o ad altre forme di previdenza”.

Il DPR 1092/73 prevede il computo, a titolo gratuito, presso lo Stato dei servi resi allo Stato o ad altri Enti, con iscrizione all’INPS o ad altri Fondi (artt. 11 e 12).

In seguito il malessere si è acuito ed è intervenuta la legge 29/79 che prevede:

  • la ricongiunzione nel Fondo dei Lavoratori Dipendenti dei contributi versati nellaGestioni speciale dei lavoratori autonomi, che avviene con il pagamento di un onere da parte del richiedente. L’onere è giustificato dal passaggio da un regime meno conveniente a uno più conveniente (art. 1);
  • la ricongiunzione presso l’INPS dei periodi contributivi maturati in ordinamenti pensionistici “alternativi” senza oneri per il richiedente. Il diverso trattamento rispetto al primo caso, era giustificato dal fatto che i contributi passavano da un regime pensionistico più conveniente ad uno meno conveniente (INPS), per i diversi requisiti di accesso e di calcolo della pensione (art. 1). Dallo 01 luglio 2010 anche tale tipo di ricongiunzione è diventato oneroso (legge 122/2010);
  • la ricongiunzione, a titolo oneroso, dall’INPS ad altri Fondi (art. 2)

Nel 1990 è intervenuta la legge n. 45 che rende possibile ricongiungere i periodi di contribuzione versati presso le varie casse di previdenza per i liberi professionisti con quelli esistenti presso le gestioni obbligatorie di previdenza per i lavoratori dipendenti, pubblici o privati, o per lavoratori autonomi.

Sono parimenti ricongiungibili i periodi di contribuzione presso diverse gestioni previdenziali per liberi professionisti. Anche tale tipo di ricongiunzione è oneroso.

Le innovazioni della legge 30 luglio 2010, n. 122

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Per compiacere i mercati, ci distruggono il futuro

Leggendo il giornale “Servizio Pubblico”, a firma di Nicola Cantelli è riportata una notizia che in TV non ho sentito ma che ho invece ritrovato poi ampiamente diffuso sulla Rete.

Il 15-11-2012, al World Pension Summit ad Amsterdam durante la conferenza che riunisce  i colossi mondiali delle pensioni private (gestiscono 1925 miliardi di euro cioè il Prodotto Interno Lordo italiano), il Ministro Fornero ha affermato “i cambiamenti portati dalla riforma delle pensioni del Governo Monti erano necessari per compiacere i mercati finanziari altrimenti i mercati avrebbero devastato l’Italia”.

Alcune considerazioni a questo punto mi sovvengono.

Un Ministro della Repubblica deve rispondere unicamente allo Stato Italiano, alla Costituzione ed al popolo sovrano, deve rispondere all’interesse pubblico nello Stato NON agli interessi delle banche o delle assicurazioni.

 

E se fallisce uno di questi colossi finanziari (come negli USA nel 2007), che fine fanno le pensioni ? Ecco un altro motivo della necessità vitale di un sistema pensionistico pubblico valido.

La politica è necessaria e vitale e NON deve sottostare all’economia, alle banche, alle lobbies e per fare ciò abbiamo bisogno di politici che dichiarino apertamente cosa vogliono fare, come intendono farlo da chi prendono soldi, quali sono i loro legami con i mercati finanziari.

E noi, come lavoratori che insieme alle aziende versiamo una cospicua parte del nostro stipendio (più del 9% i lavoratori  e circa il 24% le aziende) per ottenere importi pensionistici sempre più bassi e sempre più “lontani” restiamo a guardare L

 

Firma e diffondi subito l'appello "Fermiamo la guerra a Gaza"

www.perlapace.it firma su qui

Firma e diffondi l’appello “Fermiamo la guerra a Gaza”

che abbiamo scritto in queste ore mentre si intensificano i bombardamenti e le stragi di vite umane.

Dobbiamo chiedere all’Italia e all’Europa di farla finita con i silenzi, l’inerzia e le complicità che ancora una volta accompagnano questa tragedia.
Contiamo sulla vostra collaborazione per far crescere la mobilitazione.

Costruiamo una grande rete di gruppi, associazioni e persone per far crescere la pressione sui responsabili della politica nazionale ed europea.

                                        Fermiamo la guerra a Gaza

L’Italia e l’Europa hanno il dovere di fermare la guerra a Gaza. Lo possono e lo debbono fare agendo con intelligenza e determinazione nell’interesse superiore dei diritti umani, della sicurezza internazionale, della giustizia e della pace. L’Italia, che vanta ottime relazioni sia con Israele che con i palestinesi, può fare molto. Ma deve cambiare: smettere di essere di parte, assumere un ruolo attivo, propositivo e progettuale. Nel Mediterraneo, in Europa e all’Onu. L’Italia deve essere consapevole dei suoi limiti ma anche delle sue risorse, della sua prossimità e delle sue responsabilità. Cominciamo subito: mobilitiamoci per fermare le armi, chiediamo al Consiglio, alla Commissione e al Parlamento Europeo di agire immediatamente, riconosciamo alla Palestina lo status di osservatore all’Onu, smettiamo di vendere armi a Israele e in Medio Oriente e chiediamo all’Europa di fare altrettanto. L’inazione degli altri non può più giustificare la nostra. Continua a leggere

Diciamo NO alla violenza sulle donne

Domenica 25 Novembre 2012 ore 09:30 è la GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE

DICIAMO NO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

Promossa dalle Istituzioni e dalle Associazioni  e dai Sindacati della città di Napoli e della Provincia di Napoli che si occupano del contrasto alla violenza.

La marcia partirà a Napoli alle ore 9.30 da Piazza Vittoria, proseguirà per il Lungomare liberato sino a Piazza Trieste e Trento, da dove si alterneranno interventi e testimonianze sul fenomeno contro la violenza
Durante l’iniziativa sarà distribuita la convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Istanbul 11 maggio 2011, www.coe.int/conventionviolence).

 

 

Non tutti sono uguali

Non sempre è utile accomunare tutti sullo stesso piano, perchè le differenze esistono, basta guardarle.

La CISL per bocca del suo Segretario Bonanni ha dato il suo assenso al cosiddetto piano produttività e la UIL di Angeletti ci farà sapere domani lunedì. La UGL ha già firmato.

Fin qui tutto ok, normale dialettica e visione diversa degli interessi dei lavoratori, ma ascoltando la TV e radio, apprendo che Montezemolo farà la sua lista per le prossime elezioni politiche. In democrazia tutti possono farlo, ci mancherebbe anche se vorrei capire se difenderà i lavoratori o i finanzieri, se farà leggi e proposte per noi o per l’impresa.
Apprendo che appoggerà il Premier Monti anche alle elezioni del 2013 quindi anche la legge Fornero sul licenziamento, sull’art.18, sulle pensioni (ci andremo in pensione??)  e che anche Bonanni sosterrà questo progetto di Montezemolo e quindi Monti. Oh cavolo, sarà un omonimo, un cugino, un fratello, non può essere lui, il Segretario della CISL.
Vuoi vedere che Bonanni della CISL ha votato questo piano produttività solo perché lo ha fatto Monti e non nell’interesse dei lavoratori ? Magari deve farsi il suo bel spazio in questo nuovo progetto politico.

—– E’ lecito e democratico che un accordo si firmi senza il sindacato più grande numericamente ? Che magari ha il più alto numero di RSU quindi eletti votati dai lavoratori ? —
(perché UIL e CISL non vogliono far conteggiare, certificare gli iscritti sindacali in maniera ufficiale ?) **
E la mia mente va indietro, a quando la CISL e la UIL sempre capeggiate da Bonanni e da Angeletti hanno appoggiato per ben due volte il Governo Berlusconi, fidandosi di lui, facendo accordi per creare i fantomatici milioni di posti di lavoro, di fare riforme, dare incentivi dei quali nulla si è visto anzi lo sfascio italiano si è amplificato.

Sempre CISL e UIL sono i firmatari dell’accordo separato in FIAT che ha peggiorato le condizioni di lavoro di quei lavoratori e non ha prodotto un posto di lavoro in più, continuano con la cassa integrazione e non ha fatto, la FIAT, nemmeno un investimento. Creando, tra l’altro, pericolosissimi precedenti normativi che tutte le altre aziende vorrebbero perseguire, scaricando sui lavoratori la crisi e soprattutto aver estromesso il sindacato più rappresentativo dalla fabbrica.
In Wind, la SLC-CGIL (sia Italia che Campania) ha la maggioranza assoluta (oltre il 50%) delle RSU e forse anche degli iscritti (di sicuro la maggioranza relativa); potremmo firmare o meno gli accordi da soli, ad esempio ma finora non è stato così.

Io non dico “a bando” CISL e UIL, ne accomuno le RSU (almeno non tutte) a quanto fatto dai loro Segretari, però non dite che siamo tutti uguali, non vi arrabbiate quando alcuni sindacati si lamentano che non possono fare nulla se ci sono sindacati che appoggiano leggi e politici che poco o nulla hanno in condivisione con gli interessi di chi lavora.

Votare o tesserarsi CISL significa anche appoggiare le scelte di Bonanni che automaticamente ed inevitabilmente sono contrari ai nostri interessi da lavoratori; vedremo se UIL finalmente saprà respingere questo modo di fare che finora ha invece appoggiato.


Continuo a pensare ed a lottare per un sindacato INDIPENDENTE dai partiti ma non dalla politica (che è cosa diversa dei partiti) perchè deve tutelare e difendere anche gli interessi dei lavoratori e quindi il connubio sindacato-politica è benvenuto (non quello sindacato-partiti).

** In nessun paese europeo accade infatti che non si sappia bene quale sia l’efficacia giuridica di un contratto collettivo non sottoscritto da tutti i sindacati rappresentativi, che sia incerta la natura e la composizione delle rappresentanze sindacali aziendali, che appaia possibile espellere dalla rappresentanza in azienda il sindacato che dissente dal contenuto di un accordo e, pur essendo rappresentativo, non lo sigla (Luigi Mariucci).

Lo sciopero europeo del 14-11-2012

Innanzitutto lo sciopero è di 4 ore (intero turno per le aziende che devono garantire servizio pubblico secondo la 146/90).
Ci sarà manifestazione a Napoli alle ore 9:30 a Piazza del Gesù Nuovo.

Le  motivazioni, traendo spunto dai due volantini/manifesti al link nonché dalla dichiarazioni della Segretaria Camusso
Lo sciopero è europeo indetto dalla Confederazione europea dei sindacati perché la crisi è anche europea e la risposta va data collegialmente, perché sono sempre i lavoratori ed i cittadini a pagare il prezzo più alto.

Perché le politiche di austerità stanno creando problemi e povertà.
“Da una parte i governi e l’Europa con le loro politiche di austerità e tagli al welfare, dall’altra i manifestanti, sempre più esasperati, a contestare politiche e classi dirigenti.  Tra queste due parti contrapposte non ha dubbi dove schierarsi il premio Nobel all’economia Paul Krugman, secondo cui i manifestanti in Grecia e in Spagna “hanno ragione”, “ulteriori misure di austerity non servono a nessun proposito, Con i tagli ai salari e alle protezioni sociali si aggravano le disuguaglianze e l’ingiustizia sociale e ormai sono 25 milioni gli europei che non hanno lavoro e in alcuni paesi il tasso di disoccupazione giovanile supera il 50 per cento” (rassegna.it)

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: “La legge di stabilità è una legge miope che non dà futuro. Bisogna rispondere con una richiesta di cambiare politica. La relazione tra rigore e disoccupazione è direttamente proporzionale, così tutti i paesi sono destinati a non avere futuro. La legge di stabilità del governo Monti deriva proprio dell’austerity ed è figlia di quelle politiche di austerità europee e di una scelta miope che non da’ futuro. Duole constatare – inoltre – che siamo l’unico paese in cui l’iniziativa sarà della sola Cgil e non di tutti i sindacati come avviene negli altri. E’ una caratteristica che ha attraversato tutta la crisi”.

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Ci state fregando la pensione

Come sapete, c’è stata l’ennesima riforma delle pensioni dalla quale come lavoratori ne usciamo ancora con le ossa rotta. L’accorpamento di altri enti pensionistici verso il cosiddetto AGO (il fondo pensione gestito dall’INPS) sta portando anche debiti all’istituto della previdenza sociale.
Ma i debiti dell’INPS/AGO sono dovuti al fatto che l’assistenza (cassaintegrazione, assegni familiari, maternità) sono ancora a carico della stessa INPS piuttosto che essere separati…. Ci devono spellare in qualche modo.
Ma la riforma delle pensioni “Fornero” ha innalzato l’età pensionabile a TUTTI (anche a te), ha diminuito l’importo della pensione (anche a te).

L’innalzamento dell’età pensionabile ed anche dei contributi  ha determinato che ci sono lavoratori che avevano contrattato con le proprie aziende di andarsene via prima con degli incentivi. Spostando però la data pensionabile, questi lavoratori si sono trovati ad essere usciti dall’azienda ma a non avere più l’età per andare in pensione. Ecco chi sono gli ESODATI, lavoratori senza più lavoro e senza pensione perché nessuno al Governo ha pensato a questi accordi che spesso proprio lo Stato ha favorito. Ora stanno tentando di salvaguardarli, col Governo che tra ritrattazioni, ampliamenti, soldi da ricercare, incertezza su quanti ne sono, ha un atteggiamento ondivago.

Poi ci sono i fregati dal Governo Berlusconi con la legge 122 del 2010 che finalmente riescono a far accendere un riflettore su di loro (vedi Ballarò, ma non solo) ovvero prima ricongiungere i contributi verso l’INPS/AGO era gratuito. Avevi lavorato per ENEL (che aveva una sua pensione, un suo fondo speciale) o per la scuola (INPDAP) ma anche per l’AGO/INPS ?
Porta i contributi in INPS senza pagare nulla.  L’INPS pagava e  paga pensioni meno vantaggiose a questi istituti pensionistici “di settore”. Continua a leggere

Squallidi localismi

Guardo il TG3 Campania edizione di mezzodì e tra le tante notizie ascolto inizialmente quasi distrattamente, le proteste dei tifosi dell’Avellino.
Uhm vediamo un po di che si tratta … in pratica, si sono riuniti i parlamentari avellinesi di tutti gli schieramenti per opporsi alla legge di stabilità (la Finanziaria di una volta).
In pratica si oppongono alla perdita dello status di capolouogo di provincia di AVELLINO pronti anche a votare contro il Governo anche se dovesse porre la fiducia.
Io provo a stare calmo, ma porca di quella miseria, finora avete votato tutto di Monti, finora non vi siete affatto opposti ai suoi giusti o ingiusti provvedimenti, a non aver tolto soldi ai ricchi e protetto i deboli, a non aver punito le banche ree e causa di questa crisi però ORA LO VOLETE MANDARE A CASA perchè la vostra Avellino non è più capoluogo.
Mettetevi SCUORNO (abbiate vergogna di voi stessi) siete ipocriti, viscidi, demagoghi, populisti, la feccia della gente.
Alimentate ancora le peggiori istanze dei cittadini, prendendoli ancora in giro, ponendogli falsi problemi, falsi obiettivi per continuare con i vostri interessi.
Il buon Totò (monarchico) usava dire “… eppoi uno dice che si butta a sinistra” ma ora aggiornerei il detto “… eppoi uno dice che diventa grillino.